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Da Tripoli allarme sbarchi clandestini

Il ministro degli Esteri libico avverte l'Italia e l'Europa: "Temiamo un'evoluzione in peggio"

14 maggio 2012

"Temiamo un peggioramento sul fronte dell'immigrazione clandestina". Lo ha detto, nei giorni scorsi, il ministro degli Esteri libico Ashour Bin Khayal in una conferenza stampa a Roma al termine di un incontro con l'omologo italiano Giulio Terzi presso la Farnesina. "Abbiamo espresso la volontà di collaborare perché è una questione che tocca tutta l'Unione Europea", ha detto Bin Khayal, precisando che "per ora la situazione non è così grave ma abbiamo registrato indicatori di evoluzione in peggio". "Ci sono immigrati africani arrivati fino al confine tra Egitto e Libia - ha proseguito - per ora non sono grandi numeri ma potrebbero aumentare, perciò abbiamo voluto dare un avvertimento, guardando all'Italia e all'Europa per affrontare questo fenomeno".

Quello dell'immigrazione clandestina è "un tema urgente da affrontare in ambito Ue" ha detto da parte sua il titolare della Farnesina. Dopo l'allarme di Bin Khayal, Terzi ha affermato che chiederà "un piano Ue" in occasione del Consiglio Affari esteri che si terrà questa settimana a Bruxelles. "Ne parlerò al Consiglio Affari esteri affinché gli strumenti di cui dispone l'Ue vengano finanziati", ha aggiunto Terzi, precisando che in materia di controllo dell'immigrazione "è in atto un aumento della collaborazione tra Italia e Libia". "Stiamo collaborando con la Libia affinché ci siano dei sistemi di controllo più efficaci e alcuni programmi di monitoraggio sono già partiti", ha concluso il ministro.

Per Angela Maraventano, senatrice lampedusana della Lega Nord, "l'avvertimento del ministro degli esteri della Libia non ci fa stare tranquilli. La comunità di Lampedusa fa appello al governo perché predisponga adeguate misure di contrasto altrimenti saremo ancora invasi". "Siamo perennemente in emergenza - ha aggiunto Maraventano - e le emergenze sono anche altre: caro gasolio, grave situazione economica per la nostra pesca e il turismo e l'annoso problema degli sbarchi. Siamo esausti. L'Ue si attivi immediatamente e ci dia sostegno e aiuto. Non possiamo stare sempre svegli in attesa di poveri cristi che arrivano sulla nostra isola. Riccardi, Terzi e Cancellieri vadano a Bruxelles a trattare per la salvaguardia della mia comunità. Ormai siamo diventati la porta d'Europa più maltrattata di tutti e 27 paesi dell'Ue".

Dopo l'allarme lanciato da Tripoli, il neosindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, parla di "preoccupazione", ma anche "fiducia" nel governo e nel ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri. Nicolini ha spiegato all'Adnkronos di aver già chiesto un incontro alla titolare del Viminale. "Siamo moderatamente preoccupati, ma non siamo allarmati - ha sottolineato - abbiamo molta fiducia nella Cancellieri, della quale abbiamo apprezzato la visita fatta nei mesi scorsi a Lampedusa per vedere di persona le condizioni del centro di accoglienza". Certamente se gli sbarchi fossero imminenti, ha osservato il primo cittadino, l'isola, col centro di accoglienza chiuso, non sarebbe in grado di far fronte all'emergenza: "Chiederò al ministro la predisposizione di una o due navi veloci da collocare a Lampedusa per metterci in condizioni sia di dare accoglienza, che con il centro chiusi e in assenza di una struttura non sarebbe possibile fare, sia di trasferire immediatamente gli immigrati sulla terraferma". "Su questo siamo fiduciosi - ha proseguito Nicolini - Non dobbiamo allarmarci, la stagione estiva quest'anno sarà migliore e gli alberghi già hanno prenotazioni e aspettiamo l'arrivo di turisti". Nel dibattito sulla cooperazione e l'immigrazione Lampedusa si candida a fare la sua parte: "Vorremmo che Lampedusa e Linosa fossero elette a luoghi in cui si discute di come cambiare le norme e dove è possibile scambiare esperienze di sviluppo - ha concluso il nuovo sindaco di Lampedusa - Non siano considerate la periferia di Europa, come voleva Maroni, ma un luogo in cui si discute di come fare accoglienza".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, Ansa, Lasiciliaweb.it, GdS.it]

 

 

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14 maggio 2012
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