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Dopo un anno dallo ''J'accuse'' ai politici, Gabrilla Villari, tetraplegica catanese lasciata sola dallo Stato...

04 marzo 2008

Un anno fa la Redazione di Guidasicilia.it riceveva l'appello di Gabriella Villari, una quarantenne catanese, da 24 anni tetraplegica a causa di una rara malattia congenita.
In quell'occasione Gabriella lanciava il suo “J'accuse” nei confronti di uno Stato italiano insensibile nei confronti di tutte quelle persone costrette a vivere in maniera difficilissima e a lottare quotidianamente per affermare i propri diritti e quelli di tutte le persone non autosufficienti.
Gabriella in quell'appello chiedeva ai politici dei diversi schieramenti, che si sono alternati al governo degli enti locali, l'assistenza domiciliare 24h/24 prevista dalla Legge 328/2000, e lamentava che la risposta ricevuta era sempre stata la stessa: ''la Regione Sicilia non ha i soldi atti ad affrontare tali bisogni''. Ha rivolto, quindi, al presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Consiglio Romano Prodi, a quello del senato Franco Marini, della Camera Fausto Bertinotti, e a quello della Regione Salvatore Cuffaro, nonché ai ministri Barbara Pollastrini (Pari Opportunità) e Livia Turco (Sanità) il suo ''J'accuse allo Stato''. Una lettere forte e carica di una dignità eccezionale, tale da poter essere da esempio per tutti (leggi).
Oggi come allora Guidasicilia ritorna a dar voce a Gabriella Villari, e purtroppo non per scrivere di una richiesta d'aiuto accolta, ma della continua e colpevole indifferenza che la classe politica e gli amministratori hanno continuato a dimostrare...

LO STATO ITALIANO CONDANNA A MORTE I DISABILI GRAVI
Lo Stato Italiano che si dichiara contrario alla pena di morte, all'eutanasia e all'aborto, CONDANNA A MORTE i disabili gravi non prendendo provvedimenti seri e risolutivi per assicurare loro una vita dignitosa.
Il mio nome è Gabriella Villari, ho 44 anni e dall'età di 19 sono tetraplegica a causa di una rara malattia congenita.
Fino ad ora sono stata assistita da mio padre che, ormai anziano e malato (77 anni broncopatico), non può più far fronte alle mie esigenze vitali.
La mia condizione di salute peggiora progressivamente perché sono portatrice sana di talassemia e da un anno sono stomizzata. 
Ho bisogno di cure infermieristiche intense ed assistenza continua, in maggior misura nell'immediato perché l'emoglobina è scesa a valori molto bassi: 6.
Da anni chiedo ai responsabili dei diversi schieramenti politici, che si sono alternati alla dirigenza degli Enti locali, che mi sia data l'assistenza domiciliare 24/24 h, come prevede la L.162/1998 ma, la risposta è stata sempre la stessa: la Regione Sicilia non ha soldi.

Oltre alle sofferenze causate dalla mia patologia, VIVO NELLA PERENNE ANGOSCIA di restare sola all'improvviso senza che qualcuno possa provvedere alle mie necessità quotidiane che da sola non posso espletare.

Il 4 febbraio 2007 ho inviato al Capo dello Stato, ai Presidenti della Camera e Senato e al Ministro della Salute, delle Pari Opportunità, della Famiglia, delle Politiche Sociali, nonché al Governatore della Regione Sicilia Cuffaro, il mio J'ACCUSE ALLO STATO ITALIANO CHE RITENGO IL MIO ASSASSINO POICHE', PRIVANDOMI DELL'ASSISTENZA DOMICILIARE CONTINUATA, ACCELERA LA FINE DELLA MIA AVVENTURA TERRENA.
E' già passato un anno, la mia richiesta, inoltrata ai maggiori responsabili che gestiscono la res publica, è stata ignorata per ciò con la presente e tramite i media COMUNICO
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO, AL PRESIDENTE DEL PDL, SILVIO BERLUSCONI, AL PRESIDENTE DEL PD WALTER VELTRONI, AL MINISTRO DELLA SALUTE LIVIA TURCO, AL MINISTRO DELLE PARI OPPORTUNITA' BARBARA POLLASTRINI, AL MINISTRO DELLA FAMIGLIA ROSI BINDI, AL MINISTRO DELLE POLITICHE SOCIALI PAOLO FERRERO, AL VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA NICOLA LEANZA, ALL'ASSESSORE DELL'ARS ALLE POLITICHE SOCIALI E ALLA FAMIGLIA PAOLO COLIANNI, ALL'ASSESSORE DELL'ARS ALLA SANITA' ROBERTO LAGALLA
CHE COMINCIO
UNO SCIOPERO DELLA FAME AD OLTRANZA E RIFIUTO DI CURARMI L'ANEMIA CON LE TRASFUSIONI, FIN QUANDO I RAPPRESENTANTI DEI DIFFERENTI SCHIERAMENTI POLITICI CHE CONCORRONO AL GOVERNO DELL'ITALIA NON METTANO IN PRIORITA', NEI LORO PROGRAMMI, I PROBLEMI DEI DISABILI ASSICURANDO A QUESTI PARI OPPORTUNITA' ED UNA VITA DIGNITOSA SENZA ADOTTARE UNA POLITICA ASSISTENZIALISTICA.
ALTRESI' CONTINUERO' IL MIO SCIOPERO DELLA FAME AD OLTRANZA FIN QUANDO
NON MI SARA' DATA L'ASSISTENZA DOMICILIARE 24/24 h COME PREVEDE LA LEGGE 162/98.

Ritengo che la cosa più bella che mi sia accaduta è... VIVERE.
Tuttavia non è sempre necessario essere attaccati ad una macchina per desiderare di morire e liberarsi dalle sofferenze, non solo fisiche ma soprattutto morali, dovute al fatto di vedersi negata la possibilità di condurre, nonostante l'handicap, una vita dignitosa.

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04 marzo 2008
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