Cuffaro fa i conti e ci riprova

L'attuale governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, si ricandida e sfida Rita Borsellino alle prossime regionali

29 dicembre 2005

A confrontarsi con Rita Borsellino, candidata dell'Unione per le prossime elezioni regionali in Sicilia, sarà Salvatore Cuffaro, attuale governatore dell'Isola e nome scontato da tempo per la candidatura. Ipotesi se ne erano fatte parecchie, ma la sua disponibilità data fin dal primo momento non aveva fatto dubitare nessuno che sarebbe stato nuovamente lui il concorrente ufficiale. Concorrente, tra l'altro, ferrato e al quale attualmente si può ''solo'' rimproverare un'accusa di connivenza mafiosa, roba pesante certo, ma fino a quando la Giustizia non darà la sentenza definitiva l'accusa rimarrà solo un'accusa.
Il governatore Totò è stato ed è accusato da tanti: chi gli dice di vergognarsi, chi gli consiglia di dimettersi, ma lui che ''LA MAFIA FA SCHIFO'' lo ha scritto su tutti i muri senza timore. ''Mai avuto niente a che fare con la mafia'' ha detto e ripetuto il presidente della Regione Sicilia, e chi dice il contrario mente e getta fango sulla sua onestà. E' la loro parola contro la sua, e fino a prova contraria, nessuna condanna definitiva avvalora le tesi di nessuno.

Quindi, per Totò Cuffaro non ci sono motivi per i quali la sua candidatura alle regionali sia illegittima, anzi dai numeri snocciolati nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, motivi per tentare di rimanere seduto sulla poltrona da lui occupata da cinque anni che ne sono a bizzeffe.
''Abbiamo fatto un buon lavoro d'insieme, grazie a una coalizione unita e a una intesa tra governo regionale e nazionale, senza fughe in avanti. Adesso ci presenteremo ai siciliani con un nuovo programma per continuare l'azione che abbiamo avviato''.
Con queste parole Cuffaro ha aperto la conferenza di fine anno, alla quale ha partecipato anche il ministro per lo Sviluppo, Gianfranco Miccichè, suo grande sostenitore.
I risultati presentati dal governatore sono stati non solo quelli ottenuti dal suo governo nel corso del 2005, ma quelli di tutta l'intera legislatura. Numeri raccolti in un corposo studio, con il quale si fa il punto sui vari settori dell'economia.

Totò Cuffaro, tra cartelle, fogli e cifre (l'immagine ci ricorda qualcuno) ha evidenziato particolarmente l'aumento del numero degli occupati dal 2001 a oggi (+101.000) e la riduzione del numero dei disoccupati (-133.000). È aumentata la spesa degli investimenti pubblici (+18%), quella dell'Anas (+34%), mentre sono state avviate infrastrutture strategiche per un valore di 9,8 miliardi di euro. Il governatore, quindi, ha citato i risultati in campo sanitario. ''La Sicilia - ha detto - è la prima regione d'Italia in programmi d'attuazione dell'art. 20 per la nuova edilizia ospedaliera e per infrastrutturazione sanitaria''. Gli interventi attivati sono 196, sui 223 previsti, per un valore di 740 milioni di euro, pari all'85% delle risorse complessive.
Infine il governatore ha parlato anche delle prossime elezioni: ''Sono convinto - ha detto - che Raffaele Lombardo mi appoggerà alle regionali''. Cuffaro ha ribadito che sarà lui il candidato della Cdl alle regionali del 2006, e l'investitura ufficiale avverrà il prossimo 14 gennaio nel corso di una convention del centrodestra a Palermo.
E che questa candidatura è quella giusta e imbattibile ne è fermamente convinto il ministro Gianfranco Micciché: ''Sono convinto che vinceremo le elezioni politiche, spero di fare ancora il ministro, così sgombriamo il campo dalle voci secondo cui potrei candidarmi a governatore della Sicilia. Il candidato della Cdl alle regionali è Salvatore Cuffaro'', ha detto il ministro, mettendo la parola fine su candidature e ipotesi.

Anche il ministro per lo Sviluppo ha parlato dell'andamento economico regionale. ''Nel 2004 il Pil nel Mezzogiorno non è andato benissimo - ha ammesso Miccichè -, stiamo facendo delle analisi per capire perché è cresciuto più in Italia che nelle regioni del Sud. E sui vari strumenti che abbiamo attivato a favore delle imprese, forse l'unico errore lo abbiamo commesso con la legge 488, avendo perso del tempo prima di procedere con le modifiche e ciò ha ingenerato confusione tra gli imprenditori''.
Miccichè ha tracciato un bilancio dell'azione del governo in campo economico, citando i riconoscimenti ricevuti dall'Ocse e dal Fondo monetario internazionale nel 2003, dall'Ocse del 2005 e dal commissario europea Danuta Hubner per quanto riguarda la spesa dei fondi comunitari. Dal dossier emerge il trend positivo per quanto riguarda la nascita di imprese in Italia e nel Mezzogiorno dal 2001 al 2005 e gli stanziamenti dal 2001 al 2004 in risorse (9,70 miliardi di euro, +17,2% rispetto al periodo 1997-2000), incentivi per le imprese (2,35 miliardi, + 14,1%) e infrastrutture (7,35 miliardi, + 22,5%). Valori positivi anche per le spese in conto capitale verso il Sud: 20,4% miliardi nel 2001-2003, 21 miliardi nel 2004 e 22,7 miliardi nel 2005. Poi il ministro si è soffermato in particolare sugli appalti dell'Anas: ''Quando siamo arrivati al governo - ha detto - non c'era un solo progetto valido. Abbiamo perso due anni per la progettazione, adesso però i cantieri sono aperti e alcune opere concluse come l'autostrada Palermo-Messina. Tra il 2001 e il 2004 gli investimenti dell'Anas sono aumentati del 206% e del 903% nel Sud e nelle isole''.
Miccichè ha infine annunciato la nascita di uno dei più grandi centri di ricerca biomedica in Europa: sorgerà a Carini, comune a circa 15 chilometri da Palermo, grazie a un accordo tra Presidenza del Consiglio dei ministri, Regione siciliana e Università di Pittsburgh. Miccichè ha spiegato che ''dopo un primo stanziamento deliberato dal Cipe, abbiamo stanziato in finanziaria 300 milioni di euro per realizzare il centro'', che sorgerà su un'area di proprietà dell'Ausl 6 di Palermo, con una superficie coperta di 24 mila metri quadrati dove lavoreranno 500 scienziati.

Voci contrarie - ''Dopo aver appreso degli straordinari successi conseguiti nei cinque anni di governo Cuffaro, dobbiamo dedurre che i siciliani sono incredibilmente distratti''. E' questo il commento di Angelo Capodicasa, segretario regionale Ds, al bilancio di fine anno presentato dal presidente della Regione siciliana.
''Non si sono accorti - aggiunge -, infatti, di vivere in un'isola di felicità dalla quale non sono emigrati 130 mila giovani in cinque anni, dove praticamente non c'è più lavoro precario né lavoro nero, dove nei settori strategici per lo sviluppo il Pil non è fermo allo 0,4%, dove i cittadini non muoiono senza un perché nelle strutture sanitarie, dove non c'è carenza di infrastrutture, dove la spesa dei fondi di Agenda 2000 non è la più bassa tra tutte le regioni italiane''.
''Purtroppo, invece, la realtà - ha puntualizzato Capodicasa - è ben diversa dalla favola raccontata dal presidente della Regione che, se proprio non riesce ad ammettere il drammatico fallimento del suo governo, dovrebbe almeno avere il buon gusto di non continuare a prendere in giro i siciliani in maniera così sfacciata''.

Per l'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, esponente della Margherita e sostenitore di Rita Borsellino, le parole di Cuffaro e Micciché sono un lungo elenco di fandonie: ''Il presidente della Regione Cuffaro e il ministro Miccichè  hanno soltanto elencato una lunga lista di bugie per coprire il loro fallimento e il disastro cui hanno portato la Sicilia da bravi replicanti del loro leader nazionale Silvio Berlusconi''. Secondo Orlando ''lo sfacelo economico, culturale e morale del governo regionale è sotto gli occhi di tutti. L'unico aspetto positivo - ha concluso Orlando - è che entrambe queste debolezze culturali e politiche, quella rappresentata dal presidente Cuffaro e quella rappresentata dal ministro Miccichè, hanno ormai le settimane contate, visto che ben presto gli elettori le manderanno entrambe a casa''.

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29 dicembre 2005

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