Dei delitti e delle pene...

Entro tre settimane il super piano di sicurezza per contrastare la criminalità in tutte le sue forme

05 settembre 2007

Ci vorranno tre settimane per mettere a punto il disegno di legge ad hoc per combattere la Criminalità in tutte le sue forme, da quella urbana a quella organizzata per farla semplice.
E' il tempo stabilito dopo il vertice di ieri pomeriggio a Palazzo Chigi che ha visto la partecipazione del premier Romano Prodi e dei ministri dell'Interno (Giuliano Amato), della Giustizia (Clemente Mastella), della Difesa (Arturo Parisi), delle Pari Opportunità (Barbara Pollastrini) e del il viceministro Minniti ed del sottosegretario Micheli.
Tre settimane nelle quali il ddl verrà perfezionato definitivamente dopo l'esame di oggi in Consiglio dei ministri e ''previo confronto con la Conferenza Stato-Città previsto per il 18 settembre prossimo''. Inoltre, ed è questa la parte più difficoltosa, il ''progetto di nuova sicurezza'' dovrà essere votato da una importante fetta della maggioranza che, già prima della riunione di ieri, ha manifestato le proprie rimostranze prendendo, in alcuni casi, chiara distanza da quanto proposto dai ministri al vertice.

Il testo ''prevederà iniziative per combattere la criminalità organizzata e l'illegalità diffusa, soprattutto nelle aree metropolitane, con particolare attenzione per la prevenzione e il contrasto delle molestie e delle violenze nei confronti delle donne''. Il ddl dovrebbe contenere anche norme sulla custodia cautelare obbligatoria per chi è sospettato di aver commesso rapine e furti di particolare violenza, processi accelerati a fronte di prove schiaccianti contro chi è stato arrestato, un giro di vite sull'affidamento nel caso di crimini che rappresentano un grave allarme sociale.
Ma fondamentale sarà l'istituzione di un ''codice nazionale unico'', a cui dovranno attenersi i sindaci. Tra le nuove norme non mancheranno provvedimenti antimafia, misure più severe sulla prostituzione e contro chi guida ubriaco.
Un provvedimento che vuole dimostrare quanto l'esecutivo sia attento nei confronti di quelle che sembrano essere esigenze della popolazione, quindi un segnale forte di presenza sul territorio attraverso un disegno di legge, ma anche attraverso provvedimenti da inserire in Finanziaria.
Dunque, una riunione utile per i ministri che vi hanno preso parte, ed in particolar modo per i ministri dell'Interno e della Giustizia che hanno partecipato presentando il loro piani già impostati e, diciamo pure, definitivi.

Al tavolo della discussione mancavano interlocutori sicuramente interessati come il ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero, di Rifondazione comunista. ''Io alla riunione non sono stato invitato - ha spiegato Ferrero -. Si discute di sicurezza delle città con il ministro della Difesa, ma senza chiamare il ministro della Solidarietà sociale: questo è già un punto da rilevare''. Sulla microcriminalità poi, Ferrero ha detto: ''Mi sembra che l'impostazione sia sbagliata su due piani: da un lato si inverte la causa e l'effetto - questi fenomeni vanno affrontati con la logica dell'integrazione - in secondo luogo si sceglie una gerarchia insolita, si parte dai graffittari, che sarebbero più pericolosi degli speculatori. [...] Non mi aspettavo queste priorità politiche, indirizzate a lavavetri e prostitute''.
A dare man forte al ministro Ferrero il capoguppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, che sull'introduzione del reato di ''questa molesta'' (in verità già norma vigente) ha detto: ''Spero che le indiscrezioni pubblicate da molti giornali sui contenuti del pacchetto illegalità siano prive di fondamento. Come si farà a stabilire quando la questua è 'molesta' e quando no? E chi deciderà, di volta in volta, quali sono i reati che destano particolare allarme e per i quali andrebbe resa obbligatoria la custodia cautelare anche prima della sentenza, ignorando la presunzione d'innocenza? Inoltre, qualora questa grottesca crociata contro i lavavetri avesse successo, la conseguenza sarebbe quasi certamente un incremento della microcriminalità dal momento che gli ex lavavetri dovrebbero comunque arrangiarsi''. ''La realtà - ha detto ancora il capogruppo del Prc - è che in questa campagna la difesa della legalità è molto meno importante della più sfacciata e cinica propaganda, e il risultato rischia di essere una guerra non contro l'illegalità ma contro i poveri. Sarebbe una politica poco onorevole per un governo di centrosinistra e certo non condivisibile da noi''.

La presa di distanza di quella che oramai si usa chiamare 'Sinistra massimalista' o 'Sinistra radicale', ha fatto innervosire parecchio il ministro dell'Interno Giuliano Amato, che in un'intervista a Repubblica si è detto indignato per il dibattito montato dalla sinistra sul tema della sicurezza. ''E' ora di finirla di pensare che è sempre colpa della società. Da certa sinistra arrivano comportamenti inaccettabili''. ''Non ne posso più di tutto questo - ha detto ancora Amato - e di chi ci attacca perché ce la prendiamo con i lavavetri e non con la 'ndrangheta. Ci sono cose che sono ritenute di sinistra, ma sono solo irresponsabili. Noi riformisti, con il Partito democratico, dobbiamo saper essere chiari, anche su questi temi''. ''Essere di sinistra non vuol dire lasciare impunita l'illegalità. Per me - ha infine detto Amato - essere di sinistra è organizzare una presenza civile in Italia a favore di chi non fa male a nessuno. Ed è trattare allo stesso modo gli italiani e gli immigrati, senza creare un diritto penale speciale per i poveracci o per gli extracomunitari. Ma l'illegalità no. L'illegalità non è e non sarà mai di sinistra''.
Posizione condivisa da Walter Veltroni: ''L'esecutivo ha ragione il principio dell'effettività della pena è il principio guida del mantenimento delle istituzioni''. Secondo il candidato leader del Pd ''la sicurezza dei cittadini va difesa in ogni momento e poi va fatta una politica di integrazione sociale nei confronti dell'immigrazione''.

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05 settembre 2007

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