E' finito l'Ortigia Festival, consenso ed entusiasmo di pubblico e critica

19 luglio 2002
Non c'è che dire.
Il vento della cultura (siciliana) soffia a est.

Quest'anno i due appuntamenti più significativi della stagione si sono consumati sulla costa ionica dell'Isola, tra Taormina e Siracusa, tra il Film Festival e le tragedie al Teatro Greco e, soprattutto, l'Ortigia Festival, conclusosi qualche giorno fa.

A Ortigia Roberto Andò, transfugo direttore del defunto Festival del Novecento di Palermo, ha messo su, anche in poco tempo, un calendario di eventi davvero importante e con una piacevole ventata di nuovo.

Ha chiamato artisti del calibro di Bob Wilson, Philip Glass, Peter Stein e Isabelle Huppert in luoghi magici come l'Orecchio di Dionisio e il teatro greco.

E la gente ha risposto positivamente.
Non sono mancati l'entusiasmo del pubblico e il consenso della critica nazionale.

Come fu per il Festival del Novecento - in pochi anni divenuto un appuntamento topico per gli appassionati di teatro - così il Festival di Ortigia già dalla prima edizione sembra destinato a sempre più importanti successi.

E poi c'è la congenialità del luogo, il prezioso gioiello di Ortigia, predestinata a diventare polo di incontro e di scambio culturale, città-festival.

Ci auguriamo che il fecondo (e inedito) dinamismo che per l'Ortigia Festival ha messo insieme pubblico e privato e che ha visto sbracciarsi tutti assieme allegramente, politici, imprenditori e intellettuali, rimanga intatto anche per gli anni a venire.

Allora, ne vedremo davvero delle belle.

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19 luglio 2002

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