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E' finito l'assedio dei Tir

E' cessato lo sciopero degli autotrasportatori siciliani. Ma resta la rabbia della categoria

15 ottobre 2005

Lunghe code e lunghe attese agli imbarcaderi di Villa San Giovanni, ma lo sciopero degli autotrasportatori siciliani è finito.
Tutti i camionisti che per giorni sono rimasti fermi in Calabria, si sono messi in movimento non appena hanno appreso della conclusione della protesta, provocando inevitabili ingorghi agli imbarchi. Anche automobili e pullman, che sino ad oggi avevano traghettato regolarmente, sono rimasti coinvolti nelle code.
Uno sciopero durato cinque giorni che ha visto centinaia di mezzi pesanti bloccare le strade della Sicilia e il passaggio dello Stretto di Messina, facendo crescere l'insofferenza di chi non ha partecipato alle proteste ma ne ha subito comunque i conseguenti rallentamenti. La protesta siciliana è riuscita ad estendere i suoi effetti oltre i limiti regionali, con anche a Napoli, dove le banchine del porto in questi giorni si sono sovraccaricate di mezzi in attesa di partire. La ha seriamente rischiato l'isolamento.

Dopo quasi una settimana però gli autotrasportatori dell'Aias, l'associazione che raccoglie gran parte dei camionisti dell'Isola, hanno deciso il ritorno alla normalità. Nel pomeriggio di ieri, dopo un ennesimo confronto, l'Aias ha deciso di rimuovere il blocco per ottenere il gasolio da autotrasporto meno caro. La fine dello sciopero ha soddisfatto il sottosegretario ai Trasporti Paolo Uggè che la notte scorsa aveva tentato, invano, un'ultima mediazione. ''La smobilitazione dimostra senso di responsabilità'' ha commentato il sottosegretario, dopo che nella mattinata di ieri aveva ipotizzato un possibile intervento delle prefetture e del ministero dell'Interno, visto che il prolungarsi del blocco profilavano situazioni di forte disagio, con l'aggravarsi di danni già ingentissimi per l'occupazione e l'industria ortofrutticola, ''a quel punto si tratta di un problema di ordine pubblico'' aveva detto Uggè.

La conferma della decisione di rimuovere il blocco in Sicilia è arrivata da Giuseppe Richichi, presidente dell'Aias, che aveva promosso la mobilitazione proseguendo la protesta dopo la firma, tre giorni fa, del protocollo di legalità tra Regione siciliana e Prefetture, condiviso dalle altre organizzazioni di categoria. La decisione di sospendere lo sciopero è stata assunta durante la riunione in Prefettura a Catania. L'Aias ha invitato gli autotrasportatori, fermi con i propri mezzi pesanti negli snodi principali di porti, strade e autostrade, a defluire per evitare una congestione del traffico, in vista della mezzanotte quando è ufficialmente scattata la sospensione della mobilitazione.
Le parole di Richichi sono risuonate come una vittoria: ''Il governo si è impegnato a portare all'Ecofin (il consiglio che ragguppa i ministri economici e finanziari dei Paesi dell'Ue) la proposta di ridurre il costo del gasolio professionale e di sostenere l'abbattimento delle tariffe sui traghetti e sulle autostrade''. ''La situazione è sfuggita di mano, qualcuno ha promesso cose impossibili, come una forte riduzione del prezzo del gasolio, non permessa dalle norme Ue'' affermavano i vertici delle associazioni nazionali degli autotrasportatori a proposito degli irriducibili siciliani. E lo stesso sottosegretario Uggè aveva parlato chiaro: ''La bacchetta magica non ce l' ha nessuno, le cose impossibili non possono essere risolte. Auspico ragionevolezza, se così non sarà temo che la situazione diventi molto molto pesante''.

Un ritorno alla normalità solo sulle strade del Sud, perché, comunque, nel comparto del trasporto merci su gomma il subbuglio non è cessato. Ieri la Fita Cna, l'associazione nazionale artigiani e piccole e medie imprese del trasporto merci, ha infatti annunciato un fermo nazionale di 5 giorni dei tir, dal 21 al 25 novembre prossimi.
''A causa della profonda crisi in cui si trova tutto il settore - ha spiegato il presidente di Fita, Franco Coppelli - sempre più oppresso dall'esplosione dei costi di produzione dei servizi. Il Governo - ha aggiunto Coppelli - non può continuare ad ignorare i problemi reali e ad agire nell'interesse di lobbies, quando è giunto invece il momento di prendere coscienza del ruolo dell'autotrasporto ma anche dei rischi di scontro sociale che una politica come questa, basata sulla assoluta mancanza di scelte, può innescare''.
''Da tempo - ha aggiunto Maurizio Longo, responsabile nazionale dell'organizzazione di categoria della Cna - tentiamo di richiamare l'attenzione sui problemi di sopravvivenza delle oltre 140mila aziende del settore e sulla funzione strategica che esse svolgono al servizio del Sistema paese, ma invano. Per altro, dall'agitazione che si perpetua in alcune aree del Paese giungono segnali che vanno interpretati solo come la punta dell'iceberg di un disagio ormai cronico''.

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15 ottobre 2005
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