E siamo a trentanove...

Un detenuto si è impiccato nel carcere di Siracusa: è il settimo suicidio nelle carceri siciliane, il 39esimo del 2010

27 luglio 2010

Solo venerdì scorso il conteggio era arrivato a trentotto (LEGGI). Oggi la conta dei suicidi in carcere nel 2010 aumenta di una tacca. E siamo a trentanove!
Corrado Liotta, 44 anni, si è suicidato stanotte, intorno alle 3 nel carcere di Siracusa. L'uomo, un cittadino italiano accusato di estorsione, si è impiccato nel reparto 'isolati' dell'istituto penitenziario. Già la scorsa settimana aveva messo in atto diversi atti autolesionistici, ingerendo delle lamette. L'agente di sorveglianza, pur essendo intervenuto tempestivamente, non è riuscito a salvarlo.
A darne notizia e stato Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Pa Penitenziari, che ha sottolineato come questo sia "il 39esimo suicidio in cella del 2010". "Ogni ulteriore commento a questa strage senza fine - ha aggiunto - appare riduttivo di fronte alla portata della tragedia che si consuma ogni giorno dietro le sbarre delle nostre degradate e sudice galere. Suicidi ed evasioni certificano il fallimento del sistema penitenziario sempre più abbandonato al proprio, ineluttabile, destino. Nell'indifferenza della politica, della societa' e della stampa. A questo punto il personale, allo stremo e prosciugato di tutte le residue energie psico-fisiche, nulla puo' opporre alle fughe. Siano esse dalle mura, piuttosto che dalle vite". "Nostro malgrado - ha concluso Sarno - siamo costretti ad alzare bandiera bianca, consapevoli che la nostra bandiera bianca e' quella dello Stato. Altro che Governo della sicurezza. Questo e' il Governo dei record abbattuti: evasioni e suicidi".

"A distanza di soli tre giorni, nelle carceri siciliane si è verificato il settimo suicidio dall'inizio dell'anno. La situazione è davvero insostenibile ed il tutto avviene nel silenzio degli organi preposti". Lo dice il sen. Salvo Fleres garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento sociale. "In queste condizioni - aggiunge - a poco valgono le esortazioni del capo del dipartimento rivolte a tutti gli operatori penitenziari volte a risolvere l'emergenza carceri. Cosa possono fare gli operatori penitenziari in assenza di fondi e di personale, con un sovraffollamento ormai patologico e molte strutture fatiscenti? Ribadisco quanto detto solo pochi giorni fa e comunico che l'ufficio del garante dei diritti dei detenuti, già da adesso, si costituirà parte civile per l'individuazione di eventuali responsabili di omissioni, abusi e violazioni dei diritti dei detenuti".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa]

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27 luglio 2010

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