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Dopo l'ennesimo incendio a Priolo...

Sotto sequestro cautelativo l'impianto dello stabilimento Isab Energy

15 ottobre 2008

E' stata sottoposta a sequestro cautelativo l'area dell'unità 4.000 nello stabilimento dell'Isab Energy di Priolo (SR) dove l'altro ieri si è verificato un incidente a una caldaia che ha procurato un incendio su una delle due linee di produzione di energia elettrica.
Un operaio è rimasto leggermente contuso ad una spalla e ad una caviglia: medicato prima all'infermeria dello stabilimento e poi visitato al pronto soccorso dell'ospedale "Umberto I" di Siracusa è stato subito dimesso.

Il sequestro è stato disposto dal sostituto procuratore della Repubblica del tribunale di Siracusa, Maurizio Musco, a conclusione di un sopralluogo che ha compiuto nella zona la sera stessa dell'incidente. L'attività dello stabilimento è stata frattanto fermata per consentire ai tecnici di effettuare una completa ricognizione per stabilire con esattezza le cause dell'incidente.
L'azienda, in una nota, ha evidenziato che "l'incendio non ha interessato in alcun modo la Raffineria Isab che sta operando regolarmente e nessuna sostanza nociva si è liberata in atmosfera. I tempi di ripristino e la stima economica dei danni, a fronte dei quali esistono coperture assicurative, saranno comunicate il prima possibile"

Legambiente: "Occorre potenziare i controlli" - "L'incendio all'impianto Igcc della Isab Energy di Priolo porta ancora una volta alla ribalta le questioni irrisolte del rischio industriale, la difficile convivenza tra la popolazione civile e gli stabilimenti industriali, le carenze nella gestione degli incidenti rilevanti e dell'applicazione della Direttiva Seveso con l'inadeguatezza dell'informazione verso le popolazioni esposte al rischio". Lo sostiene Legambiente. "Questo ennesimo incidente, che - aggiunge - per fortuna non ha causato vittime gravi tra i lavoratori e che si aggiunge alla lista di quelli avvenuti quest'anno a Milazzo ed a Gela, dovrebbe  ricordare a tutti che la dichiarazione di 'Area ad elevato rischio di crisi ambientale' ed il Piano di risanamento non hanno finora prodotto a Priolo e nelle altre aree industriali siciliane alcuna riduzione dei rischi nè un potenziamento delle misure di controllo, informazione, prevenzione ed intervento"

Fonte: La Siciliaweb.it

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15 ottobre 2008
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