Dal fallimento di Acque potabili siciliane...

A rischio ci sono non solo gli enti locali ma anche 206 lavoratori che potrebbero presto ritrovarsi disoccupati

06 novembre 2013

La bomba "Acque potabili siciliane" è ormai sul punto di esplodere. La società che per anni ha gestito il servizio idrico di 52 degli 81 comuni del Palermitano, infatti, è stata dichiarata fallita dal Tribunale e a rischio, adesso, ci sono non solo gli enti locali ma anche 206 lavoratori che potrebbero presto ritrovarsi disoccupati. Una situazione che si trascina da almeno un paio d’anni, senza però alcuna soluzione, e che adesso è arrivata a un punto critico.
Oggi, manifestazione e corteo dei sindacati per le vie di Palermo, con sit-in davanti alla Prefettura, in via Cavour, mentre i comuni cominciano a lamentare l’interruzione del servizio.

A Bagheria, per esempio, non è più possibile eseguire manutenzioni alla condotta tanto che il sindaco, Vincenzo Lo Meo, è stato costretto a recarsi alla Provincia per chiedere aiuto per alcune vie della sua città rimaste a secco. Una situazione che si ripete, uguale, anche in altri centri dell’hinterland che però non possono intervenire direttamente sia perché non hanno previsto le necessarie somme in bilancio, sia perché non conoscono la rete idrica e quindi non saprebbero come intervenire.
La causa è il taglio delle forniture all’azienda, come denunciano i sindacati in una nota, malgrado i dipendenti abbiano finora assicurato il servizio anche senza aver ricevuto lo stipendio di ottobre: "Le istituzioni, da tempo allertate e sensibilizzate rispetto alla vertenza di Aps, che potrebbe ripresentarsi in modo simile anche in altre aree della Sicilia (anche le gestioni della Provincia di Siracusa ed Agrigento in questo momento sono a rischio) ad oggi non sono state in grado d’individuare un percorso atto alla risoluzione preventiva del problema, nonostante da almeno due anni siano state evidenziate le criticità delle gestioni e ad a dispetto dell’ampio preavviso e del tempo a disposizione. In assenza del pagamento dello stipendio di ottobre, pur animati da buona volontà, oggi i dipendenti non sono più in grado di garantire il servizio in quanto i fornitori hanno immediatamente sospeso ogni forma di credito ad Aps e di conseguenza hanno bloccato i servizi offerti, non concedendo più credito neanche per l’acquisto del carburante necessario alle auto di servizio".

Ieri si è tenuto anche un incontro all’assessorato regionale all’Energia, che però non ha dato i frutti sperati. Entro lunedì la Regione dovrà presentare una proposta al giudice fallimentare per assicurare la prosecuzione dei servizi e il mantenimento dei posti di lavoro, altrimenti saranno guai per tutti. I sindacati, dal canto loro, chiedono a gran voce il conferimento di poteri straordinari al commissario della Provincia Domenico Tucci, la creazione di un fondo di rotazione e quella di una società di scopo che riduca il tempo della transizione di lavoratori e servizi. [Fonte: Italpress - Corriere del Mezzogiorno]

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06 novembre 2013

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