Disaccordo nell'Unione europea sulle misure da adottare nel contrasto del terrorismo on-line

04 ottobre 2007

Allarme terrorismo on-line. Ue divisa sulle contromisure
di Alberto D'Argenio (Repubblica.it, 2 ottobre 2007)

L'Europa si prepara ad erigere una serie di barriere virtuali per allargare al web la lotta al terrorismo. Mentre a Bruxelles il vicepresidente della Commissione Ue, Franco Frattini, si prepara a sfornare una serie di norme che renderanno più facile bandire i siti a rischio, in Germania il ministro degli Interni, Wolfgang Schauble, si prepara ad usare le stesse tecniche degli hacker per spiare i computer dei sospettati. E come sempre in questi casi non mancano le critiche contro misure che possono essere ritenute necessarie per garantire la sicurezza o lesive della privacy dei cittadini.
Le proteste più accese si sono verificate in Germania, dove Schauble sta lavorando ad un piano per spiare virtualmente i terroristi tramite le famigerate Trojan, le e-mail fino ad oggi usate dai pirati informatici per irrompere clandestinamente nei computer dei navigatori: l'intenzione del ministro è quella di leggere i contenuti dei pc dei sospettati, tracciandone anche le password. Una proposta che ha spaccato la ''grande coalizione'' di Berlino, con i cristiano-democratici favorevoli e i socialisti contrari, e ha provocato la mobilitazioni di numerosi gruppi per la difesa dei diritti, infuriati per la violazione dei diritti dei cittadini.

E sempre nel nome dell'antiterrorsimo il ministero della Difesa svedese ha avviato il monitoraggio del traffico delle e-mail senza il permesso di un giudice, mentre il governo australiano ha introdotto una legge che abilita la polizia federale a bloccare i siti web dei sospettati.
Esattamente il progetto che Frattini presenterà il prossimo 6 novembre. L'idea dell'ex ministro degli Esteri italiano è quella di inserire in un corposo pacchetto dedicato alla lotta contro il terrorismo una serie di norme proprio su Internet: nel mirino saranno i siti con le indicazioni su come si fabbrica una bomba e quelli in cui si incita al terrorismo. Insomma, si renderanno esplicite una serie di ''fattispecie criminose'' legate ad internet, in modo da permettere alle forze dell'ordine dei vari paesi Ue di chiedere ai provider la chiusura dei siti con un iter molto più rapido. Ovviamente se non ritengano più utile lasciarli attivi per tracciare le attività dei sospetti. Quello che invece non sarà contenuto dalla proposta, al contrario di quanto riportato da alcuni media, sarà l'introduzione di una nuova tecnologia in grado di bloccare automaticamente l'accesso ai siti in cui siano contenute parole chiave collegabili ad attività terroristiche.
Proprio ieri (l'altro ieri per chi legge, ndr) i ministri degli interni dell'Ue riuniti a Lisbona hanno ascoltato una prima sommaria relazione di Frattini sulle sue future proposte legislative. Tutti hanno sottolineato che bisogna fare di più nella lotta al terrorismo, anche se la proposta del commissario italiano non è stata accolta da tutti con entusiasmo.

Il portoghese Rui Pereira, che presiedeva la riunione, ha indicato che sul tema rimangono aperte ''moltissime discussioni di carattere politico e tecnico''. Insomma, un modo per dire che simili misure potrebbero essere tacciate di censura o di violazione della libertà di espressione. Cauta anche la francese Michele Alliot-Marie: ''Personalmente sono favorevole, ma non tutti i paesi la pensano come me''. Come il collega lussemburghese Luc Frieden, secondo cui ''sarebbe molto più importante capire i canali di comunicazione dei terroristi e tenerli sotto monitoraggio''.

- Fermare il terrorismo censurando il Web (Guidasicilia.it)

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04 ottobre 2007

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