E' vero allarme ''influenza dei polli'' in Indonesia. Immotivata la paura in Italia

Aumenta l'allarme influenza aviaria in Indonesia. Immotivato e pericoloso l'allarme in Europa

24 settembre 2005

Nessun pericolo imminente per l'occidente per quanto riguarda il virus H5N1, responsabile dell'infezione aviaria meglio conosciuta come ''influenza dei polli'', men che meno per l'Italia.
Diverso il discorso per i paesi orientali, dove l'epidemia sembra essere sempre più vicina ad una pericolosa espansione.
L'Indonesia, per esempio, è in piena epidemia da influenza aviaria. L'ammissione arriva direttamente dal governo di Giacarta che ha annunciato lo sterminio di milioni di animali in tutte le zone in cui si è diffusa la malattia. Queste misure straordinarie, oltre a quelle già adottate, permettono inoltre il ricovero coattivo di tutte le persone che presentano i sintomi della malattia.
Probabilmente a favorire il lancio del piano del governo è stata anche la morte di una bambina di cinque anni, avvenuta nei giorni scorsi, ricoverata in un ospedale di Giacarta con i sintomi dell'influenza aviaria. I primi test sul corpo della bimba tuttavia sono, al momento, risultati negativi.

Finora nella capitale indonesiana si sono avute quattro vittime dell'influenza in due mesi. La scorsa settimana una donna di 37 anni era morta a Giacarta, dove nel luglio scorso si erano spenti un uomo e le sue due figlie. Attualmente negli ospedali di Giacarta sono ricoverate altre sei persone con i sintomi della malattia: due di esse sono già risultate positive all'influenza dei polli.
Finora sono stati complessivamente 63 i decessi dovuti al virus H5N1, responsabile dell'infezione aviaria dopo la scoperta della malattia nel Sud-Est asiatico verso la fine del 2003.

Nessun allarme per l'Italia
Intervista a Mario Valpreda de ''il manifesto'', 15 settembre 2005

Mario Valpreda, veterinario, già responsabile della sanità della Regione Piemonte, oggi assessore regionale alla tutela della salute (Prc), invita a non enfatizzare il rischio pandemia e contesta i provvedimenti del ministro della Salute Francesco Storace.

Non è preoccupato, dottor Valpreda?
''L'influenza dei polli collegata ad un virus ad alta plasticità è nota da molti anni. In Italia nel 2000 sono stati già abbattuti 16 milioni di polli e gli allevatori sono stati risarciti con oltre 10 mila miliardi di lire, ma non si è verificato un caso di trasmissione all'uomo. In Europa si è verificato nel 2003, un veterinario morto in Olanda. E' vero che nel sud est asiatico ci sono state diverse vittime, ma bisogna anche chiedersi come sono state curate quelle persone e qual è il livello di prevenzione e di assistenza sanitaria in quei paesi. Lo ignoriamo completamente. Del resto non dimentichiamo che una comune influenza ogni anno uccide 700 mila persone nel mondo: sono poveri, anziani, malati, altre categorie a rischio''.

Eppure il dottor Klaus Stohr, responsabile dell'Oms, ha ipotizzato decine di milioni di morti, per non dire dei 150 mila morti solo in Italia. Cosa dà sostanza alla tesi di un «superceppo» del virus H5N1 capace di provocare una pandemia?
''Se il virus dei polli venisse in contatto con un essere umano già ammalato di influenza, allora potrebbe dare origine a un virus di tipo nuovo, che teoricamente potrebbe passare da uomo a uomo. E' possibile. Ma siamo ancora nel campo delle ipotesi che si potrebbero verificare, se consideriamo la peggiore non è difficile immaginare scenari epidemiologici preoccupanti. Eppure ritengo sproporzionata l'enfasi con cui ci si accosta al problema. Attenzione, dietro alla salute si muovono sempre interessi sordidi''.

Cosa intende dire?
''In Italia i produttori di polli sono rappresentati da poche grandi industrie che sarebbero stracciate se i nostri mercati venissero invasi dai polli asiatici. Qui in ballo non ci sono solo gli interessi dell'Italia, ma di tutto l'occidente. E in più le industrie del vaccino cominciano a intravedere affari favolosi: di fronte a questo allarmismo chi non farebbe vaccinare il proprio bambino?''

La lettura politica ci sta, ma perché solo oggi si ipotizzano scenari tanto catastrofici?
''E' anche frutto dell'ignoranza dei giornalisti scientifici. Già ai tempi della Sars si sapeva che erano molto più problematiche le influenze dei polli e dei suini, eppure nessuno sembrava particolarmente allarmato''.

Il dottor Stohr ha anche denunciato l'incuria di molti governi di fronte al rischio pandemia. Come si sta comportando il ministro Storace?
''Male. L'influenza aviaria non si combatte certo con i provvedimenti del ministro Storace, sta solo facendo un gran polverone per accreditarsi come ministro efficiente''.

Cosa non funzione del suo cosiddetto piano?
''Innanzitutto il commissario in ogni Asl è una vera sciocchezza. Nelle regioni esiste già un sistema di controlli che dispone di competenze e piani di sorveglianza epidemiologica. In Piemonte su 800 allevamenti intensivi portiamo a termine 17 mila esami all'anno. In ogni allevamento applichiamo parametri di bio-sicurezza, per esempio impediamo l'eventuale ingresso di uccelli migratori. Le competenze ci sono già a livello regionale, quella del ministro Storace è solo un'interferenza ingiustificata, oggi (ieri, ndr) la conferenza Stato-regioni ha chiesto un confronto con il ministro per discutere i provvedimenti. Il ministro dovrebbe preoccuparsi di potenziare e favorire lo sviluppo delle strutture già esistenti a livello regionale, perché forse il Piemonte non è la stessa cosa della Sicilia''.

Storace dice che faremo scorte di vaccini
''Credo che a questo punto il vaccino non sia lo strumento più efficace per combattere questo tipo di malattia. Naturalmente sarebbe logico vaccinare tutti coloro che lavorano negli allevamenti di polli. Ma questo virus sviluppa una capacità mutagena in tempi brevissimi e non credo che oggi ci siano i tempi per isolarlo, e se il vaccino non è specifico non serve proprio a niente''.

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24 settembre 2005

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