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E L'Europa disse di sì al Ponte

Dopo una prima bocciatura l'Europarlamento cambia idea e mette il Ponte sullo Stretto nella lista ''Ten''

23 aprile 2004

L'avvio per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina ha ricevuto anche la benedizione dal parlamento europeo.
Il via libera al progetto delle Grandi Opere di trasporto transeuropee (Ten), che comprende anche il Ponte sullo Stretto di Messina, boccia di fatto tutti gli emendamenti presentati, compreso quello di Verdi, socialisti e sinistra, relativo all'esclusione dall'elenco del Ponte sullo Stretto.
Tale opera era stata precentemente 'bocciata' dall'Europarlamento, ma in seguito ad una procedura di conciliazione con il Consiglio europeo, Strasburgo ha accettato di reinserirla.
Una bocciatura pesante quella inflitta alla mozione dei Verdi, con 309 voti contrari, 181 a favore e 19 astenuti.
Per far passare il progetto si era impegnato in prima persona anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con una lettera inviata il 16 aprile agli 86 europarlamentari italiani per invitarli a sostenere la delibera la cui approvazione, aveva scritto, «rappresenta per l'Europa una vera rivoluzione copernicana».

Tra le trenta grandi opere che l'Ue considera prioritarie quelle che riguardano l'Italia sono il nuovo tunnel del Brennero e il ponte sullo stretto di Messina, da realizzare entro il 2015, il tunnel del Moncenisio, da realizzare entro il 2017, la dorsale Adriatico-Tirrenica, inclusa nelle autostrade del mare, che sarà realizzata entro il 2010, e l'asse ferroviario Lione/Genova-Basilea- Rotterdam-Anversa, che include la tratta Genova-Milano- confine svizzero, da realizzare entro il 2018.

Esulta il governo e il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, che non si era scomposto alla precedente cancellazione del Ponte dalla lista Ten, parla di successo e di "azione storica", al pari della moneta unica."Non solo siamo soddisfatti - dice Lunardi -, un simile successo corona un lavoro capillare e sistematico che ha cambiato l'approccio programmatico e realizzativo. Insieme alla moneta unica, questa è un'azione storica che rafforza l'interesse comune dell'Unione europea. In 30 mesi abbiamo cambiato le vecchie regole che vincolavano la crescita del Paese".
Da siciliano e da italiano, plaude il ministro Enrico La Loggia: "E' stata sventata una brutta operazione anti-italiana e antimeridionalista orchestrata dalle sinistre nostrane solo in base a pregiudiziali politiche che nulla hanno a che vedere con gli interessi veri del Paese". Gli fa eco il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri indicando l'opera come strumento di rilancio per il Mezzogiorno.
Per Giuseppe Zamberletti, presidente della Stretto S.p.a, "è una chiara conferma politica sull'interesse nei confronti del Corridoio Berlino-Palermo e del ponte come anello fondamentale di congiunzione tra la Sicilia ed il Continente. Tale Corridoio consente di spostare l'asse Nord-Sud verso la Sicilia, mettendo in comunicazione diretta il Mediterraneo con il cuore dell Europa".
Esulta Giuseppe Chiaravallotti, presidente della Giunta regionale della Calabria: "Il Ponte sullo Stretto si è così confermato tra le priorità europee, superando anche lo scoglio e i pregiudizi infondati di chi, nello schieramento della sinistra, aveva tentato di rallentarne la realizzazione di questa straordinaria opera, solo fino a pochi anni fa giudicata un sogno impossibile". Opera "utile e strategica" anche per Maurizio Lupi, responsabile lavori pubblici di Forza Italia, che aggiunge: "A questo punto cade il castello di carta della sinistra che dovrà rassegnarsi all'evidenza dei fatti".

Il ripensamento del parlamento europeo, non ha comunque annichilito la volontà contraria dell'altrettanto ben nutrito "partito del No". Il Ponte "rimane per il momento nella lista delle opere prioritarie ma l'Europa mantiene tutti i suoi dubbi", sostiene Monica Frassoni, capogruppo dei Verdi al Parlamento di Strasburgo. Il testo è stato comunque "fortemente migliorato - assicura Frassoni - garantendo una valutazione ambientale strategica e il rispetto delle direttive comunitarie in materia ambientale e di mercato interno. Se i criteri saranno applicati in modo rigoroso il progetto del Ponte non potrà essere finanziato e realizzato alle condizioni previste dal governo Berlusconi".
Nessun tentennamento nemmeno da parte di Gabriella Pistone (Pdci) che bolla il ponte come opera "sciagurata". "Lasciamo stare idee cementizie sullo Stretto più bello al mondo. Il ponte è un cavallo di battaglia elettorale del centro destra che invece di idealizzare costruzioni faraoniche, potrebbe destinare i soldi necessari alla cultura e al mondo del lavoro".
Meno stridente l'affermazione della Margherita: "A questo punto speriamo che il governo mantenga la parola data sull'avvio e soprattutto sulla conclusione dei lavori del Ponte sullo Stretto di Messina" dice Donato Veraldi, Capogruppo della commissione Lavori Pubblici che accoglie "con favore la notizia da Strasburgo".
Posizione subito stigmatizzata dai Verdi che accusano gli europarlamentari della Margherita e del gruppo Liberale di "essersi piegati al ricatto dei governi e alla logica del prendere o lasciare" dice il presidente Alfonso Pecoraro Scanio definendo quella di oggi "una vittoria di Pirro" per il governo. "Questo ponte - dice Pecoraro - continua ad essere una truffa. Un progetto sbagliato, inutile, dannoso per l'ambiente e del quale non si conosce ancora nemmeno il costo reale. Il piano finanziario fa acqua da tutte le parti. Da oggi poi sarà costantemente nel mirino dei controlli della Commissione europea".

(Tutti i numeri del mastodonte tra Scilla e Cariddi)

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23 aprile 2004
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