Coppa Italia: il Palermo battuto dalla Roma, ma senza vergogna

I rosanero di Baldini, schiaccianti nella ripresa, contro i giallorossi fortunati

05 dicembre 2003
Roma / Palermo 1 - 0
Marcatori: 41' pt Delvecchio.
Roma (3-4-1-2): Zotti; Dellas, Chivu, Panucci; Sartor (19' st Emerson), De Rossi (26' st Lima), Tommasi, Candela; D'Agostino (19' st Mancini), Carew, Delvecchio. (22 Pelizzoli, 29 Scurto, 28 Wahab, 25 Cerci).
Allenatore: Capello.
Palermo (3-4-2-1): Santoni; Conteh (14' pt Masiello), Nastase, Accardi; Mutarelli, Codrea, Soligo, Modesto; Zauli (1' st Corini), Brienza; Pepe (18' st Toni). (1 Berti, 4 Atzori, 7 Vasari, 8 Di Donato).
Allenatore: Baldini.
Arbitro: Saccani di Mantova.
Note: Angoli: 10-3 per il Palermo. Recupero: 1' e 3'. Ammoniti: Dellas per gioco scorretto, Masiello e Delvecchio per proteste.
Spettatori: 8.647 per un incasso di 81.060,00 euro.

La Roma vince sul Palermo ma, come ha ammesso lo stesso tecnico capitolino Fabio Capello, il risultato è bugiardo. I rosanero di Baldini, che interrompono una striscia di 14 risultati utili (8 vittorie e 6 pareggi) tra campionato e coppa, avrebbero meritato anche più del pareggio se si contano le occasioni da gol create dalle due squadre. Schiacciante, addirittura, la superiorità dei rosanero nella ripresa. I giallorossi, da parte loro, hanno avuto più la fortuna che il merito di chiudere in vantaggio per 1-0 il primo tempo. Un vantaggio arrivato al 41' e su un regalo della difesa rosanero che, su un calcio di punizione dalla destra, ha attuato una tattica del fuorigioco sucida: Modesto è partito in ritardo e così, sull'errata respinta del portiere Santoni, Panucci e Carew prima e Delvecchio dopo, tra un rimpallo e l'altro, sono riusciti a mettere la palla in rete.
E proprio Marco Delvecchio che, in mancanza di Totti, prende la maglia da titolare, e per una volta anche la fascia da capitano, e guida la Roma nell'andata degli ottavi di coppa Italia. E non c'è ritorno migliore di un gol.

Il ritmo è lento, le motivazioni fanno la differenza a livello di gioco, ma il risultato lo mette in tasca chi è più cinico.
Il Palermo avrebbe potuto pareggiare subito dopo, ma ha sciupato il contropiede con Pepe che ha sbagliato l'assist per Brienza che tutto solo avrebbe potuto essere molto pericoloso. Per i primi 40 minuti era stato il Palermo ad avere la gara in mano. La Roma, sorniona, lenta e deconcentrata
La Roma, infarcita di riserve è sorniona, quasi svogliata, proprio come a Spalato in Coppa Uefa, ha lasciato l'iniziativa ai rosanero di Baldini che hanno provato più volte la via della rete. Un Palermo organizzato, pimpante, determinato. Gioca bene, con personalità, in A non sfigurerebbe (è secondo nei cadetti). Zauli torna a prendersi palla, imposta e rifinisce. Codrea e Soligo vanno al tiro in due minuti, i primi. Tommasi e De Rossi a centrocampo non riescono a imporsi e a guadagnare metri per servire Carew e Delvecchio, Sartor (preferito all'ultimo a Mancini) e il ritrovato Candela sugli esterni spingono poco. Dà tutto quello che ha, invece, Mutarelli, squalificato in campionato e impiegato come esterno di destro. Conteh rischia il calcio di rigore su Delvecchio, poi dopo appena 14' lascia il campo per un risentimento. Così Baldini inserisce Masiello che si piazza sulla corsia di sinistra, mentre arretra in difesa Modesto con Accardi che si sposta a destra. Fa meglio e più il Palermo, la Roma subisce, sembra quasi sorpresa dalla fame di gloria dei rosanero. Poi prende le misure, chiude con precisione, ruba palla e riparte. Ma il gol lo trova solo grazie all'esperienza di Delvecchio e una svista della difesa del Palermo.

Nella ripresa Baldini lascia sotto la doccia Zauli per Corini che va in regia, mentre Codrea avanza dietro le due punte Brienza e Pepe. Quest'ultimo ha la palla del pareggio, al 15' quando beffa Zotti in uscita, e scarica un diagonale senza... pepe che Panucci salva sulla linea. Lì saluta. La Roma sta soffrendo il pressing del Palermo, ma Baldini vuole il gol: entra Toni. Ci riprova Codrea, ma si imbatte nell'orgoglio di Zotti. Poi ci mette una pezza, ancora anche se questa volta rischia un po' troppo, Panucci che chiude su Brienza. Insomma, la Roma soffre. Capello butta in campo gambe fresche ed esperienza con Mancini (per lo spento palermitano D'Agostino), Emerson per Sartor, e Lima per De Rossi che non è in gran serata. Ma è il Palermo a giocare, ci prova sino all'ultimo, di continuo, ma Zotti risponde come sanno fare i grandi. La Roma si rivede con una finezza di Emerson e un gol annullato per fuorigioco netto a Delvecchio. Il resto è possesso palla. E un risultato bugiardo, che - per ammissione di Capello - la Roma non merita. Ma porta a casa, con il minimo sforzo. Così continua a vincere, senza subire reti.

Rev. dalla Gazzetta.it

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05 dicembre 2003

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