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Davanti la Porta d'Europa

I migranti continuano i loro disperati viaggi verso Lampedusa, ma l'Europa non vuole saperne niente di loro

09 aprile 2011

Lampedusa svuotata. Ma era ieri. Ieri mattina (LEGGI). Durante la giornata poi, nonostante l'accordo con la Tunisia, nonostante le minacce di Francia e Germania, nonostante le bombe in Libia, nonostante la notizia del naufragio dei giorni scorsi in cui sono morti almeno in 250, sono arrivati a centinaia. Addirittura con una nave. Ridotta male, ma ben più grossa delle carrette viste fino ad oggi. E infatti a bordo c'erano 535 persone, stipate una sull'altra; decine di donne, almeno quaranta bambini, giovani e vecchi, eritrei, somali, etiopi fuggiti dalla Libia in guerra.
Oggi i 535 profughi saranno tutti trasferiti. La metà di loro partirà con la nave San Giorgio della Marina militare: 200 andranno a Pozzallo (RG), 40 a Caltanissetta mentre 47 minori non accompagnati andranno a Porto Empedocle (AG). Altri 224, attualmente ospitati nella base Loran, saranno invece trasferiti con un ponte aereo con destinazione Foggia e Bari. Rimarranno invece nel centro di accoglienza dell'isola i tunisini sbarcati ieri con due barconi e quelli arrivati nella notte tra martedì e mercoledì scorsi. Sono complessivamente 184 (tutti tunisini a eccezione di un egiziano e un marocchino), di cui 8 donne due minori che saranno probabilmente tutti rimpatriati essendo sbarcati dopo l'accordo siglato dal ministro Maroni con le autorità tunisine. Rimpatrio che dovrebbe avvenire nella giornata di lunedì.

Ieri, dunque, quella che sembrava una giornata nata sotto i migliori auspici si è trasformata presto in un giorno di quaotidiano dramma. In tarda mattinata un barcone con una quarantina di persone a bordo è arrivato a Pantelleria. L'imbarcazione, però, non è entrata in porto: i migranti sono stati costretti a buttarsi in acqua dagli scafisti e sono stati salvati dagli uomini delle Capitanerie di Porto e dai Carabinieri. Altre motovedette sono partite all'inseguimento del barcone, che è stato bloccato a 2,5 miglia dalla costa. Tre scafisti sono stati arrestati.
Infine, la giovane somala di 21 anni, sopravvissuta al naufragio nel Canale di Sicilia, è fuggita dall'ospedale Cervello di Palermo dove era ricoverata nel reparto di Ginecologia. La donna, all'ottavo mese di gravidanza, dopo le prime cure nel Poliambulatorio di Lampedusa era stata trasferita in elisoccorso nel nosocomio palermitano. L'altro ieri aveva chiamato i familiari in Somalia per rassicurarli e far sapere loro che lei, il bimbo che porta in grembo e il marito si erano salvati dalla tragedia. Ieri mattina, però, i medici si sono accorti della sua sparizione. Secondo alcuni testimoni la donna si sarebbe allontanata in compagnia di una connazionale, conosciuta dopo il ricovero. Il marito della giovane somala si trova presso il centro Astalli dei gesuiti. Probabilmente la donna ha avuto paura che, una volta ristabilitasi, l'avrebbero rimpatriata...

La task force Italia-Francia e la contrarietà della Germania - "Per sollecitare la Ue a contrastare l'immigrazione clandestina abbiamo concordemente deciso un pattugliamento comune sulle coste tunisine fra Italia e Francia per bloccare le partenze dalla Tunisia". Questo uno dei passaggi chiave dell'intervento del ministro dell'Interno Roberto Maroni al termine dell'incontro avvenuto ieri a Milano con il suo omologo francese Calude Gueant. Un incontro positivo, come lo hanno definito gli stessi protagonisti, certi di poter affrontare il vertice dei ministri dell'Interno della Ue di lunedì in Lussemburgo con un buon accordo.
Solo giovedì Parigi aveva minacciato di rimandare in Italia tutti gli immigrati arrivati in Francia con il solo permesso di soggiorno temporaneo rilasciato dalle autorità italiane. E Maroni aveva replicato che "mettere le truppe, come a Risiko, alla frontiera tra noi e la Francia è la cosa più sbagliata" e che se la Francia voleva impedire l'accesso a questi migranti, il solo modo che aveva era quello di "uscire da Shengen o sospendere il trattato".
Un punto, quello del rispetto delle regole sulla libera circolazione delle persone nei confini dell'unione Europea, che non pare sia stato del tutto chiarito al termine del faccia a faccia milanese.
Il ministro Gueant ha ribadito quanto più volte sottolinato dal suo governo: il solo permesso di soggiorno temporaneo, secondo l'Eliseo, non è sufficiente e che i migranti devono avere con sè soldi e documenti. "I permessi temporanei di soggiorno rilasciati dal governo italiano - ha spiegato Gueant in conferenza stampa - aprono la possibilità di libera circolazione ma nel rispetto dell'articolo 5 di Schengen, che prevede il possesso di risorse finanziarie e documenti e spetta ad ogni paese verificare queste condizioni".
Maroni è rimasto invece su posizioni lontane: "Sulla questione che ha determinato polemiche sulla libera circolazione - ha precisato il titolare del Viminale - si applicano le regole di Schengen e gli accordi bilaterali Italia-Francia secondo le regole che ci sono. Le autorità francesi sono libere di verificare, in rapporto di leale collaborazione. Tutte le questioni potranno essere risolte".

Ma, non c'è soltanto Parigi che mantiene la linea dura sugli ingressi degli immigrati provvisti del permesso temporaneo per motivi umanitari (via libera soltanto se hanno anche documenti e soldi); fa sentire la propria critica anche la Germania. E promette di intervenire per bloccare l'iniziativa italiana per far passare le frontiere italiane ai migranti verso altri Paesi Ue. Il portavoce del ministro dell'Interno tedesco, infatti, fa sapere che Berlino infatti considera la decisione dell'Italia di accordare permessi temporanei per motivi umanitari ai migranti tunisini "contraria allo spirito di Schengen" e che il governo tedesco solleverà la questione lunedì alla riunione ministeriale Ue di Lussemburgo. Sull'argomento l'interpretazione del ministero dell'Interno italiano e del governo Berlusconi è diversa da quella che fin qui la Francia (e ora la Germania) hanno dato. La norma italiana che prevede i "permessi temporanei per motivi umanitari" è stata recepita al momento dell'adesione al trattato di Schengen. Per questo il ministro Maroni ha già sostenuto, nei riguardi della Francia, che per non rispettarla un Paese aderente al patto ha solo due possibilità: sospendere il l'applicazione del trattato o uscirne definitivamente.
"Noi vediamo in questa decisione presa dall'Italia una violazione dello spirito di Schengen", ha spiegato il portavoce del ministero dell'Interno Jens Teschke. Inoltre Teschke ha voluto precisare che la Germania ha accolto negli ultimi anni molte più domande d'asilo di quelle accolte dall'Italia, almeno "sei volte tanto". Il portavoce ha poi riferito che la Germania rafforzerà i controlli agli aeroporti ed alle frontiere perchè si aspetta "un numero significativamente alto di arrivi. Noi sappiamo che le autorità francesi hanno a loro volta rafforzato le loro misure di sorveglianza delle frontiere".
Per l'Italia, quindi, si è aperto un nuovo difficile fronte con la Germania, al quale si deve aggiungere anche quello con Malta. Proprio ieri il ministro dell'Interno maltese, Carm Mifsud Bonnici, ha accusato le autorità italiane di essere "irresponsabili" per essersi rifiutate di accogliere 171 migranti soccorsi in mare da una motovedetta maltese. "Gli italiani hanno violato i loro obblighi giuridici e umanitari e l'atteggiamento è sbagliato quando si tratta di tali circostanze", ha affermato Bonnici. Secondo il ministro, le autorità italiane hanno negato il permesso per il trasporto dei migranti a Lampedusa che dista circa 13 miglia nautiche dal punto del soccorso in mare e quindi molto più vicina di Malta. I migranti, per lo più eritrei e libici tra i quali tre bambini, erano partiti dalla Libia e sono stati soccorsi dalla motovedetta maltese dopo che le autorità italiane avevano dato l'allarme, ha aggiunto Bonnici.

[Informazioni tratte da Adnkronos/IngAise, Lasiciliaweb.it, Repubblica.it]

 

 

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09 aprile 2011
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