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Gli operai di Termini a Roma. Al ministero dello Sviluppo economico l'incontro tra Romani, Lombardo e i sindacati

28 settembre 2011

Traffico in tilt al centro di Roma. Screzi e polemicne tra il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato e quello della Capitale, Gianni Alemanno. Questo è quanto ha segnato la manifestazione romana degli operai della Fiat di Termini Imerese, mentre al ministero dello Sviluppo economico, si incontravano il ministro Paolo Romani, l'amministratore delegato dell'advisor Invitalia, Domenico Arcuri, il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, e i rappresentanti dei sindacati nazionali, tra cui il leader della Fiom, Maurizio Landini, il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, e il segretario nazionale della Fim-Cisl, Bruno Vitali.

Al termine dell'incontro, il ministero, Romani ha parlato di "riunione importante che ha avuto un esito positivo: si è fatto un altro passo avanti. Ora con i sindacati verificheremo la composizione e l'anzianità dei lavoratori. I sindacati hanno chiesto un incontro con Di Risio per verificare la bontà del piano industriale". Un incontro che potrebbe avvenire a breve: "Noi - ha detto Romani - abbiamo dato la disponibilità, anche per i prossimi giorni".
Il ministro ha poi spiegato che attualmente i dipendenti dello stabilimento siciliano di Termini Imerese sono 1.566 più l'indotto diretto e indiretto stimato in qualche centinaia di persone. Degli oltre 1.500 operai, 1.312 verranno assorbiti da Dr Motor, mentre la parte restante, dalle altre aziende. "Noi riteniamo di aver fatto un buon lavoro, ora spetta ai sindacati assumersi le responsabilità di ritenere l'accordo positivo".

I sindacati hanno poi fatto sapere che il prossimo incontro con Dr Motor si terrà il 5 ottobre, alle 11, sempre presso il ministero, e hanno sospeso ogni giudizio.
Tutto è rimandato al 5 ottobre, quando le rappresentanze sindacali incontreranno l'imprenditore Di Risio che si è fatto avanti per rilevare il sito industriale.
"Il Governo ci ha detto che insieme alla Regione Siciliana ha scelto Di Risio, l'unico in grado di produrre auto - ha detto il leader Fiom, Maurizio Landini, al termine dell'incontro -. Noi abbiamo risposto che prima di esprimere un giudizio vogliamo incontrare Di Risio e conoscere con precisione il piano. Dopo l'incontro saremo in grado di dire se il piano ci convince oppure no", ha aggiunto Landini, che però chiede un tavolo anche con Fiat che "non può solo aspettare quello che fanno gli altri". Per il segretario nazionale della Fim Cisl, Bruno Vitali, "adesso iniziamo il lavoro di verifica del piano industriale, anche se si sarebbe dovuto fare prima. Meglio tardi che mai". Anche per Paolo Pirani della Uil, solo dopo l'incontro con Di Risio "saremo in grado di esprimere valutazioni sulla vicenda che si è prolungata ormai per un periodo non più tollerabile". Il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, ha spiegato: "i numeri che ci ha fornito il governo non ci dicono nulla. Dobbiamo verificare con Di Risio". Giudizio sospeso anche da parte dell'Ugl, "in attesa di vedere i dettagli del piano di Dr - ha sottolineato Cristina Ricci -. Da parte nostra abbiamo esplicitato la richiesta che nessuno dei lavoratori, nemmeno quelli dell'indotto, rimanga fuori dal piano".

[Informazioni tratte da Lasiciliaweb.it, ANSA, GdS.it, Repubblica/Palermo.it]

- Le tute blu di Termini portano le proprie angosce a Roma (Guidasicilia.it, 27/09/11)

 

 

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28 settembre 2011
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