Crollato ad Agrigento lo storico palazzo Lo Jacono-Maraventano

L'edificio, sottoposto recentemente ad interventi di consolidamento, si è letteralmente sgretolato

26 aprile 2011

AGGIORNAMENTO
Un emendamento da due milioni di euro per la messa in sicurezza e salvaguardia del centro storico di Agrigento. A prometterlo al sindaco di Agrigento Marco Zambuto è stato il presidente della Regione Raffaele Lombardo. "Abbiamo incontrato il governatore della Sicilia - racconta Zambuto - e ci ha assicurato che verrà presentato un emendamento da due milioni di euro già nella legge finanziaria che è in discussione. I soldi ci serviranno intanto per la messa in sicurezza - spiega Zambuto - e poi superata l'attuale emergenza, per avviare la fase di recupero del nostro centro storico. Il cuore vecchio della città di Agrigento purtroppo, come ha dimostrato il crollo di palazzo Lo Jacono-Maraventano di ieri mattina, ci sta cadendo addosso". "Coinvolgerò tutti i deputati agrigentini - conclude Zambuto - per chiedere che ci sostengano e l'emendamento possa passare". Davanti a palazzo d'Orleans, il sindaco Zambuto e tutta la giunta comunale si erano riuniti in seduta urgente, straordinaria e permanente per sensibilizzare gli amministratori regionali.
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Si è letteralmente sgretolato in mille pezzi, cancellando in un attimo una delle più preziose testimonianze dell'architettura nobiliare agrigentina: il settecentesco palazzo "Lo Jacono-Maraventano", un edificio nobiliare tra i più antichi di Agrigento, è crollato ieri mattina alle 6:00.
L'edificio, situato fra le vie Santa Maria dei Greci, San Vincenzo e salita Itria, era disabitato. Nel luogo sono intervenuti i carabinieri, la polizia e i vigili del fuoco che hanno aiutato alcuni residenti di altri edifici, bloccati dalle macerie all'interno delle loro abitazioni, ad uscire.
Un anno fa sul palazzo Lo Jacono-Maraventano erano stati realizzati interventi di consolidamento, e nuovi inteventi sono stati realizzati nel marzo scorso. Da tre anni l'edificio monumentale era ritenuto a rischio crollo, ma nonostante questo la processione del Venerdì Santo è passata proprio dalla via antistante. La procura agrigentina ha aperto un'inchiesta. Il cedimento dell'edificio poteva avere conseguenze drammatiche ma non ci sono stati feriti.

Il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, giunto nell'area del crollo del palazzo barocco è stato fischiato e contestato da un gruppo di abitanti del centro storico. Gli agrigentini hanno accusato il capo dell'amministrazione di non aver mantenuto le promesse fatte. Qualcuno gli si è anche avvicinato con aria minacciosa. Prima che la situazione potesse degenerare, i vigili urbani hanno scortato Zambuto verso la sua autovettura che si è velocemente allontanata. Zambuto ha convocato per questa mattina davanti a palazzo D'Orleans, sede della presidenza della Regione una seduta straordinaria urgente e permanente della giunta comunale di Agrigento. "La decisione - ha spiegato Zambuto - è stata presa dopo il crollo. A Palermo si sta discutendo della legge finanziaria e la presenza della giunta di Agrigento è volta a sollecitare il rifinanziamento della legge speciale per salvare il centro storico della Città dei Templi".
"Convocare la giunta comunale di Agrigento di fronte alla sede della presidenza della Regione siciliana è una scelta sbagliata e intempestiva", ha commentato il governatore Lombardo. "Sarà una manifestazione estemporanea che non ha alcun fondamento.- ha aggiunto il presidente della Regione - Per dialogare di temi concreti e urgenti - come è quello della tutela del territorio - con il governo della Regione basta chiamare, chiedere un incontro e presentarsi con progetti fattibili e immediatamente cantierabili". "Nei vari incontri che abbiamo avuto in questi mesi - ha continuato Lombardo - il sindaco di Agrigento non ha mai parlato di progetti relativi alla messa in sicurezza di Palazzo Lo Jacono-Maraventano. Se l'avesse fatto l'amministrazione regionale si sarebbe messa in azione tempestivamente. Lo dimostrano le risposte concrete che abbiamo dato proprio ai cittadini di Agrigento avviando il percorso che porterà alla risoluzione di una ultradecennale emergenza idrica, colmando dei ritardi storici".

[Informazioni tratte da Lasiciliaweb.it, Corriere del Mezzogiorno, Repubblica/Palermo.it]

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26 aprile 2011

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