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Dalla Camera sfratto per Orlando?

Secondo l'on. Vattinno le dimissioni inviate dal neo sindaco non sarebbero valide

01 giugno 2012

"Con riferimento alle notizie circa un sollecito che mi sarebbe stato rivolto dalla giunta per le Elezioni della Camera dei Deputati per la incompatibilità fra le cariche di sindaco di Palermo e deputato nazionale, ho già comunicato, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno inviata due giorni dopo il ballottaggio, alla Giunta che mi dimetterò nei termini di legge. Evidentemente la mia lettera non è ancora giunta al Presidente della Giunta, cui ho inviato oggi copia della lettera via fax. Mi sono candidato per fare il sindaco di Palermo, ben sapendo che tale carica non è compatibile con quella di deputato. Sono e sarò il sindaco per i prossimi cinque anni".
Queste le parole di Leoluca Orlando, nuovo sindaco di Palermo, in una conferenza stampa tenuta l'altro ieri.

Parole in netta contraddizione con quelle di Giuseppe Vattinno, primo dei non eletti nelle fila dell'Idv (ma nel frattempo è passato all'Api), che del neo sindaco ha detto di aver "inviato delle dimissioni non valide". "Apprendo che Leoluca Orlando si è indignato che la Camera ha iniziato la procedura per sfrattarlo e questo desta veramente sorpresa perchè tale procedura viene avviata quando il parlamentare eletto sindaco non se ne va di sua volontà. È quindi atto dovuto per far rispettare la legge cioè una sentenza della Corte Costituzionale", ha detto Vattinno, destinato a entrare in parlamento non appena Orlando avrà lasciato il seggio di Montecitorio.
"Le dimissioni che avrebbe inviato alla Camera - sostiene Vattinno - non sono valide perchè le demanda ad un suo eventuale giuramento da sindaco che potrebbe ritardare alle Calende greche. Anche io sono indignato visto che devo succedergli in Parlamento e lui ancora non va via. Per quanto poi riguarda l'aspetto politico della vicenda la sorpresa è doppia in quanto in campagna elettorale Orlando aveva dichiarato che si sarebbe dimesso immediatamente dopo essere divenuto sindaco e quindi la Camera è dovuta intervenire a ricordarglielo".

Vattinno ha infine concluso dicendo che "Orlando dovrebbe dare il buon esempio come cittadino di una città importante come Palermo e soprattutto, come gli è stato chiesto in questi giorni dalla sorella del giudice Falcone e dal magistrato Ayala, dovrebbe avere almeno il buon gusto di dire due parole sulle sue note insinuazioni riguardo la vicenda del giudice Falcone che fu da lui pubblicamente attaccato e poi saltò in aria qualche tempo dopo. Naturalmente non si può intravedere una diretta relazione di causa ed effetto tra le due cose, ma è del tutto evidente che ci fu un oggettivo indebolimento politico di un uomo delle istituzioni così impegnato ed esposto".

[Informazioni tratte da Corriere del Mezzogiorno, Ansa, Lasiciliaweb.it]

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01 giugno 2012
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