Crea gratis la tua vetrina su Guidasicilia

Acquisti in città

Offerte, affari del giorno, imprese e professionisti, tutti della tua città

vai a Shopping
vai a Magazine

E naufragar non è mai dolce in questo mare ...

L'Istituto superiore di sanità chiede aiuto alla cronaca per capire dove e come si annega

18 agosto 2011

Sono stati quasi 160 gli annegamenti avvenuti in Italia nella prima parte dell'anno, secondo uno studio effettuato dall'Istituto superiore di sanità (Iss). Dall'inizio del 2011 e fino alla fine di luglio, l'Iss ha catalogato infatti 157 casi di annegamento, per il 46% nel mare, ma nel 20% dei casi nei fiumi, nel 15% nei laghi e nell'11% nei canali. Con questo sistema di monitoraggio si stima di poter caratterizzare il 60% degli eventi attesi nell'anno.
"Considerando l'estensione delle coste italiane e il grande numero di turisti che frequentano le località marittime - evidenzia Marco Giustini, curatore dello studio - l'elevato numero di decessi avvenuti in mare non rappresenta una sorpresa, tant'è che i tre quarti di questi eventi si è verificato negli ultimi 3 mesi, quelli a più elevata densità turistica. Semmai è la quantità di annegamenti nei fiumi e nei laghi a costituire una sorpresa, se si tiene conto del numero certamente esiguo di fruitori".

L'annegamento è un fenomeno grave, che colpisce l'immaginario collettivo anche perché viene generalmente associato a momenti di svago e ricreazione, tipici delle ferie estive. In Italia causa ogni anno circa 380-390 decessi e 440-450 ricoveri. Nel mondo si tratta della terza causa di morte accidentale, dopo gli incidenti stradali e le cadute. Da anni l'Iss, monitorando il fenomeno, ha messo in luce la paradossale situazione in cui si conosce esattamente il numero di casi, ma non si è in grado di dare informazioni utili ai fini della prevenzione: dai dati delle statistiche ufficiali non è di fatto possibile separare gli incidenti in acqua in funzione della dinamica e del corpo idrico nel quale sono avvenuti. Per colmare questa lacuna conoscitiva l'Istituto ha avviato un monitoraggio sistematico degli organi di stampa (quotidiani e agenzie di stampa in particolare), dove in genere gli annegamenti vengono menzionati e descritti nei particolari. Certamente si tratta di una base di dati non canonica ed eterogenea, tuttavia di grande interesse, proprio ai fini dell'integrazione delle informazioni desumibili dalle basi di dati correnti. "L'utilizzo delle informazioni desumibili dalla stampa - afferma Giustini - è di particolare interesse proprio in un ambito, come quello degli annegamenti, ove per il forte impatto emotivo è alta la probabilità che l'evento venga riportato sui quotidiani o nelle agenzie. Oltretutto, conoscendo il numero atteso di eventi, è possibile dare una stima della copertura ottenibile con questa procedura".

Inesperienza e sottovalutazione del pericolo sono le principali cause di annegamento in mare, associate spesso a malori improvvisi; l'imperizia è anche la principale causa degli annegamenti nei laghi e nei fiumi, soprattutto nella stagione estiva, perché nei mesi invernali un ruolo importante giocano le cadute accidentali. "Per tutte queste cause - dice Giustini - è certamente possibile individuare alcuni interventi atti a migliorare la situazione. Noi riteniamo che rendere noti questi dati possa essere utile per aumentare la consapevolezza dei pericoli. La mancata sorveglianza dei bambini merita, poi, un'attenzione particolare. Ovviamente la necessità di una sorveglianza adeguata da parte dei familiari o degli adulti che hanno il compito di seguirli è fuori discussione e rientra nell'ambito di responsabilità soggettive". "Tuttavia - conclude - al di là di specifiche situazioni, quali ad esempio le piscine private, si pone in generale il problema della sorveglianza da parte di personale appositamente addestrato. E', infatti, altamente improbabile che questi incidenti si verifichino in acque sorvegliate dai bagnini. La sorveglianza da parte dei bagnini avrebbe vantaggi chiaramente individuabili ed eviterebbe salvataggi improvvisati da parte di persone non in grado di effettuarli, che a volte, come visto proprio dai risultati dell'analisi delle notizie desunte dalla stampa, si concludono con esiti fatali anche per gli stessi soccorritori".

Al di la di tutto, è assolutamente fondamentale prestare la massima attenzione ai bambini, anche in ambienti che apparentemente sembrano più sicuri e inducono a minore prudenza. In questo caso le regole da seguire, secondo gli esperti italiani ed europei, si basano sulla precauzione. Eccole:
1) La piscina dovrebbe essere circondata da un recinto adeguatamente alto (almeno 120 cm);
2) L'accesso alla piscina dovrebbe essere consentito tramite cancelli con chiusura con dispositivo di richiamo e meccanismo di apertura fuori dalla portata dei bambini. Considerare l'eventualità di dotare la piscina interrata di ulteriori protezioni aggiuntive, come sistemi di allarme perimetrale per prevenire l'accesso ai bambini piccoli;
3) Tenere sempre a mente che braccioli o ciambelle gonfiabili sono giocattoli e non sono realizzati per salvare le persone in acqua. Per questo scopo esistono appositi giubbini di salvataggio.
4) Quando si sono consumate bevande alcoliche, evitare di entrare in acqua, andare in barca o fare altri sport acquatici;
5) Non entrare bruscamente in acqua dopo una lunga esposizione al sole o se si è accaldati. La notevole differenza di temperatura fra il corpo e l'acqua può determinare alterazioni serie della funzione cardiocircolatoria;
6) Non improvvisarsi subacquei, in quanto l'immersione richiede una forma fisica adeguata che si raggiunge dopo una preparazione specifica;
7) Evitare di fare il bagno quando il mare è agitato, in caso di vento forte o di temporali con fulmini;
8) Evitare di fare il bagno da soli e soprattutto non allontanarsi da riva: in certi casi anche un crampo banale può creare seri problemi;
9) Evitare di tuffarsi se non si conosce la profondità dei fondali 10) Fare attenzione alle bandierine colorate di avviso di pericolo in spiaggia.

[Adnkronos Salute]

- Educazione acquatica

 

 

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

18 agosto 2011
Caricamento commenti in corso...

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia