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Secondo uno studio il 30% degli italiani consulta il web come prima fonte di informazione sui malesseri

26 agosto 2011

Mal di testa? Diabete? Malattia rara? Il 30% degli italiani corre subito sul web per saperne di più. 'Regge' la figura del medico come prima fonte di informazioni sul proprio disturbo, interpellato da oltre la metà dei pazienti del Belpaese.
Lo ha rilevato un'indagine illustrata da Annarita Vestri, professore associato di Statistica medica alla Facoltà di Farmacia e Medicina della Sapienza Università di Roma, nel corso di un  convegno su 'La comunicazione verso i cittadini in sanità'. "Le categorie più propense all'utilizzo di internet per la ricerca di informazioni sulla salute - ha sintetizzato l'esperta - sono risultate le donne, i giovani e le persone con un livello socio-economico medio-alto. Il maggiore ricorso a internet avviene nella fascia d'età 41-50 anni, il più basso oltre i 65 anni. Oltre ai 'patiti del web', che optano subito per il mouse quando stanno poco bene, in generale il 62% dei cittadini italiani che hanno partecipato all'indagine usa il web soprattutto per la ricerca di informazioni di carattere generale in tema di salute. Il percorso è in gran parte dello segnalato dai motori di ricerca come Google o Yahoo. Le informazioni o i servizi a carattere sanitario cercate prevalentemente sul web sono quelle su malattie specifiche e cure, su ospedali e altre strutture mediche, sulle condizioni per un corretto stile di vita". "Per circa la metà dei rispondenti - conclude Vestri - sarebbe importante trovare sui siti internet istituzionali informazioni sui livelli di qualità delle prestazioni sanitarie, erogato dalle Asl e dalle aziende ospedaliere, e per il 78% degli intervistati questi dati dovrebbero essere contenuti sul sito del ministero della Salute".

E, non a caso, la comunicazione nel settore Healthcare si evolve sempre di più per cogliere le opportunità dei nuovi canali offerti dal web 2.0 e dai telefonini cellulari. E le aziende farmaceutiche sono in prima linea, decise a trasformare i propri progetti di informazione rivolti ai pazienti in qualcosa di sempre più moderno e fruibile anche dagli italiani più 'tecnologici'. E' l'esempio di due campagne di informazione che sono state illustrate nello stesso convegno che abbiamo citato. La prima è l'iniziativa 'Villaggio della salute' di Boehringer Ingelheim, "uno spazio virtuale lanciato nel 1998 - ha evidenziato Barbara Del Sala, della Comunicazione dell'azienda tedesca - simile a un villaggio dedicato a tutta la famiglia, con suggerimenti per il benessere e uno stile di vita sano". Diverse fra loro le domande a cui il sito risponde: da 'sai cosa fare se vieni punto da una vespa?' a 'cosa fare se il tuo gatto diventa aggressivo'. Ma il progetto ha poi preso una piega ancora più tecnologica: "E' stata creata un'applicazione gratuita per iPhone, che riproduce le stesse funzioni a portata di telefonino. E dopo la 'app' - ha sottolineato Sala - il 'Villaggio della Salute' avrà il suo profilo su Facebook".
'I Trust you - Mi fido di voi' è invece l'iniziativa che Roche ha messo a disposizione dei principali centro oncologici nazionali per far conoscere e valorizzare l'impegno dei clinici nei confronti delle donne affette da tumore al seno. "Si tratta di un progetto di informazione su questa malattia - ha spiegato Valeria Passoni, Business Communication Manager dell'azienda svizzera - articolato in tappe ospitate nei principali capoluoghi italiani in cui è presente un centro oncologico. Fiducia è la parola chiave: quella che attraverso la presentazione del modus operandi dei centri di oncologia si vuole promuovere tra specialisti e pazienti. Azione centrale del progetto è stato l'incontro con la stampa delle testate locali" che hanno poi veicolato attraverso i loro vari canali, con 350 uscite, il messaggio della campagna. [Adnkronos Salute]

 

 

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26 agosto 2011

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