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E fu così che Andrea Camilleri per riposarsi diede il commissario Montalbano in pasto a due donne

Il nuovo ''montalbaniano'' libro di Camilleri si intitolerà ''Luna di carta''

09 giugno 2005

Nel prossimo libro di Andrea Camilleri, che si intitolerà ''Luna di carta'', il celeberrimo commissario Montalbano, dovrà fare i conti con ben due personaggi del gentil sesso che lo impegneranno, e conoscendo il burbero commissario c'è da aspettarselo, parecchio.
A svelare questa piccola traccia del suo prossimo libro è stato lo steso scrittore siciliano in un'intervista rilasciata qualche giorno fa al quotidiano ''Il Mattino''.

Dice Camilleri: ''Montalbano è alle prese con due donne. Due donne diverse e intriganti: lo impegneranno per un bel po'. Sono due personaggi che si trovano dentro a un'indagine che il commissario conduce''.
Lo scrittore ha parlato della sua ultima 'fatica montalbaniana', utilizzando un'affettuosa metafora, il desiderio di allontanarsi momentaneamente dai suoi racconti per godersi il meritato riposo.
''Ora intendo riposarmi - ha detto il celebre scrittore empedoclino - . I racconti sono come la carne per il lupo Montalbano, ogni tanto scrivo un racconto per tenerlo buono e permettermi di continuare a scrivere e fare altro''.

Nell'intervista Andrea Camilleri ha inoltre espresso il suo entusiasmo per il ''Circolo Mediterraneo di Conversazione'', il foro permanente di confronto interculturale, tra scrittori, poeti, intellettuali e artisti della nuova Europa allargata e dei suoi vicini della area del Mediterraneo, curato da Isabella Camera D'Afflitto e dal Ministero degli Affari Esteri, insieme agli enti locali siciliani: ''È un'iniziativa entusiasmante, che animerà a fine mese l'area maggiormente barocca della Sicilia e che più di tutte resistette alle invasioni saracene. Le Conversazioni si sono date un nome bellissimo, quel 'Sabir' che letteralmente significa lingua mista costituita da vocaboli francesi, italiani e arabi, parlata fino al XIX secolo nei porti mediterranei''.
E il pensiero di Camilleri va proprio a quel Mare Nostrum che abbraccia l'Europa e che lo scrittore vorrebbe diventasse un simbolo di unità e coesione tra i popoli dell'Unione Europea.
''Vorrei che il Mediterraneo diventasse un lago. Inizialmente era il luogo di unione, oggi è il contrario. Per questo motivo, qualunque tentativo di togliere paletti o fili spinati che impediscono quella unione, sono assolutamente importanti''.
E infine rilancia la cultura del dialogo e del confronto culturale, valori che proprio il Circolo Mediterraneo di Conversazione vuole diffondere: ''Queste 'Conversazioni' sono semplicemente un'occasione di incontro. La nostra vera ricchezza è lo scambio culturale: almeno, la cultura non soffre dei patemi dell'economia. È politica super partes per conoscere il vero volto di una civiltà, e non i suoi lati estremistici''.

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09 giugno 2005
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