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Dopo gli operai Fiat di Termini Imerese, la cassa integrazione arriva per 1.500 impiegati alla Fiat Auto

Una crisi, quella della Fiat, che non conosce miglioramenti

05 aprile 2005

Dopo che la protesta dei lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese e dell'indotto, è stata sospesa sabato scorso alla notizia dell'aggravarsi delle condizioni di salute del Papa, è proseguita ieri a palazzo d'Orleans la serie di incontri tra la task force per l'occupazione, guidata da Salvatore Ciancialo.
Ieri mattina è stata la volta delle aziende dell'indotto. È stato deciso che il Consorzio ASI e Italia Lavoro Sicilia predispongano un piano di azione che indichi gli interventi finalizzati al riequilibrio industriale e alla gestione delle problematiche di ricaduta occupazionale. Si cercherà, anzitutto, di individuare un percorso che dia la possibilità alle imprese di riconvertire gli impianti, sia per esaudire le nuove richieste di Fiat Auto sia per avere la possibilità di ritagliarsi nuovi spazi di mercato.

Si è tornato a parlare della possibilità, per le aziende, di presentare un contratto di programma per il comparto auto della Sicilia. ''Lo sviluppo locale - ha detto il Presidente della Regione, Salvatore Cuffaro - passa anche attraverso la capacità di stare insieme, fare sistema e condividere lo stesso obiettivo. Occorre pensare ad un progetto complessivo in grado di salvaguardare il tessuto imprenditoriale, a prescindere da quelle che saranno le decisioni che la Fiat vorrà assumere sullo stabilimento di Termini''. Un altro aspetto fondamentale riguarda le garanzie da dare ai lavoratori delle aziende dell'indotto, per i quali saranno attivate le stesse procedure già previste per i dipendenti di Fiat Auto.
Per dare immediata risposta al momento di difficoltà di diverse aziende, la Regione ha deciso inoltre di intervenire, con apposita legge, affinché ci possa essere un differimento delle scadenze bancarie.
Per giovedì prossimo è previsto un nuovo incontro con le organizzazioni sindacali

Intanto si è avuto notizia che la cassa integrazione coinvolgerà prsto anche 1.500 impiegati alla Fiat Auto. La misura scatterà da inizio maggio a fine luglio, a causa del recente calo delle vendite, e fa parte di un corposo calendario di stop alla produzione.
Il programma di sospensione dell'attività produttiva interessa ora gli stabilimenti di Mirafiori, Cassino, Melfi e Pomigliano.
Da maggio a luglio a Mirafiori la misura interesserà, in carrozzeria, per una settimana al mese, i 4.400 addetti delle linee di Punto, Idea, Musa e Multipla, e per due settimane i 600 operai di Thesis e Alfa 166. Si fermeranno anche gli operai delle lavorazioni collegate delle Presse.
A Cassino sono previste due settimane di cassa a maggio, una a giugno e una a luglio per 2.000 lavoratori delle linee Stilo e Stilo station wagon, mentre a Melfi ci sarà una sola settimana di cassa a maggio per 4.500 addetti che producono Punto e Ypsilon.
A Pomigliano si fermeranno, una settimana a maggio e una a luglio, i 2.500 operai delle linee di Alfa 147 e Alfa Gt, due settimane a maggio i 1.800 della linea Alfa 156.

La Fiat Auto ha motivato il ricorso alla cassa integrazione con l'andamento del mercato italiano nei primi mesi del 2005: nel primo trimestre si è toccato infatti il livello più basso di immatricolazioni degli ultimi otto anni (638.745 rispetto alle 677.402 del corrispondente periodo del 2004). La quota dei marchi del Lingotto è rimasta sostanzialmente invariata, ma il calo del mercato ha fatto sì che gli impianti produttivi non siano stati saturati.
Una ''situazione drammatica'' per i sindacati che ritengono a questo punto non più rinviabile l'incontro chiesto al governo e all'azienda.

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05 aprile 2005
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