Costruttore di mafia

Sequestrati a Palermo beni per 30 milioni di euro, tra cui un villa del '700, ad un importante imprenditore

29 ottobre 2010

Gli agenti dell'ufficio Misure di Prevenzione della questura di Palermo hanno sequestrato beni per un valore di oltre trenta milioni di euro all'imprenditore Vincenzo Rizzacasa, 63 anni, già arrestato nel giugno scorso per trasferimento fraudolento di valori aggravato e riciclaggio aggravato.
Tra gli immobili sequestrati c'è anche una villa del '700, 'Villa Barone Lanterna'. La villa, che si affaccia sul porticciolo del quartiere palermitano dell'Acquasanta, doveva essere trasformata in un residence di lusso con 15 appartamenti e due studi professionali grazie a una regolare concessione.

Gli investigatori hanno accertato che l'imprenditore, che lavorava nel settore della ristrutturazione edilizia del centro storico, avesse messo la sua attività al servizio dei costruttori mafiosi Salvatore e Francesco Sbeglia.
Gli Sbeglia sarebbero stati quindi soci occulti di Rizzacasa ed attraverso il suo patrimonio, avrebbero continuato a lavorare nell'imprenditoria, imponendo metodi e sistemi di illecita concorrenza.
Vincenzo Rizzacasa avrebbe messo le sue imprese a disposizione del costruttore Salvatore Sbeglia, già condannato per mafia, per consentirgli di tornare in attività.
Come già accennato, Rizzacasa è arrestato nel giugno scorso ma scarcerato dopo due settimane: i giudici del Riesame stabilirono che l'imprenditore avrebbe favorito Sbeglia ma non l'intera organizzazione Cosa nostra, facendo cadere l'aggravante mafiosa. Il procedimento amministrativo, che oggi ha portato al sequestro, segue però un percorso diverso da quello penale.

E' lungo l'elenco dei beni finiti sotto sequestro, ricostruito dagli agenti della sezione patrimoniale della squadra mobile di Palermo: le imprese edili Aedilia Venusta, Immobiliare Sant'Anna, Verde Badia, un complesso di 35 immobili in via Badia, una decina di appartamenti, la 'Villa Barone Lanterna', sei magazzini e sette automezzi, fra macchine e mezzi pesanti.
Rizzacasa avrebbe costruito negli anni un immenso impero economico. Da semplice preside di una scuola in provincia di Messina ha iniziato la scalata nel mondo dell'edilizia partendo da una piccola impresa intestata al figlio Gianlorenzo. La svolta nel 2005, con la creazione dell'Aedilia Venusta che gli ha consentito di diventare uno degli imprenditori maggiormente impegnati nelle ristrutturazioni nel centro storico di Palermo. L'impresa si era aggiudicata la ristrutturazione degli ex Monopoli di Stato in via Generale di Maria.
Proprio nei progetti della Aedilia Venusta c'era la realizzazione di un residence a 5 stelle nella Villa Barone Lanterna. Rizzacasa nel 2009 ha ottenuto una regolare concessione edilizia su cui ora si concentrano le attenzioni degli investigatori. La villa, che negli anni Cinquanta è stata la sede dei 'Bagni minerali dei fratelli sacerdoti Pandolfo', ospita nelle sue grotte una chiesa con l'affresco di una madonna che fino all'anno Mille era meta di pellegrinaggio dei fedeli. Nella grotta sgorga anche la sorgente d'acqua poi utilizzata nello stabilimento termale. 'Una acqua santa', come recitavano gli storici dell'epoca. Da qui il nome del quartiere alla periferia di Palermo. Tutto questo farebbe ipotizzare agli investigatori che il complesso avrebbe meritato la tutela della sovrintendenza ai Beni monumentali. Su questo fronte sono in corso degli accertamenti.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa]

 

 

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29 ottobre 2010

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