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E' ancora braccio di ferro tra Mosca e la Nato

L'Ue fa un passo indetro ma è ancora alta la tensione tra Mosca e i Paesi della Nato

30 agosto 2008

Nessuna misura restrittiva nei confronti della Russia. I capi di Stato e di governo dell'Unione europea hanno fatto un passo indietro e hanno deciso che non imporranno sanzioni contro Mosca per aver elargito l'indipendenza alle regioni di Abkhazia e Ossezia del Sud contro il volere della Georgia. L'altro ieri, il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, aveva invece evocato la possibilità di misure restrittive nei confronti di Mosca.
L'Ue intende però mettere "sotto sorveglianza" l'insieme delle relazioni con la Russia. Lo hanno riferito fonti della Presidenza di turno francese dell'Ue a pochi giorni dall'apertura del vertice straordinario sulla Georgia, in programma lunedì a Bruxelles.
"Sta alla Russia dimostrare che vuole intesa e cooperazione, due elementi senza i quali non potremmo aprire il nuovo partenariato strategico", hanno affermato le fonti riferendosi al nuovo importante progetto di cooperazione Ue-Russia le cui trattative sono state lanciate lo scorso luglio. "Certo - hanno aggiunto - l'Ue non intende rompere i canali di dialogo ma è chiaro che allo stesso tempo l'insieme delle relazioni Ue-Russia deve essere posto sotto sorveglianza".

Insomma, nel corso del vertice di lunedì, i Ventisette chiederanno ancora una volta l'"applicazione integrale" dell'accordo di tregua negoziata in sei punti firmato da Georgia e Russia con la mediazione del presidente francese Nicolas Sarkozy. "Fino a quando non sarà così, le relazioni Ue-Russia resteranno sotto esame", hanno avvertito le fonti insistendo tuttavia anche sul fatto che l'Ue è "sempre in una fase di dialogo con Mosca, non nella fase delle sanzioni il momento delle sanzioni non è arrivato". Fonti della Presidenza riferiscono inoltre che che l'Ue punta a un rafforzamento delle relazioni con la Georgia, anche attraverso un accordo di libero scambio e la liberalizzazione dei visti. Il vertice di Bruxelles è stato convocato dal presidente Sarkozy, che guida la presidenza di turno dell'Ue.

Resta però il braccio di ferro tra la Nato e Mosca. Alla richiesta di ritirare la proclamazione unilaterale d'indipendenza di Abkhazia e Ossezia meridionale, la Russia ha nuovamente risposto in maniera secca: "La Nato non ha alcun diritto morale per intervenire come giudice in affari internazionali". La Russia, insomma, giudica la posizione della Nato una "decisone dalle conseguenze irreversibili per il clima politico-militare e la stabilità del continente. La Nato ha ripetutamente ignorato gli Stati Uniti e le leggi internazionali e non ha alcun diritto morale per agire da giudice negli affari internazionali", ha ammonito il ministero degli Esteri russo, Sergei Lavrov.
Intanto i mezzi di informazione russi hanno diffuso la notizia secondo la quale Mosca intende stabilire varie basi militari permanenti nelle regioni secessioniste georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud. Il prossimo 2 settembre nella capitale dell'Ossezia meridionale - ha reso noto Tarsan Kokoity, un deputato di Tskhinvali citato dall'Interfax - verrà firmato un accordo di cooperazione militare con la Russia. Mosca intende installare nelle due regioni in totale tre basi militari, riattivando gli impianti che risalgono ai tempi dell'Urss, afferma l'agenzia di Mosca citando circoli-diplomatico-militari russi.

Tutte circostanze che alimentano la "guerra di nervi" tra Mosca e Tbilisi. Dalla capitale della Georgia è infatti arrivata la notizia che Tbilisi ha deciso di tagliare tutte le relazioni diplomatiche con la Russia. Il vice ministro degli Esteri georgiano, Grigol Vashadze, ha riferito di aver ricevuto istruzioni in tal senso da parte del governo e "la decisione definitiva in merito è stata presa". Dopo aver ritirato l'ambasciatore, lasciando presso l'ambasciata a Mosca soltanto due funzionari, Tbilisi ha fatto sapere che "nei prossimi giorni sarà richiamato tutto il personale diplomatico in Russia".
''Si tratta di una decisione di cui ci rammarichiamo, in quanto consideriamo fondamentale, tenuto conto delle circostanze attuali, mantenere aperti i contatti diplomatici", ha commentato un portavoce del ministero degli Esteri russo, Andrei Nesterenko, durante un incontro con la stampa a Mosca.
Altra benzina sul fuoco la getta la notizia pubblicata dal quotidiano statunitense The New York Times, secondo cui George W. Bush starebbe per annullare l'accordo raggiunto con Putin sul nucleare civile. L'accordo tra Mosca e Washington era destinato a garantire alla Russia l'accesso alla costruzione di centrali nucleari, oltre ad un allineamento sulle norme internazionali per gli impianti di stoccaggio del combustibile esaurito.

MESSINA SI CANDIDA A LUOGO D'INCONTRO TRA LE DIPLOMAZIE PER SUPERARE LA CRISI DEL CAUCASO
La città di Messina si offre come luogo d'incontro delle diplomazie per superare pacificamente la crisi del Caucaso.
Per assicurare la sicurezza nelle aree di confine dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia, ma soprattutto per scongiurare l'acuirsi della tensione internazionale, il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, ha avanzato la proposta, ricordando che la città dello Stretto, cento anni fa, nel 1908, in occasione dei soccorsi alla popolazione terremotata, fu teatro di pacifica cooperazione internazionale, come dimostrarono le unità della squadra navale russa, gli incrociatori Makaroff e Bogatyr e le corazzata Slava e Tzésarévitch, che furono le prime a portare aiuto, ma anche i governi degli Stati Uniti e delle nazioni europee che si prodigarono negli interventi umanitari.

Da Messina, nel '55, partì la spinta decisiva al progresso d'integrazione europea. Riferendosi all'Europa, il sindaco Buzzanca ha, infatti, sottolineato che proprio dalla città dello Stretto, al centro del Mediterraneo, nel giugno del 1955, il processo d'integrazione europea ricevette una spinta decisiva e in parte inattesa, con la riunione dei sei ministri dei Paesi aderenti alla Ceca (Comunità europea del carbone e dell'acciaio). Fu uno spirito poi riconfermato nel 1995, per il 40° anniversario della conferenza di Messina, che stimolò il processo di revisione del trattato di Maastricht, e ancora per il 50° anniversario quando, alla manifestazione celebrativa, sempre a Messina, intervennero a palazzo Zanca, sede del Comune, il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, e il vicepresidente della Commissione Europea, Franco Frattini, con l'allora ministro per le Politiche comunitarie, Giorgio La Malfa, il ministro della Difesa, Antonio Martino, e quello degli Esteri, Gianfranco Fini.
Il sindaco Buzzanca ha anticipato che l'invito, nello spirito di quanto sottolineato dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per un contributo costruttivo dell'Italia a sostegno delle posizioni espresse dall'Unione Europea, sarà formulato al ministro degli esteri Franco Frattini e all'ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Meshkov, che lo scorso luglio è stato ricevuto al Comune.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Aki/Ign, Repubblica.it, Agenzia Internazionale Stampa Estero]

- Se Russia e Usa ritornano nemici... (Guidasicilia.it, 29/08/08)

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30 agosto 2008
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