Dopo un anno dall'iniziativa ''Salvalarte'', grande la soddisfazione di Legambiente

Per riportare agli antichi splendori i pregiati siti siciliani

04 aprile 2003
A Palermo il Castello Maredolce, a Caltanissetta il Palazzo dei principi di Moncada e la Cappella Testasecca, a Piazza Armerina il Palazzo Trigona, ad Augusta i forti spagnoli Grazia e Vittoria, a Messina la Chiesa di Santa Maria di Mili San Pietro, ad Agrigento il centro storico, ad Aidone l'area archeologica di Morgantina, a Capo d'Orlando il Monte della Madonna, a Palermo l'itinerario del Bianco, a San Cipirello, l'antica città di Ietas.

Sono i siti d'inestimabile pregio, dimenticati per anni, che ''Salvalarte'' di Legambiente col patrocinio dell'assessorato regionale dei Beni Culturali ha cercato di riportare agli antichi splendori tra il 2002/2003.
''E' venuto fuori un quadro soddisfacente - afferma Gianfranco Zanna, responsabile del dipartimento per i beni culturali di Legambiente Sicilia - siamo soddisfatti del lavoro e del nostro impegno, che ha permesso di accendere i riflettori su alcuni 'pezzi' del nostro straordinario patrimonio artistico-monumentale, spesso sconosciuto o dimenticato. Siamo soddisfatti perché 'Salvalarte' è servita, è stata utile alla politica e all'amministrazione, a tutti coloro che sono impegnati, ogni giorno, nella tutela e nella salvaguardia dei beni culturali siciliani''.

''Per promuovere queste iniziative - ha osservato ancora Zanna - abbiamo trovato l'assessorato regionale dei beni culturali sensibile e pronto alle nostre sollecitazioni, ma al quale chiediamo un altro, ultimo sforzo d'attenzione e, soprattutto, economico su questi siti''.

Fonte: Ansa

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04 aprile 2003

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