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Delusi, insoddisfatti e senza lavoro

Giovani incapaci di guardare al futuro con ottimismo... Gli ultimi dati Istat dicono che un giovane italiano su tre è senza lavoro

05 luglio 2010

Nei giorni scorsi l'Istat ha comunicato i dati (sulla base di stime provvisorie) sul numero di occupati a maggio 2010 (dati destagionalizzati) che risulta in diminuzione dello 0,2% rispetto ad aprile (quando era aumentato dello 0,2%) e dell'1,1% rispetto a maggio 2009.
Il tasso di occupazione è pari al 56,9%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile e di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Il numero delle persone in cerca di occupazione diminuisce dello 0,1% rispetto ad aprile, segnando un aumento del 15,5% rispetto a maggio 2009. Il tasso di disoccupazione si conferma stabile per il terzo mese consecutivo all'8,7%; l'aumento rispetto a maggio 2009 è di 1,2 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 29,2% (il tasso più alto dal 2004), con un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,7 punti percentuali rispetto a maggio 2009. Il numero di inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni aumenta, a maggio 2010, dello 0,4% rispetto ad aprile e dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2009. Il tasso di inattività è pari al 37,7%, con un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto sia al mese precedente sia a maggio 2009.

La disoccupazione gioca nelle vite dei più giovani un ruolo cruciale, diventando la condizione cruciale sulla quale basarsi per vedere nel futuro un tempo negativo. Stando, ad esempio, a quanto emerso dal report "Giovani a Palermo", stilato nel corso del progetto Giovani Palermo (Pgp) finanziato dal Comune e nato con l’obiettivo di conoscere le abitudini di vita dei ragazzi palermitani, i legami con il territorio e la società, i giovani di una città grande ed importante come il capoluogo siciliano risultano delusi e insoddisfatti dal presente e che guardano con incertezza verso il futuro. Il documento è stato redatto in seguito a un'indagine compiuta mediante 1.273 interviste telefoniche rivolte ad un campione di 654 donne e 619 uomini tra studenti, lavoratori, disoccupati e in cerca di prima occupazione di età compresa tra i 14 e i 34 anni. Un target che costituisce circa il 34,4 per cento della popolazione residente L’indagine rivela che, pur valutando positivamente l’offerta formativa scolastica e universitaria in termini di indirizzi, personale docente e materie, quasi l’80 per cento dei giovani ammette che non troverà un lavoro idoneo al proprio titolo di studio e per questo il 56,2 per cento lascerà Palermo per costruirsi altrove un’identità professionale. Per il 67,6 per cento la difficoltà di trovare un impiego è da attribuire alle carenze del mercato del lavoro, e dalle risposte degli intervistati emerge che, terminato il percorso di studio, trascorrerebbero all’incirca 3 anni prima di trovare un lavoro stabile. L’analisi dei dati dimostra inoltre che il lavoro viene considerato un affare di famiglia: non superano il 5 per cento, infatti, i giovani che sono riusciti a trovare un impiego ricorrendo ai canali formali (agenzie di collocamento o siti internet istituzionali) mentre il 38,9 per cento dichiara di aver fatto ricorso ad amici o parenti. Andando a fondo nella questione lavoro si scopre che dei 644 giovani che dichiarano di aver trovato un’occupazione, 175 (29,7%) lavorano in nero. La fetta più consistente di lavoratori è impiegata nei call center.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Italpress, Ansa]

 

 

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05 luglio 2010
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