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E la Spagna accusò l'Italia di xenofobia

''Il governo spagnolo non può condividere ciò che sta succedendo in Italia''

17 maggio 2008

E' probabile che l'elemento scatenante sia stata la maxioperazione, coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia, che si è sviluppata in 9 regioni e 15 province nell'arco di una settimana, e che ha portato all'arresto di 383 persone, di cui 268 stranieri (leggi).
Dopo tutti i preannunci fatti dal nuovo ministro dell'Interno, Roberto Maroni - dal fermare gli immigrati in mare all'introduzione del reato di clandestinità, dall'utilizzare il pugno duro contro i rom alla messa in discussione del Trattrato di Schengen (secondo il ministro solo l'intenzione di rispettare quanto detto in campagna elettorale sul fronte della sicurezza, uno dei fattori che influito decisivamente per la vittoria del Pdl) (leggi), il maxi blitz dei giorni scorsi, in corrispondenza a quanto successo a Ponticelli, il quartiere di Napoli dove con vere e proprie spedizioni punitive gruppi di balordi hanno incediato un intero campo rom (leggi), è potuto sembrare, per chi ci guarda dall'estero, l'inizio - o ancora peggio, il ritorno - di un epoca di intolleranza e pulizie etniche.

Devono avere avuto questa impressione gli spagnoli, loro che conoscono bene ciò che significa vivere governati da un desposta intollerante e fascista, e che conoscono benissimo la realtà degli sbarchi e dell'immigrazione clandestina. Forse per questo Maria Teresa Fernandez de la Vega, vice del premier Zapatero, ha commentato criticamente e con accneti duri gli arresti di massa del nostro Paese. "Il governo spagnolo respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta succedendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell'immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri. Esistono meccanismi legali per arginare l'immigrazione clandestina. Sono questi i meccanismi da utilizzare, e non altri". Queste le frasi pronunciate dalla vipremier Fernandez de la Vega al termine della riunione settimanale del consiglio dei ministri iberico e riprese da El Mundo (l'articolo di El Mundo).

Le parole di de la Vega non sono piaciute al sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi ("Sarebbe meglio che le le anime belle in Spagna si documentassero maggiormente sui fatti", ha detto la Craxi specificando che "i provvedimenti del Governo italiano sono proprio diretti a sedare l'esplosione di sentimenti xenofobi alimentati dalla politica irresponsabile del precedente Governo") ma in merito alle quali la Farnesina ha voluto smorzare i toni, assicurando che da parte della Spagna "non c'è nessun elemento critico" verso il pacchetto di misure che il governo Berlusconi si appresta a varare sull'immigrazione. La precisazione è arrivata dopo qualche ora direttamente dal ministro degli Esteri Franco Frattini, che da Lima, dove si trova per il vertice Ue-America Latina, ha detto: "Da parte della Spagna non c'era nessuna intenzione di accusare e rimproverare il governo italiano".  Sullo stessa linea il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero che ha cercato di chiudere ogni polemica, dichiarando: "Non c'è stato nessun incidente, nessun problema". Riferendosi alle dichiarazioni della vice premier, Zapatero ha quindi affermato che "la vicenda è stata chiarita" a Lima in un colloquio tra il ministro Frattini e un segretario di Stato spagnolo. Fonti della delegazione spagnola al vertice di Lima hanno dal canto loro detto alla stampa che i governi di Spagna e Italia "hanno concordato che si è trattato di un malinteso".
"La precisazione spagnola" è stata "molto puntuale e molto chiara" ha detto lo stesso Frattini ricordando che il governo spagnolo di Josè Luis Zapatero ha "rispettato e applicato" le norme Ue sull'immigrazione ed è stato "estremamente più severo e più rigoroso" del governo di Romano Prodi.

Prima che la polemica fosse quietata da Frattini e da Zapatero, dal Parlamento nazionale si sono suto alzate diverse reazioni sulla vicenda. Sul contrasto all'immigrazione clandestina, il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto ha detto che "la Spagna non può dare lezioni". "Dalla Spagna giunge un'inaccettabile ingerenza sull'immigrazione. Ma anche le sparate di Bossi e La Russa non aiutano" ha aggiunto Massimo Donadi, capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera.
"Le misure sull'immigrazione clandestina ci stanno rendendo la vergogna d'Europa - è stato invece il duro commento di Manuela Palermi, esponente del Pdci, all'attacco spagnolo della vice di Zapatero - . Il governo spagnolo prende le distanze e ci accusa di violenza, razzismo e xenofobia. Ed ha ragione".
Anche il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha voluto dire la propria sulle critiche arrivate dalla Spagna: "La xenofobia non fa parte del cuore, del sentimento, dell'ethos del nostro popolo", ha detto il presidente della Cei.

Ma, nonstante tutto, le proposte del nuovo governo italiano in materia di sicurezza e lotta ai clandestini fanno discutere. "Preoccupazione per i violenti attacchi" al campo nomadi napoletano sono state espresse dall'Osce. L'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa con sede a Vienna ha anche sollecitato le autorità italiane ad "assicurare la protezione della popolazione rom".
Intanto un alt al governo italiano è arrivato dalla Commissione europea: da Bruxelles fanno sapere di non prevedere al momento alcuna modifica sull'accordo di Schengen che ha abolito le frontiere interne in Europa. La precisazione è del portavoce della Commissione Pietro Petrucci a proposito delle dichiarazioni rilasciate da Franco Frattini. Il ministro degli Esteri ha accennato infatti a uno "Schengen 2" da approvare entro il 2009. Anche su questo punto è arrivata però la puntualizzazione della Farnesina: "Quando si parla di rivedere Schengen non si tratta di porre sul tavolo la revisione del trattato: si tratta di fare un 'tagliando' al trattato, verificare cioè l'efficacia delle misure di attuazione che sono state adottate dai paesi membri" sottolineano fonti diplomatiche italiane in merito alle reazioni di Bruxelles sulle proposte avanzate dal ministro Frattini.

E sulla lotta all'immigrazione clandestina è intervenuto oggi, un personaggio che veramente ha poco da insegnare agli altri Paesi: il leader libico Gheddafi. Il colonello libico ha accusato i governi europei di pianificare la morte di centinaia di migranti africani, affondando i barconi che cercano di raggiungere il continente. Parlando ad un incontro con i capi dei sindacati africani, Gheddafi non ha però fatto cenno in modo esplicito all'Italia, ma ha sottolineato l'esistenza di una "tragedia in pieno svolgimento: nel Mar Mediterraneo una guerra è stata mossa contro gli africani". L'Europa, ha aggiunto poi il leader libico, "vuole difendersi e impedire ai migranti di raggiungere le coste. Così, colpisce le loro barche e poi annuncia che tutte le persone a bordo sono morte. Talvolta, con il pretesto di soccorrere un barcone lo rovesciano, e ne fanno morire gli occupanti".

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17 maggio 2008
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