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Dalle pmi un "manifesto" per superare la crisi

E al governo regionale dicono: "Una legge per salvare le imprese siciliane oppure vada a casa"

29 settembre 2011

"Il governo regionale si impegni per fare approvare all'Ars una legge che contenga otto misure indispensabili per salvare le imprese siciliane: altrimenti si sciolga il parlamento e si apra una nuova fase".
È l'appello lanciato dalle associazioni di categoria dell'artigianato, commercio, agricoltura e cooperazione, che ieri mattina a Palermo hanno presentato il loro "manifesto" con le proposte programmatiche per superare la crisi.
L'iniziativa è stata promossa da Rete Imprese Italia - Sicilia (Confcommercio-Cna-Confesercenti-Confartigianato-Casartigiani), Agci Sicilia, Cia Sicilia, Claai Sicilia, Confagricoltura Sicilia, Confcooperative Sicilia, Legacoop Sicilia.
"Abbiamo una grande responsabilità - dice Giuseppe Cascone, attuale coordinatore di Rete Imprese Italia-Sicilia - noi stiamo facendo la nostra parte: avanziamo proposte concrete, ma il governo e tutto il mondo politico devono ascoltarci, per il bene della nostra isola".

Col "manifesto" vengono chiesti: un piano straordinario per il lavoro; assicurare il credito alle imprese e i pagamenti della pubblica amministrazione; abbattere le tasse; ridurre le procedure burocratiche attivando la semplificazione; garantire i servizi sociali e le politiche di welfare; contrastare le attività abusive; sostenere tutti i settori strategici dell'economia, in particolare agricoltura, commercio, artigianato e turismo; ridurre drasticamente i costi della politica e della Regione.
"Altrimenti - si legge nel documento - si sciolga il parlamento regionale per consentire nuove elezioni e aprire una nuova fase per lo sviluppo". Sono 100 mila i manifesti stampati, che saranno distribuiti e affissi nelle attività commerciali, negozi e botteghe artigiane della Sicilia.
"Questi punti - dice Mario Filippello, segretario regionale della Cna - devono essere contenuti in un unico provvedimento di legge. Invieremo le nostre proposte al presidente della Regione, agli assessori e ai capigruppo all'Ars: ci aspettiamo risposte immediate, la crisi ormai ci ha messo in ginocchio".

"Siamo pronti a collaborare - dice Elio Sanfilippo, presidente di Legacoop Sicilia - ma il governo ci deve ascoltare, deve dimostrare con i fatti di volere imboccare un nuovo percorso, chiudere con la fase dell'assistenzialismo e andare incontro alle esigenze delle imprese".
Il grido dall'allarme arriva anche dal mondo dell'agricoltura. "Il nostro è un 'manifesto' - dice Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia - ma è anche un 'ultimatum': così non si può andare avanti. L'agricoltura, come gli altri settori, è in crisi. il governo regionale deve capire che servono interventi coordinati e concertati con chi rappresenta davvero le nostre imprese e le nostre aziende".
E insieme con le proposte, ci sono critiche all'operato del governo: "È inaccettabile che la concertazione economica in Sicilia venga portata avanti da chi rappresenta il 3 o il 4 percento dell'economia reale - dice Giovanni Felice, presidente regionale di Confesercenti - le risorse pubbliche fino ad ora sono state impiegate in settori clientelari, bisogna cambiare registro e bisogna farlo immediatamente".

Il presidente regionale di Confcommercio, Pietro Agen, invoca "una scossa". "Bisogna innanzitutto dare ossigeno alle imprese che hanno bisogno di credito - afferma - e poi bisogna puntare sul turismo, il settore che più di tutti può permettere la crescita del Pil in Sicilia. Il governo la smetta con i contributi a pioggia, che servono forse a far contenti un pò di amici ma non aiutano certo l'economia a crescere".

[Informazioni tratte da Lasciliaweb.it, Repubblica/Palermo.it, ANSA]

 

 

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29 settembre 2011
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