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Da 12 a 9 assessori: la "cura dimagrante" della giunta provinciale di Palermo. Modifica alla statuto dell'ente

27 giugno 2011

Il consiglio provinciale di Palermo, a maggioranza, ha approvato la delibera di adeguamento dello Statuto della Provincia, che fra le varie modifiche prevede anche la riduzione a nove del numero degli assessori: tre in meno dei dodici attualmente in carica. Un concreto segnale sul fronte della riduzione dei costi della politica.
Ma sulla regolarità della seduta adesso è battaglia giuridica. L'atto deliberativo è stato approvato con 23 voti favorevoli, più un astenuto. Hanno votato a favore i gruppi di opposizione, Pd, Idv, Udc, Mpa, Gruppo misto di maggioranza (Rifondazione comunista -Sel), il Fli, e si è aggiunto anche, risultando determinante, il voto di Giovanni Mammana capogruppo di Forza del Sud, partito che fa parte della giunta guidata dal presidente Giovanni Avanti. Non hanno partecipato alla votazione i gruppi della maggioranza di centrodestra.
Le modifiche statutarie riguardano anche la sfiducia per il Presidente della Provincia per la quale non sarà più necessario il 65% dei voti favorevoli dei consiglieri ma basterà la maggioranza assoluta, la durata in carica di presidenti e vice Presidenti delle commissioni che viene stabilita in due anni e mezzo piuttosto che per tutti i cinque anni della consiliatura. Con un emendamento è stata inserita nel testo anche la pubblicità dei lavori delle commissioni consiliari con la sintesi dei verbali sull'albo pretorio on line della Provincia.

Prima della votazione finale dell'atto, il segretario generale Salvatore Currao aveva espresso riserve sulla mancanza del plenum consiliare e quindi sulla validità degli atti approvati. La votazione non ha mancato di riaccendere lo scontro tra maggioranza e opposizione in seno al Consiglio provinciale. "Abbiamo assistito in aula ad una palese violazione delle regole, con l'approvazione di un atto viziato da nullità che non potrà produrre alcun effetto. L'opposizione ancora una volta, così come ormai succede da diversi mesi, non ha perso l'occasione per creare confusione, generando polemiche gratuite quando il semplice rispetto delle norme avrebbe potuto evitare un'altra pagina triste della politica", hanno detto i capigruppo di maggioranza (Pdl, Pid, Noisud, Gruppo Misto, Forza del Sud) che annunciano "di voler attivare tutte le procedure per invalidare la seduta".
Diversa la reazione del gruppo consiliare Partito Democratico che "esprime grande soddisfazione per il voto confermativo che l'aula di Palazzo Comitini ha espresso, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, così approvando la modifica dello Statuto con cui si riduce, da 12 a 9, il numero di assessori dell'Ente. La scelta di modificare la composizione dell'organo, diminuendone i componenti, è in linea con l'obiettivo di limitare i costi della politica, in accordo con le scelte operate dal Legislatore, che ha ritenuto bastevoli 9 assessori". Il Gruppo consiliare del Pd si augura che "l'Amministrazione Avanti sappia cogliere il senso politico della decisione d'Aula, assunta con il concorso di Consiglieri che la sostengono, non tentando escamotage per boicottarne l'immediata applicazione". [Fonte Corriere del Mezzogiorno-Italpress]

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27 giugno 2011
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