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Cosa Nostra in crisi si vota a Messina Denaro

La mafia in sofferenza per la mancanza di leadership cerca di recuperare i capimafia storici

02 marzo 2010

La mafia siciliana sta vivendo una dura "fase critica". Gli arresti eccellenti degli ultimi anni hanno quasi azzerato il gotha mafioso, e Cosa nostra è stata "costretta ad inabissarsi" perché priva di quelli che potevano essere definiti punti fermi. Ora starebbe cercando di "recuperare figure carismatiche, segnatamente storici capimafia che, accanto alle giovani leve, in una prospettiva temporale di medio-lungo termine siano in grado di ripristinare modelli organizzativi più efficaci ed idonei a superare le attuali difficoltà".
E' quanto si legge nell'ultima relazione dei Servizi segreti al Parlamento. Una Cosa nostra che torna all'antico, dunque, secondo i Servizi, con gli "storici e carismatici capimafia" recuperati anche per risolvere altre problematiche: "riempire i vuoti di potere a livello apicale, specie di alcune articolazioni strategiche del Palermitano, ormai decapitate; riaffermare la presenza mafiosa sul territorio e recuperare risorse economiche tramite l'esercizio estorsivo, l'ingerenza persistente e sistematica negli appalti e nell'esecuzione di lavori pubblici e privati, anche per soddisfare le crescenti esigenze di un circuito carcerario sempre più influente". In questo scenario, scrivono i Servizi, "il profilo criminale del latitante trapanese Matteo Messina Denaro lascia ipotizzare un suo peso crescente a livello extraprovinciale, a fronte di una precarietà di equilibri che è parsa caratterizzare tutte le principali realtà criminali della Sicilia".

L'ombra della criminalità organizzata sui grandi appalti - L'"attenzione predatoria" della mafia sugli appalti del post-terremoto in Abruzzo viene confermata anche dai Servizi segreti. Nella relazione consegnata al Parlamento, i Servizi sottolineano che "il profilo economico delle organizzazioni mafiose si è ulteriormente consolidato", anche con il coinvolgimento "in termini collusivi di circuiti professionali, tecnico-amministrativi e imprenditoriali" che danno vita a "veri e propri 'comitati affaristici' finalizzati a veicolare gli interessi mafiosi verso i settori di intervento più remunerativi". A questo riguardo sono "significative le acquisizioni di intelligence relative all'attenzione predatoria delle cosche verso i grandi progetti riqualificativi e ricostruttivi in ambito nazionale": tra questi, i Servizi citano appunto la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo, accanto all'Expo 2015, alla Tav, ai lavori stradali ed autostradali, al settore energetico, al Ponte sullo Stretto. Secondo l'intelligence "il prevedibile protrarsi, almeno per buona parte del 2010, degli effetti della crisi economica" fa sì che persista il rischio della "penetrazione criminale nel circuito economico-finanziario legale".
Serve dunque un "elevato livello di attenzione preventiva" per "evitare che prospettate opportunità d'investimento possano essere percepite dal crimine organizzato come appetibili occasioni di infiltrazione e riciclaggio". Ma "oltre agli appalti pubblici e all'edilizia in generale - sottolineano i Servizi segreti - le organizzazioni mafiose sono orientate ad operare" anche in altri settori: "realizzazione e gestione di grandi strutture commerciali e logistiche (grande distribuzione); turismo e immobiliare alberghiero; ciclo integrato dei rifiuti; produzione e commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli; realizzazione di impianti di produzione di energie alternative".

L'appetito della criminalità organizzata ha, dunque, molte tavole imbandite cui attaccarsi. Gli obiettivi sono alti e per questo Cosa Nostra, ha bisogno, di ripristinare "modelli organizzativi più efficaci ed idonei a superare le attuali difficoltà", e per farlo ha bisogno, come si è spiegato all'inizio di rivolgersi agli "storici e carismatici capimafia" per "riempire i vuoti di potere a livello apicale, specie di alcune articolazioni strategiche del Palermitano, ormai decapitate".

- Dalla relazione 2009 dei Servizi Segreti al Parlamento il III Capitolo: Criminalità organizzata nazionale (pdf)

 

 

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02 marzo 2010
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