Dal Regno Unito allo Yemen

Si allarga l'onda della violenza terroristica. Dopo la Gran Bretagna Al Qaeda colpisce in Medioriente

03 luglio 2007

Dopo Londra, Glasgow, e dopo Glasgow lo Yemen. In tre giorni tre attentati per la rete terroristica globale, che nella sua terra, se non di origine d'adozione, è riuscita a dilaniare vite umane.
L'ultimo attentato, ieri, è stato compiuto nella desertica provincia di Al Marib, in uno dei siti archeologici più visitati dello Yemen. Un'autobomba con a bordo un terrorista suicida si è lanciata contro un convoglio di viaggiatori che stavano vistando il luogo, causando la morte di a nove persone, sette cittadini spagnoli e due yemeniti, mentre altre otto persone - sei spagnoli e due yemeniti - sono rimaste ferite, come conferma il ministero degli Esteri di Madrid.
Nessun italiano è rimasto coinvolto, come ha comunicato la Farnesina dopo le verifiche compiute dalla sua Unità di crisi di concerto con l'ambasciata d'Italia nello Yemen.
Dietro la strage ci sarebbe di nuovo, ancora Al Qaeda. L'attacco, hanno spiegato fonti della sicurezza yemenita, sarebbe avvenuto dopo che un gruppo militante ha fatto circolare un comunicato, nel quale si chiedeva il rilascio di altri militanti detenuti nelle carceri del Paese e si minacciavano non meglio precisate ''azioni''.

I discepoli di Al Qaeda, dunque, con l'attentato riuscito nella penisola arabica hanno ''cancellato'' i fallimenti inglesi, ristabilendo, in un certo senso, quel potere di terrorizzare che poteva essere messo in dubbio dal fiasco iniziale. Una circostanza che non ha avuto, comunque, modo d'esistere, infatti, anche se i due attentati in Gran Bretagna non hanno raggiunto il loro scopo finale, la capacità di terrorizzare gli estremisti l'hanno tenuta intatta, principalmente per la loro capacità di agire di sorpresa, senza che nemmeno l'intelligence riesca a prevedere esattamente quello che potrà avvenire l'indomani.
Alle forze di polizia, dunque, non rimane altro che intensificare le indagini e cercare di smantellare quelle cellule che si sono messe in vista, come sta succedendo in Gran Bretagna, dove continua la caccia all'uomo.
La polizia scozzese ha annunciato di aver fermato la scorsa notte due uomini di 20 e 28 anni che sarebbero coinvolti nell'attacco all'aeroporto di Glasgow. Una terza persona è stata arrestata nella serata di lunedì. Sempre lunedì sera è stato annunciato dalla polizia metropolitana di Londra l'arresto di un uomo trovato in possesso di un bagaglio sospetto all'aeroporto di Stansted. Non è però chiaro se quest'ultimo arresto rientri nel filone delle indagini sui fatti di Londra e Glasgow. I due uomini catturati l'altra notte ''non sono di origine scozzese'', hanno precisato fonti della polizia. Dovrebbero essere anch'essi mediorientali al pari delle cinque persone - tra cui tre medici - già finite in manette. Il totale degli arresti sale così a otto, oltre all'uomo di Stansted.

L'ottavo presunto responsabile, forse la mente dei falliti attentati a Londra e Glasgow, è stato arrestato a Canberra, in Australia. Si tratta di Mohamed Hanif, un medico di 27 anni, di nazionalità indiana: è stato bloccato all'aeroporto di Brisbane, ha riferito Peter Beattie, premier del Queensland.
L'uomo era considerato dai suoi colleghi australiano ''un cittadino modello'': era regolarmente residente in Australia, aveva fatto l'internato in India e aveva abitato a Liverpool. Poi si era trasferito in Australia per lavorare all'ospedale di Brisbane, il Gold Coast. Intanto la polizia australiana ha interrogato un secondo medico, che lavora nello stesso ospedale di Brisbane.
Gli altri due medici arrestati sono Mohammed Jamil Abdelkader Asha, un chirurgo giordano specializzato in neurologia (fermato l'altra notte con la moglie nel Cheshire, in Inghilterra nord-occidentale), e Bilal Abdulla, medico iracheno che lavorava al Royal Alexandra Hospital di Paisley. Quest'ultimo è uno dei due passeggeri della jeep Cherokee schiantatasi in fiamme all'aeroporto scozzese.
Inoltre si è appreso che i due uomini che hanno fatto irruzione nell'aeroporto sarebbero gli stessi che il giorno prima avevano parcheggiato le altre due autobomba a Londra. A riferirlo sono fonti della polizia britannica citate da Cnn, precisando che i due erano ricercati dagli inquirenti prima ancora di venerdì.

E continua ad essere altissimo il livello di attenzione in Gran Bretagna dove le forze della sicurezza sostengono che ''c'è in giro un gruppo di individui che hanno la capacità e la volontà di condurre attacchi in Gran Bretagna: secondo la nostra valutazione, è molto probabile che ci siano altri attacchi''. Da alcune indiscrezioni trapelate sul lavoro dell'intelligence britannica, si è saputo che i primi allarmi su possibili attacchi terroristici in coincidenza con il passaggio di consegne tra Tony Blair e Gordon Brown alla guida del governo (avvenuto il 27 giugno scorso), risalirebbero ad aprile. A lanciare l'allarme sono stati, secondo il Guardian, il Centro nazionale per la protezione delle infrastrutture, che riferisce all'MI5, e l'Ufficio nazionale di controterrorismo.

Insomma, la progressione degli attentati, in Europa come in Medio Oriente, non lascia presagire nulla di buono per questa estate cominciato sotto i peggiori auspici. Una sorta di frenesia omicida sembra che stia percorrendo le tante truppe della guerra santa sparse per il globo. In conflitti in Iraq, Libano, Afghanistan e Palestina vanno peggiorando e agli occhi del ''movimento jihadista'' tutto questo probabilmente appare come monito fondamentale per impegnarsi nella sconfitta del ''Daivolo'', l'Occidente.

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03 luglio 2007

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