E figli so piezz e core

Le parole, i commenti e l'indignazione dei figli dell'ex senatore della Repubblica, Silvio Berlusconi

28 novembre 2013

Silvio Berlusconi non è più senatore. Quanto è successo ieri - giornata storica, non c’è dubbio - dentro e fuori l’Aula del Senato ne sono pieni i giornali, i siti di informazione, le televisioni. Inutile ripetere tutto. Noi, però, vogliamo soffermarci e mettere in rilievo le reazioni dei familiari di Berlusconi, i suoi figli e la sua fidanzata che ieri si sono sfogati con interviste, affermazioni e commenti davvero, per certi versi, strabilianti.
Personalmente, l’impressione che ho avuto dalla pletora di difensori dell’ex senatore pregiudicato e in attesa di giudizio, è stata un po' quella che ho avuto quando mi è capitato di assistere, in televisione, ad un arresto in qualche rione ultrapopolare di Napoli o Palermo, di quelli quando familiari, amici e sodali di chi sta per essere arrestato assaltano verbalmente (e fisicamente) le forze dell’ordine che, tra grandi difficoltà, tentano di portare a termine il loro compito, ossia quello di consegnare alla giustizia chi si è macchiato di un reato.
Ecco, mi è sembrato di cogliere quell’agitazione sconnessa ed esaltata nella folla davanti Palazzo Grazioli e in certi concitati momenti nell’Aula del Senato. Mi aspettavo di sentire improvvisamente, la voce straziata di una madre che grida forsennata "Fiiiiigghiu, Figghiu miiiiiiiiu".

Attenzione, i figli di Silvio Berlusconi non sono arrivati a tanto, ma le loro parole, che di seguito riporteremo, un che di esagerato lo hanno. Un po' come aver paragonato la decadenza del padre ad un colpo di Stato o come quel manifesto che si è visto in strada con Berlusconi prigioniero politico dei magistrati-Brigate rosse.

Il primo commento che riportiamo è quello della primogenita di Berlusconi, Marina. "Mio padre decade da senatore, ma non sarà certo il voto di oggi a intaccare la sua leadership e il suo impegno". "Questo Paese e questa democrazia devono vergognarsi per quello che mio padre sta subendo", ha detto la figlia del Cavaliere. "L'Italia non merita di vedere l'uomo che milioni di italiani hanno scelto con il voto venire allontanato da uno dei luoghi più solenni della Repubblica, in base ad una assurda condanna senza prove e calpestando principi costituzionali, normative, prassi minime di civiltà", ha aggiunto dicendo pure che "la vera decadenza è quella imboccata dalle nostre istituzioni: sono loro, e non mio padre, ad uscire profondamente umiliate dallo scempio cui oggi ci è toccato assistere".

Pier Silvio ha commentato invece la decadenza di suo padre dicendo: "Il voto di oggi al Senato mi colpisce come figlio e come cittadino. Come figlio, l'amarezza è profonda perché so quello che mio padre è davvero. E soprattutto - ha sottolineato - quanto ha fatto. Per tutta l'impresa italiana e per il nostro Paese". "Come cittadino - ha spiegato ancora Pier Silvio Berlusconi - provo un forte senso di ingiustizia. Un voto così, che ignora ogni ragionevole dubbio su una vicenda giudiziaria che fa acqua da tutte le parti, non mi sembra in linea con i principi democratici che dovrebbero tutelare gli eletti dal popolo da aggressioni esterne, per di più strumentalizzate da interessi politici". "Mi auguro per il futuro dell'Italia - ha concluso - che abusi del genere non vengano mai più messi in pratica contro nessun parlamentare di qualsiasi parte politica".

Della decandenza del padre da senatore ha parlato anche Barbara Berlusconi: "Con la violenta estromissione di mio padre dal parlamento, avvenuta attraverso norme incostituzionali e palesi violazioni regolamentari, gli avversari politici si illudono di avere la strada spianata verso il potere. E' una operazione politica che si ritorcerà contro chi l'ha messa in atto, nel momento in cui gli italiani torneranno a pronunciarsi con il loro libero voto".

Insomma, secondo i figli di Berlusconi, quanto è accaduto al padre è stata un ignominia per tutta la Repubblica italiana, qualcosa di profondamente ingiusto e, sembra proprio di capire, illegale. Ed è qui che tutta la situazione ci sembra francamente strabiliante.

Viene invece difficile non sorridere delle parole di Francesca Pascale, la fidanzatina di Berlusconi che noi ricorderemo sempre come volto di punta di Telecafone. La Pascale ha fatto addirittura un appello a Papa Francesco, "Un appello - dice - affinché mi riceva e ascolti la storia di Berlusconi".
Intervistata da Tommaso Labate a Palazzo Grazioli, prima del voto sulla decadenza, Francesca Pascala ha detto anche: "La grazia? Avevo pensato di scriverla io, la lettera. Anche i figli erano d’accordo. Avevo pensato di andare al Quirinale da Napolitano. Poi ho capito che avrei trovato le porte chiuse". "Fatico a parlare. - si legge ancora nell'intervista - Le parole sono ghiacciate. Vorrei portarmelo via, allontanare il mio uomo da chi lo odia, per preservarlo dai colpi e dall’umiliazione ingiusta. Mi rendo conto però che così non sarebbe lui, non si riconoscerebbe guardandosi il mattino allo specchio e non lo riconoscerei neppure io".
Insomma, un delirio. Sproloqui che sono frutto di questi vent'anni passati e che, a quanto pare, sembrano essere definitivamente finiti ieri. Speriamo. 

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28 novembre 2013

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