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Di ribaltone in ribaltone

Lombardo rinvia al mittente le accuse di "ribaltone" politico: "Quello vero lo ha fatto il Pdl"

04 maggio 2010

In diverse occasioni si è parlato delle "stranezze" politiche occorse in Sicilia che hanno assunto l'interessante nome di "laboratorio politico". Insomma, l'isola è stata più volte vista come un luogo dove si è tentato di sperimentare soluzioni politiche innovative, inaspettate, inconsuete...
Sì, effettivamente in questo luogo che detiene la Carta Autonomistica più antica d'Italia - e che sempre malamente l'ha utilizzata -, se ne sono viste parecchie di strane commistioni tra partiti diametralmente opposti, che hanno però puntualmente giustificato la propria esistenza chiamando in causa sempre la stessa cosa: il bene della Sicilia e dei Siciliani.
Una motivazione che inevitabilmente attrae la popolazione, e nella fattispecie quella siciliana che aspetta di vedere "nanticchia di lustru" (un po' di luce, un po' di trasparenza e giustizia) da decenni e decenni.

L'ultima Finanziaria approvata dall'Assemblea regionale siciliana, proposta dal governo Lombardo e votata dal Partito democratico (che ha dato un lauto contributo per metterla nero su bianco), dal Movimento per l'Autonomia e dal Pdl Sicilia (LEGGI) è, a detta del Governatore, un pacchetto di interventi nati solo ed esclusivamente per rispondere alle esigenze dei siciliani e fuori da tutti i presupposti di partito. Insomma, provvedimenti politici e non partitici.
Detta così, dovrebbe sembrare a tutti normale che la Politica (notata la P maiuscola?) deve essere fatta per il bene del popolo, e dunque, se questa Politica riesce a produrre leggi buone per tutti è naturale che tutti i politici siano d'accordo nel fare avanzare queste leggi. Invece, e prendiamo sempre spunto da quanto è successo con la Finanziaria approvata l'altro giorno, il primissimo problema che la politica (con la p minuscola) dei partiti ha evidenziato non è stata la bontà o meno dei provvedimenti, ma il fatto che questi siano stati prima formulati e poi votati da altri partiti. Ecco, quindi, che il Pdl dei "lealisti", i pdiellini legati al premier hanno subito gridato al "ribaltone", una supervergogna, qualcosa di assolutamente infame: "Il governo Lombardo ha tradito il voto degli elettori che avevano dato la maggioranza al centrodestra e che adesso sono governati da una coalizione della quale fa parte il Pd, un partito che aveva perduto le elezioni e ora è parte integrante dell'esecutivo". Queste le parole di Giuseppe Castiglione, uno dei coordinatori del Pdl in Sicilia.
Ma, viene da chiedersi, se la Finanziaria risultasse veramente buona per la popolazione, dove starebbe il tradimento nei confronti dei siciliani?

Ieri il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, ha incontrato a Catania i giornalisti per illustrare i contenuti delle leggi di bilancio e finanziaria. Inevitabilmente, la conferenza è stata l'occasione per esaminare il dibattito politico che sta animando la politica regionale siciliana.
"Il ribaltone all'Assemblea regionale siciliana l'ha compiuto il Pdl ufficiale il 10 e l'11 novembre scorso quando ha votato la mozione del Pd contro il Pdf approvato dalla mia giunta, della quale i loro uomini facevano parte". "Il Pdl - ha aggiunto il governatore - ha perso una buona occasione per partecipare alla votazione di una buona legge. Mi spiace il voto preconcetto di Pdl e Udc. Il Partito democratico, invece, ha condiviso la legislazione delle riforme che si chiama Piano casa e secondo Piano rifiuti". "Se porterò il Pd in Giunta? Non porto e non escludo alcunchè" ha affermato il presidente della Regione. E parlando del governo dell'isola l'ha definito "un quadro politico tutto in discesa".
Lombardo ha replicato anche alle accuse di clientelismo lanciate dal Pdl sulla nuova Finanziaria. "Per quanto riguarda Palermo - ha osservato il governatore - abbiamo sottratto al Comune i Piani Pip: 3 mila persone che erano riassunte di anno in anno. Abbiamo mantenuto la società, rimasta in carico al Comune, e ci siamo impegnati a organizzare i lavoratori con bandi pubblici per l'esecuzione di lavori secondo elenchi e graduatorie fino ad esaurimento". "Noi non abbiamo fatto alcuna assunzione - ha ribadito Lombardo - ma abbiamo rivisto la pianta organica della Regione che è di 15.600 unità e abbiamo posto le premesse per la stabilizzazione a costo invariato di persone che da 16-18 anni vedono prorogata l'assunzione. E tutto questo per sottrarli al ricatto elettorale e al clientelismo".
Raffaele Lombardo ha parlato anche dello strappo Fini-Berlusconi con particolare attenzione alla situazione politica siciliana. "Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si muove nell'alveo del Pdl" e "non credo che abbia intenzione alcuna di dare vita a un partito a dimensione territoriale limitata". "Certo Fini ha sollevato il problema del Partito del Sud - ha aggiunto Lombardo - e non c'è dubbio che apprezziamo che questo tema si stato sollevato. Ma da qui a dire che questo diventerà un partito francamente ce ne corre e non credo che sia assolutamente nell'intenzione del presidente Fini, che è parte integrante del Pdl, di dare vita a un partito a dimensione territoriale limitata".

Ieri pomeriggio il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha ricevuto a Montecitorio alcuni deputati dell'Ars che sostengono Lombardo. Accompagnati dai finiani Fabio Granata e Carmelo Briguglio i deputati dell'Ars, anch'essi di provenienza An, hanno esposto la situazione politica regionale spiegando la loro scelta di confermare a livello locale la fiducia a Lombardo. Conversando con i giornalisti, Granata non ha nascosto come la situazione politica dell'isola stia creando "grossi problemi" portando con sè anche il rischio, in caso il governatore non avesse la maggioranza, di un voto anticipato rispetto alla scadenza naturale della giunta nel 2013.
In merito all'ipotesi, circolata nei giorni scorsi, sulla possibilità che Lombardo potesse mettere a disposizione dei finiani i parlamentari necessari per formare un eventuale gruppo separato dal Pdl, Granata ha spiegato solamente che "tra noi e il Movimento per le Autonomie c'è oggettivamente una convergenza su alcuni temi, ma specialmente sulla necessità di un attento esame della fase attuativa del federalismo fiscale".

A Catania ieri c'era pure Giuseppe Castiglione a parlare con i giornalisti della Finanziaria e ancora una volta è stato duro nei confronti delle scelte del governo Lombardo. "Il nostro giudizio sulla finanziaria è fortemente critico. Si tratta di un nuovo mutuo sulle casse della Regione: 850 milioni di un nuovo indebitamento che graverà sulle future generazioni della nostra Sicilia". All'incontro ha preso parte, tra gli altri, il capogruppo del Pdl all'Ars Innocenzo Leontini. "C'è una spesa fortemente improduttiva - ha aggiunto Castiglione - una spesa sociale alle stelle e soprattutto mancano risposte ai cittadini ed alle imprese siciliane e a coloro che chiedevano a questa finanziaria rigore e sviluppo. Il nostro è un giudizio di forte opposizione al Governo Lombardo e siamo critici rispetto a questa amministrazione".
Castiglione ha poi lanciato "un ulteriore appello al sottosegretario Gianfranco Miccichè affinchè si possa ricompattare il Pdl, ritrovando un'unità di intenti e smettere di sostenere un governo che ha l'apporto determinane del Pd". L'esponente del Pdl ha ribadito il "giudizio negativo" della finanziaria approvata dall'Ars e sul governo Lombardo "che è parte organica con il Pd". In questo quadro, secondo Castiglione, la "situazione del Pdl-Sicilia è incompatibile con la situazione politica alla Regione". "Prendiamo atto - ha aggiunto ancora - dell'atteggiamento di grande responsabilità tenuto dal gruppo del Pdl all'Ars, che ha avuto l'indiscusso merito di aver qualificato questa manovra, consentendo l'approvazione del credito d'imposta sull'occupazione, che era già il ddl D'Asero-Lupo, l'intervento di 15 milioni di euro per l'università statale più 1,5 milioni di euro per la Scuola superiore d'eccellenza di Catania, e sostegni necessari (credito d'esercizio, acquisto scorte, proroga passività onerose, interventi su situazioni debitorie) per fronteggiare la situazione drammatica che vive l'agricoltura e che riguarda 250.000 piccole imprese, molte familiari, e quasi un milione di persone nel complesso. Queste le uniche voci qualificanti di questa finanziaria". "Infine non possiamo fare a meno di una valutazione sul dato politico - ha concluso il coordinatore regionale del Pdl in Sicilia - l'ufficializzazione del ribaltone operato da Lombardo, del tradimento del voto degli elettori che avevano dato la maggioranza al centrodestra e che adesso sono governati da una coalizione della quale fa parte il Pd, un partito che aveva perduto le elezioni e ora è parte integrante dell'esecutivo".

Ed è interessante, a questo punto, capire cosa pensano nel Partito democratico di questa ventilata entrata in una giunta insieme a partiti di centrodestra. "Dopo molti anni abbiamo varato una finanziaria per i siciliani, ogni siciliano si può riconoscere in una delle norme della manovra. Siamo consci che si è trattato di un atto politico, che declina il programma di chi governa e della maggioranza. Ma proprio perchè il governo non ha una maggioranza, abbiamo voluto dare alla finanziaria carattere di cambiamento, avanzando in modo trasparente fin dalle prime ore le nostre proposte ai siciliani". Il capogruppo del Pd all'Ars, Antonello Cracolici, in conferenza stampa assieme al segretario siciliano del Pd, Giuseppe Lupo, ha fatto il proprio punto sulla manovra economico-finanziaria approvata sabato.
"Abbiamo dimostrato che in Sicilia si possono cambiare le cose - ha aggiunto Cracolici - È una finanziaria riformista, che contiene proposte per i siciliani, perchè la Regione è un bene pubblico e non un luogo per furbetti". Cracolici ha aggiunto che "il Pd andrà in giro a spiegare i contenuti della manovra" e "impediremo l'uso politico del commissario dello Stato senza chiederne la cancellazione come ha sempre fatto la maggioranza ogniqualvolta veniva cassata una norma che le interessava". "Avevamo detto che non condividevamo il tentativo di fare una finanziaria snella, asciutta, tecnica per consentire un voto dell'Ars che non implicasse conseguenze politiche - hanno evidenziato Antonello Cracolici e Giuseppe Lupo - Quindi abbiamo lavorato assieme ai deputati del gruppo per una manovra che abbiamo definito un patto per le riforme".
Su un possibile, imminente ingresso nella giunta Lombardo, Lupo ha detto: "Su finanziaria e bilancio abbiamo ottenuto una vittoria politica di merito e di metodo, rilevante. Entro giugno, come da tempo stabilito, daremo vita a una grande consultazione tra i nostri iscritti per fare il punto e valutare i risultati di questo percorso sulle riforme". "Questa vittoria - ha aggiunto il segretario siciliano del Pd - crea le premesse per una prospettiva politica, coinvolgeremo la nostra base e i nostri iscritti nelle scelte da compiere. Aspettiamo piuttosto di capire da Lombardo cosa intenda fare, quale sarà la sua proposta".
A chi gli ha chiesto se l'ostacolo all'ingresso nel governo è il veto posto al Pd dal sottosegretario Gianfranco Miccichè, Lupo ha risposto: "Il presidente della Regione eletto dai siciliani è Lombardo, non è Miccichè". Ma proprio sulle dichiarazioni del governatore Lombardo che dopo il voto alla manovra finanziaria ha parlato di "coalizione Mpa, Pdl Sicilia, Api e Pd che deve crescere", Lupo ha sottolineato ancora una volta: "È improprio parlare di coalizione, perchè una coalizione passa attraverso un programma condiviso; credo invece che si sia creato un asse, attorno al quale c'è stata una condivisione di proposte".
Al Pd siciliano è arrivata la tirata d'orecchie del senatore Ignazio Marino: "Quanto bisogna aspettare ancora perchè in Sicilia il Partito Democratico faccia una vera e propria opposizione al governo Lombardo che si è dimostrato fino ad oggi del tutto fallimentare e inadeguato al suo compito?". "Pensiamo solamente - ha continuato il senatore democratico - alle grandi emergenze come l'acqua, i rifiuti e la sanità. Il governo regionale è stato assolutamente disastroso. Ad esempio, per quanto concerne la sanità, su mille donne in Sicilia a rischio cancro alla mammella, si garantisce lo screening attraverso il servizio sanitario pubblico solo a 57. È una situazione inaccettabile. Cambialitalia, l'area nata dopo la mia candidatura al congresso, in Sicilia è stata sempre contraria alla scelta politica di appoggiare il governo Lombardo". "Evidentemente - ha continuato Marino utilizzando parole sentite anche dall'altra parte - il Pd locale ha tradito il patto elettorale: i cittadini siciliani hanno votato gli esponenti del Pd perchè facciano una vera opposizione, non per fare accordi del tutto inopportuni con il Governo attuale".
"Aver votato - ha concluso il senatore - l'atto più importante come la finanziaria di un governo regionale, di centro-destra, in una situazione di grande emergenza sociale come quella in cui versa in questo momento la regione Sicilia è stato un grave sbaglio. Il Partito Democratico deve essere coerente con i principi e valori in cui crede. La Sicilia e i siciliani tutti meritano trasparenza e chiarezza nell'azione politica e amministrativa".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, La Siciliaweb.it]

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04 maggio 2010
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