Disponibili undici posti per ricercatori nel polo universitario di Trapani

21 agosto 2002
Le convenzioni particolari tra l'Università di Palermo e il polo decentrato di Trapani sono state firmate qualche settimana fa.

Da due anni l'accordo si trovava nel fondo di un cassetto in attesa di essere firmato. Il ritardo è stato causato dal mancato impegno da parte del Consorzio trapanese a fornire garanzie, soprattutto economiche, ai professori. A guidare la battaglia è stata la facoltà di Giurisprudenza, che nel polo trapanese ha investito parecchie risorse umane.
Il risultato di questa attesa? Il rischio per i 2400 studenti trapanesi di non poter continuare gli studi lì dove li avevano cominciati. E, dato ancora più allarmante, un vero e proprio esodo di insegnanti che hanno preferito andare via da Trapani e insegnare presso altre sedi. Attualmente i docenti di ruolo alla facoltà di Legge sono rimasti in quattro.

Ma la firma delle convenzioni non è bastata. I problemi continuano a sussistere. Perché la facoltà di Giurisprudenza di Trapani dopo aver ottenuto le garanzie adesso pretende dei provvedimenti. A farsi portavoce del malumore diffuso tra i docenti è il professore Silvio Mazzarese, che insegna presso la facoltà di Legge del polo decentrato. Lo fa mediante una lettera indirizzata a tutti i soggetti interessati, dal rettore Giuseppe Silvestri, alla presidente della Provincia di Trapani Giulia Adamo, all'amministratore delegato del Consorzio universitario trapanese Giovanni Curatolo.

E dal Consorzio la risposta arriva dall'amministratore delegato Giovanni Curatolo, docente alla facoltà di Agraria a Trapani.
"Stiamo lavorando - risponde Curatolo - per cercare di risolvere tutte le controversie. Intanto abbiamo stabilito che metteremo a concorso undici posti per ricercatori, di cui cinque da destinare a Giurisprudenza. Verranno stanziati in totale 50 mila euro. Entro marzo i posti dovrebbero essere banditi. Poi - continua il docente - la nuova legge finanziaria della Regione si impegna a finanziare in parte i prossimi concorsi per darci una mano. Ci stiamo impegnando insomma. Nessuno vuole veder morire il polo universitario trapanese".

Fonte: La Repubblica

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21 agosto 2002

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