Da una ricerca della Fondazione Rocco Chinnici l'impatto delle attività criminali nell'economia della Sicilia

22 giugno 2007

Più di quaranta interviste a esponenti della magistratura inquirente e giudicante dei quattro distretti di corte d'appello di Palermo, Catania, Messina e Caltanissetta, dei tribunali di Messina, Trapani, Gela e Siracusa, e della Dia di Palermo e Trapani. Oltre 130 atti giudiziari esaminati, e un campione analizzato di 1.602 imprese siciliane che nell'ultimo quindicennio sono state in vario modo sotto la lente dei palazzi di giustizia.

Sono i numeri alla base dello studio su ''I costi dell'illegalità'', promosso dalla Fondazione Rocco Chinnici con la collaborazione dell'Università degli Studi e dell'Associazione degli Industriali di Palermo e col sostegno della Compagnia di San Paolo. Coordinata dal professor Antonio La Spina, sociologo nell'università palermitana, l'indagine ha preso le mosse nel settembre 2006 e si è avvalsa del contributo di un team di dieci analisti di vari centri di ricerca e della consulenza di superesperti, L'indagine ha scoperto che è proprio nel made in Sicily delle piccole attività e dei grandi appalti (dal commercio al dettaglio agli alberghi, fino al settore delle costruzioni), la più alta percentuale di estorsioni.

E' la prima volta di uno studio scientifico sull'impatto delle attività criminali nell'economia della Sicilia.

Le analisi sono approdate ora al giro di boa con le conclusioni che mettono un punto alla prima fase. Dati ed elaborazioni saranno al centro del dibattito del comitato tecnico-scientifico della fondazione, che si tiene oggi nella sede del dipartimento di scienze sociali, in viale delle Scienze, a Palermo. Assieme a Giovanni e Caterina Chinnici, figli del giudice morto per mano mafiosa il 29 luglio 1983, saranno presenti il generale delle Fiamme gialle Antonio Rametta, presidente della fondazione, il prof. Antonio La Spina, il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il Procuratore di Palermo Francesco Messineo, il generale Cosimo Sasso, direttore della Dia (la Direzione investigativa antimafia), Ernesto Ugo Savona, ordinario di criminologia nella Cattolica di Milano e direttore di Transcrime (centro di ricerca sulla criminalità transnazionale della Cattolica e dell'ateneo di Trento). Per il fronte delle imprese: Ettore Artioli, vicepresidente di Confindustria, Alberto Tazzetti, presidente dell'Unione industriali di Torino e Antonino Salerno, numero uno di Confindustria Palermo.
Inoltre sarà presente l'intera equipe dei ricercatori (Adam Asmundo, Mario Lavezzi, Vincenzo Militello, Rodolfo Signorino, Salvo Caradonna, Caterina Licata, Maurizio Lisciandra, Attilio Scaglione, Licia Siracusa e Chiara Talamo).

- www.fondazionechinnici.it

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22 giugno 2007

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