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Dietrofront dell'assessore: la Valle dei Templi resta dell'Umanità

Antinoro cambia versione, quindi le bellezze della Sicilia non si vendono né si affittano

12 luglio 2008

Valle dei templi ai privati retromarcia dell'assessore
di Massimo Lorello (la Repubblica/Palermo, 10 luglio 2008)

La Valle dei Templi di Agrigento non si vende e non si affitta. Né per un giorno, né per un anno, figurarsi per mezzo secolo. Parola dell'assessore ai Beni culturali Antonello Antinoro. Lo stesso assessore che la settimana scorsa sembrava avesse annunciato l'esatto contrario. Cioè il progetto di affidare ai privati i più importanti siti archeologici della Sicilia. (LEGGI)
«Si è fatto un gran can can su dichiarazioni che non ho mai rilasciato», esordisce Antinoro che mercoledì mattina ha riferito sull'argomento dinanzi la commissione Cultura dell´Ars. «Non mi sognerei mai di appaltare ai privati patrimoni pubblici dal valore inestimabile come la Valle dei Templi o il Teatro Greco di Siracusa. Sostengo invece che sia necessario dare maggiore impulso alla collaborazione pubblico-privato sui servizi».

È l'ultima puntata (in ordine di tempo, non certo la definitiva) del feuilleton sulla gestione dei beni culturali. Una storia partita la settimana scorsa da un sito Internet (www.ilovesicilia.info) che ha riportato le seguenti dichiarazioni di Antinoro: «Per rendere il più possibile redditizia la gestione dei beni culturali in Sicilia dobbiamo affidare a un privato di qualità il pacchetto completo di un sito turistico per trent'anni. Penso ad esempio alla Valle dei Templi o al Teatro Greco di Siracusa».
Dichiarazioni rilanciate dalle agenzie di stampa, riprese dai giornali e dalle tv e diventate il carburante per una polemica destinata a durare a lungo. Antinoro, ascoltato dalla commissione competente dell'Ars, ha provato a fermarla nell'unico modo possibile: rinnegando le internautiche dichiarazioni.
Tentativo vano perché, la settimana scorsa, dopo l'assessore dell'Udc, era stato il governatore Raffaele Lombardo in persona a confidare la sua speranza nell'intervento dei privati. «Anzi - aveva puntualizzato Lombardo - a dir la verità, sono stato proprio io, quando ho reso le dichiarazioni programmatiche a Sala d'Ercole, ad anticipare tale ipotesi. Pensiamo a grandi mecenati che hanno tutto l'interesse a venire a investire in Sicilia. Va da sé che i criteri di selezione saranno rigorosissimi». Il governatore ha pure dichiarato che il gruppo Lukoil, da poco titolare del 49 per cento della raffineria Isab di Priolo, è pronto a investire un miliardo e 300 milioni di euro nell'Isola, mentre Antinoro avrebbe già parlato con i vertici del Paul Getty Museum di Los Angeles (LEGGI).

Ieri (mercoledì scorso per chi legge, ndr) la presidenza della Regione ha confermato tutto questo ribadendo che è in preparazione un disegno di legge che preveda, fra le altre cose, l'affidamento dei beni culturali ai privati. Esattamente quello che Antinoro sempre mercoledì ha smentito.
«L'assessore ci ha solo detto che costituirà una commissione di intellettuali e religiosi per censire il patrimonio storico e artistico. Ci aspettavamo almeno uno stralcio della relazione annunciata da Antinoro sul rilancio dei beni culturali e sul rapporto con i privati - racconta Filippo Panarello (Pd), vicepresidente della commissione Cultura - Invece niente di tutto ciò. Antinoro spieghi in che modo intende utilizzare le migliaia di lavoratori pubblici, fra regionali e dipendenti della società Beni culturali spa, che dovrebbero essere impegnati nel settore».

Ma l'assessore deve pure guardarsi dal fuoco amico (amico solo in Sicilia): «Sulle politiche turistiche e culturali la più grande rivoluzione sarebbe applicare le normative già approvate dall'Ars, iniziando dalla legge quadro sul Turismo, che determina la nascita dei distretti culturali e finendo con la normativa sui servizi aggiuntivi nei beni culturali spesso resa vana dalle stesse sovrintendenze», afferma Fabio Granata, capogruppo del Pdl in commissione Cultura alla Camera. «Proprio lui che ha fatto l'assessore ai Beni culturali per cinque anni parla di sovrintendenze che non funzionano?», replica Antinoro.
E fine della puntata.

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12 luglio 2008
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