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E fu fiducia sulla manovra

Il governo punta nuovamente sulla fiducia. Tra le novità il rialzo dell'Iva al 21% e l'aumento dell'età pensionabile per le donne dal 2014

06 settembre 2011

Sulla manovra il governo punta a chiedere la fiducia. Il Consiglio dei ministri è stato convocato oggi a palazzo Chigi, alle 18, per autorizzare il voto di fiducia sulla manovra economica. Dunque, nonostante le recenti smentite il governo punta nuovamente sulla fiducia.
La decisione dell'esecutivo è arrivata dopo un vertice di maggioranza che si è svolto nella residenza del premier Silvio Berlusconi a cui hanno partecipato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il sottosegretario Gianni Letta, il ministro della Semplificazione normativa Roberto Calderoli, il capogruppo alla Camera dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto e quello dei senatori Maurizio Gasparri, oltre al capogruppo della Lega al Senato, Federico Bricolo.
"Il Governo intende porre la fiducia sul testo commissione della manovra, con le seguenti aggiunte: aumento di un punto iva, dal 20 al 21%, con destinazione del maggior gettito a miglioramento dei saldi del bilancio pubblico; fino al pareggio di bilancio, contributo del 3% sopra i 500.000 euro; adeguamento delle pensioni delle donne nel settore privato a partire dal 2014" comunica una nota di Palazzo Chigi.
Giovedì inoltre il Consiglio dei Ministri approverà l'introduzione in Costituzione della "regola d'oro" sul pareggio di bilancio e l'attribuzione alle Regioni delle competenze delle Province.

Per quanto riguarda l'iter della manovra, il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha annunciato che il Senato darà il suo via libera domani, con il voto di fiducia. La conferenza della capigruppo, afferma Gasparri, "ha preso atto dell'intenzione del governo di porre la questione di fiducia" come deciso nel corso del Cdm appositamente convocato. "I tempi dell'esame della manovra - aggiunge il senatore - saranno quelli già ipotizzati: mi auguro si possa concludere entro la giornata di domani".

Sempre forte lo scontro sull'articolo 8. Duro Pier Luigi Bersani che stamani ha partecipato al corteo della Cgil a Roma. "E' inutile far presto se non si fa bene", ha ammonito il segretario del Pd, "rischiamo di fare una manovra alla settimana. Questa manovra va rafforzata, va rafforzata la coesione del paese e noi abbiamo le nostre idee". Per questo, ha aggiunto, in Senato "siamo pronti a rendere essenziali gli emendamenti". Di certo bisogna "togliere l'articolo 8" che rivede lo statuto dei lavoratori, ha chiesto. Ma il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, gli ha risposto a stretto giro: "Non se ne parla proprio". [Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Repubblica.it]

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06 settembre 2011
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