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E' ''amicizia'' tra Russia, Ossezia e Abkhazia

Mentre la Russia pensa a ritornare super potenza formalizza i rapporti con le due repubbliche separatiste

18 settembre 2008

La Russia ha firmato ieri con le due repubbliche separatiste di Ossezia del Sud e Abkhazia accordi di cooperazione, amicizia e assistenza reciproca che formalizzano i rapporti diplomatici, militari ed economici tra le parti e, soprattutto, pongono le basi giuridiche per la permanenza delle truppe del Cremlino sul territorio dei due auto-proclamati stati caucasici.
La firma dei trattati è avvenuta a Mosca con la partecipazione del presidente russo, Dmitry Medvedev, e dei leader sud-ossetino e abkhazo, rispettivamente Eduard Kokoity e Serghei Bagapsh, che hanno sottolineato l'apertura di una "nuova era", ringraziando la Russia per "la raggiunta sicurezza".

Il presidente Medvedev ha definito la relativa cerimonia "storica", ma anche "la logica conseguenza" delle guerre condotte contro la Repubblica ex sovietica dai secessionisti all'inizio degli anni Novanta. Non si è però limitato a questo: si è infatti impegnato a garantire ai due territori georgiani ribelli "tutto il sostegno necessario, ivi compreso quello militare" e a "non permettere alcuna nuova avventura bellica" che il governo di Tbilisi, chiamato in causa ma senza essere esplicitamente citato, intendesse intraprendere.
"Nessuno - ha puntualizzato il capo del Cremlino - deve farsi illusioni su tale punto". Il presidente russo ha chiarito che, in virtù dei patti appena sottoscritti, le forze del suo Paese pattuglieranno le frontiere di Ossezia del Sud e Abkhazia "congiuntamente" con quelle separatistiche, per "la difesa dei confini statali" e "nell'interesse della reciproca sicurezza e della pace e della stabilità nella regione del Caucaso meridionale".

Mosca riconobbe come indipendenti le due entità il 26 agosto scorso, e il 9 settembre allacciò con esse normali relazioni diplomatiche; l'unico Stato terzo ad aver finora fatto altrettanto è il Nicaragua, retto dal governo del sandinista Daniel Ortega.

Intanto, il premier russoVladimir Putin ha annunciato una nuova corsa agli armamenti. La Russia moderna, infatti, rivitalizzata dalle risorse energetiche, punta a tornare superpotenza, e per questo incrementerà le spese militari per il 2009 del 27%.
Putin ha spiegato che "per la sicurezza e la difesa nazionale saranno stanziati quasi 2.400 miliardi di rubli". La somma totale è comunque pari a poco più di un quinto del bilancio complessivo del Pentagono per il 2008 stimato in 459,754 miliardi di dollari, senza contare gli stanziamenti per la guerra in Iraq e Afghanistan.
L'annuncio di Putin è arrivato all'indomani delle dichiarazioni del premier e del presidente russo, Dmitri Medvedev, contro gli Stati Uniti: "L'Occidente non è omogeneo, non è un monolite. Le decisioni unilaterali americane lo stanno distruggendo. Nessuno ne può più di questo modo di agire".

[Informazioni tratte da Repubblica.it, Corriere.it]

 

 

 

 

 

 

 

 

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18 settembre 2008
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