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Cresce ancora divario tra Mezzogiorno e Centro-Nord

Dal 23mo Report Sud sullo stato dell'economia del Sud nel primo semestre 2012

19 ottobre 2012

Il commissariamento del Mezzogiorno e della Sicilia? Non un'ipotesi peregrina, piuttosto uno scenario concreto che potrebbe delinearsi nel prossimo futuro, come confermato da quanti sono intervenuti alla presentazione del 23mo Report Sud, instant focus sullo stato dell'economia del Sud nel primo semestre 2012 con alcune previsioni per la fine del 2012 e l'inizio del 2013, realizzato dal Diste Consulting per la Fondazione Curella di Palermo.
Lo studio ha evidenziato un progressivo deterioramento del quadro congiunturale dell'economia italiana con una diminuzione del Pil nell'area meridionale dell'1,6% cui si affiancherebbe un decremento del Centro-Nord dello 0,9%.
Già nel primo semestre del 2012 la fase congiunturale di recessione dell'economia italiana aveva interessato le regioni meridionali in misura maggiore rispetto all'area centro settentrionale, con una diminuzione della produzione della ripartizione Sud-Isole del 3,4%, contro il 2,5% dell'intero Paese.

Venendo alle principali componenti della domanda con riferimento al Mezzogiorno, va rilevato come i consumi continuino a registrare continui cedimenti a causa dell'aumento delle preoccupazioni sul futuro da parte delle famiglie meridionali dovute alle tasse crescenti ed ai salari decrescenti (3,6%). La debolezza dell'occupazione e la stagnazione delle retribuzioni, il rafforzamento dell'inflazione e della pressione fiscale hanno esercitato effetti depressivi sulla propensione alla spesa.
E' proseguita la spirale negativa degli investimenti sia per la componente dei macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto sia per le costruzioni. Per quest'ultimo comparto si tratterebbe del proseguimento della tendenza discendente avviata nel 2005. Per i macchinari e mezzi di trasporto, della conferma di un trend involutivo iniziato nel 2008 e temporaneamente interrotto nel 2010 da un episodico recupero.
La spesa in conto capitale ha registrato un andamento decrescente sia per la componente delle attrezzature e dei macchinari (-10,1%) sia per quella delle costruzione (-9,2%), in linea con l'andamento registrato a livello nazionale (rispettivamente -9,3% e -7,1%).

La debolezza della produzione ha avuto pesanti ricadute sul mercato del lavoro. Infatti, nel primo semestre del 2012, il numero degli occupati nel Mezzogiorno si è posizionato a quota 6 milioni 181 mila unità  corrispondenti ad un tasso di variazione negativo pari allo 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2011. La crescita degli occupati a tempo parziale a  scapito di quelli a tempo pieno, è proseguita anche nel 2012. I primi hanno avuto un aumento del 13,9%, gli altri  hanno registrato un flessione del 2,7 %. Il tasso di disoccupazione nel primo semestre del 2012 è cresciuto velocemente, registrando un valore del 17,6%, ben superiore a quello del corrispondente periodo dell'anno precedente (13,6%).
L'interscambio commerciale del Mezzogiorno con i paesi esteri nel corso del primo semestre del 2012 ha registrato una decelerazione del  trend di crescita avviato nel corso di due anni fa.  Nel primo semestre del 2012 le esportazioni hanno segnato una crescita tendenziale del 7,0%, a fronte di un incremento nel Centro/Nord del 3,9%.
A livello settoriale, con riferimento all'economia delle regioni meridionali, per il primo semestre del 2012 si rilevano le positive performance dell'industria alimentare (+6,6%), dei minerali di base e prodotti in metallo (+1,4%), dei macchinari e apparecchi (+23,7%), dei prodotti tessili, dell'abbigliamento, pelli e accessori (+0,5%); per contro, hanno dato luogo a decrementi le esportazioni dei mezzi di trasporto (-4,5%), degli articoli farmaceutici, chimico/medicinali e botanici (-0,7%), delle sostanze e prodotti chimici (-13,0%), degli articoli in gomma, materie plastiche e degli altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-6,6%).
Per quanto riguarda le variabili creditizie, va rilevata la continua dinamica negativa degli impieghi. In particolare la variazione congiunturale a marzo 2012, nell'Italia Meridionale e Insulare, è stata pari a - 0,9%, contro il decremento nel resto del Paese pari al - 0,5%.
Per quanto riguarda il turismo nelle regioni meridionali il primo semestre del 2012 è stato caratterizzato da una diminuzione degli arrivi sia dei viaggiatori italiani che stranieri, scoraggiati dall'aumento dei costi turistici e dal deterioramento della congiuntura economica nei paesi di origine dei flussi. La rilevazione condotta dall'Istat, ha evidenziato nel primo semestre 2012 una diminuzione del numero di pernottamenti nell'area meridionale da parte dei non residenti del 2% contro una riduzione dell'1,7% nell'intero territorio italiano.

Come detto in apertura, le previsioni per il 2013 appaiono in peggioramento. Dal lato della domanda interna, si registrerebbe un forte cedimento dei consumi delle famiglie stimati in ridimensionamento sia nel 2012 (-3,6%) che nel 2013 (-1,7%). La spesa in conto capitale registra una variazione negativa sia per la componente delle attrezzature e dei macchinari sia per quella delle costruzioni. Per gli investimenti in macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto si prospettano cali del 10,1% per quest'anno e dell'1,8% per l'anno prossimo. Analogamente, gli investimenti in costruzioni registreranno un ridimensionamento ragguardevole nel 2012 (-9,2%) e una ulteriore flessione del 2,9% nel 2013.
Prospettive negative per la totalità dei settori ad esclusione dell'agricoltura, attesa chiudere l'anno in corso con un valore aggiunto su livelli non discosti dall'anno prima (+0,5%) e segnare nel prossimo anno un incremento del 2,5%. Tra gli altri settori di attività i peggiori risultati sono previsti per il valore aggiunto delle costruzioni, che chiude il 2012 all'insegna di un calo del 9,8% e mostra nel 2013 una ulteriore flessione (-3,3%). Il crollo della domanda ha ricadute piuttosto preoccupanti anche nell'industria in senso stretto, in cui il valore aggiunto scende del 6,3% nel 2012 e del 2% l'anno successivo. Infine, il ramo dei servizi  registra una flessione del 2,4% nel 2012 e dell' 1,5% nel 2013. Sul mercato del lavoro, infine, l'occupazione dopo aver accusato nel 2012 una contrazione in termini annui dell'1,1%, continuerebbe a scendere nel prossimo anno dell'1,5%. [Fonte: €conomiaSicilia.com]

 

 

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19 ottobre 2012
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