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Eccellenze di Sicilia

La Regione Siciliana e Slow food per tre itinerari EcoGastronomici nelle antiche tre valli dell'Isola

01 marzo 2016

Tre itinerari enogastronomici per le tre valli in cui, una volta, era suddivisa la Sicilia; uno pensato appositamente per mettere a sistema tutte le produzioni di eccellenza che, negli anni, hanno fatto del territorio dell’Etna uno dei gioielli dell’enogastronomia italiana, a livello mondiale.
Ieri mattina, al Palazzo dell’Esa a Catania, nel corso di una conferenza stampa, l’assessore regionale al territorio e al turismo, Anthony Barbagallo e il presidente di Slow Food Sicilia, Rosario Gugliotta, hanno presentato gli Itinerari Eco-Gastronomici di Sicilia e il Percorso Around Etna, realizzati dalla Regione Siciliana insieme all’organizzazione fondata da Carlo Petrini.

L’idea che ha guidato la creazione degli itinerari è stata quella di combinare le bellezze naturali, paesaggistiche, culturali e monumentali con i presidi enogastronomici Slow Food, le produzioni d’eccellenza che, nel corso degli anni, sono state sempre più valorizzate dall’intensa attività di una nuova generazione di imprenditori che hanno deciso di tornare ad investire nell’agricoltura, nel vino, nell’industria casearia, nell’allevamento.
Le vicende del distretto del vino di Randazzo e del pistacchio di Bronte sono forse le più conosciute, ma l’intero territorio siciliano è disseminato di tipicità di altissima qualità che stanno conquistando velocemente i mercati esteri e il gradimento dei consumatori in tutto il mondo. Mancava una iniziativa che li mettesse a sistema per valorizzarli ai fini di un miglioramento dell’offerta turistica.
Gli itinerari sono stati pensati proprio in questa logica: quattro, uno per ciascuna delle valli in cui, nel passato, la Sicilia era suddivisa geograficamente (Valdemone, Val di Noto, Val di Mazara), e uno che mette insieme quelle dell’Etna, creando una ideale corona attorno al vulcano.

"Combinare le straordinarie bellezze del nostro territorio con le produzioni di eccellenza è il modo per fare vera promozione del territorio, destagionalizzando l’offerta turistica - ha commentato a margine della conferenza stampa l’assessore Barbagallo -. Ci diciamo sempre che la Sicilia non è soltanto sole e mare e attraverso questi percorsi vogliamo dare ai turisti - ma non solo - la possibilità di vivere una esperienza globale della nostra regione, andando alla scoperta di quanto di meglio possa offrire in termini di cibo, cultura dell’accoglienza e bellezze naturali. Ringrazio Slow Food e il presidente regionale Gugliotta per aver da subito sposato l’iniziativa: la loro è una partecipazione che qualifica la nostra iniziativa, alla quale ne seguiranno altre. Abbiamo deciso di investire nella promozione del territorio e del nostro patrimonio storico ed artistico, l’Itinerario di Carlo V, quello di Federico II, i Teatri di Pietra ne sono altri esempi".

VAL DEMONE - Una delle 4 circoscrizioni amministrativo-finanziarie in cui fu divisa la Sicilia dall’epoca degli Aragonesi fino al 1812 (le altre erano: Val di Agrigento, Val di Mazara e Val di Noto). Il territorio si estendeva lungo il Tirreno sino al Fiume Grande e lungo lo Ionio sino a Taormina. Nell’interno il confine correva lungo lo spartiacque delle Madonie e poi lungo il solco che, attraverso Cerami, giunge all’Alcantara. Nel 1812 i valli furono soppressi per dar luogo a 23 distretti o comarche; con la ricostituzione nel 1817 di 7 valli (che in seguito assunsero il nome di province), il territorio del V. entrò a far parte del Vallo di Messina, fatta eccezione per il distretto di Cefalù, incorporato nel Vallo di Palermo. [www.treccani.it]

VAL DI MAZARA - Il più vasto dei compartimenti amministrativi in cui era divisa la Sicilia nel basso Medioevo e nell’Età moderna, sino al 1812. Quando, sotto gli Aragonesi, nella Sicilia vi erano 4 valli, il V. comprendeva quasi tutta la parte costiera della Sicilia occidentale dalla foce del Fiume Grande o Imera settentrionale (Golfo di Termini) sino alla spiaggia di Sciacca e aveva per limite interno verso E una linea che includeva i comuni di Caccamo, Vicari, Bivona, Giuliana, Sambuca e Sciacca. Soppresso nel periodo della dominazione spagnola il Val di Agrigento, la maggior parte di questo fu aggiunta al V.; nel 1812, con l’abolizione dei vecchi valli e la divisione dell’isola in 23 distretti o comarche, nel V. ne furono costituiti 9, a loro volta raccolti nel 1817 in 3 nuovi valli (dei 7 creati in tutta l’isola e che in seguito assunsero il nome di province): di Palermo, di Girgenti e di Trapani. [www.treccani.it]

VAL DI NOTO - Uno dei compartimenti, nel SE della Sicilia, in cui l’isola fu divisa a partire dall’età normanna sino al 1812. Nell’età sveva e angioina fu incluso nel giustizierato della Sicilia citra flumen Salsum; e quando nell’età aragonese riapparvero i valli, i suoi confini vennero segnati dalle coste del Mare Africano e del Mare Ionio tra le foci del Salso e dell’Alcantara, e all’interno da vari solchi e principalmente dai fiumi Salso e Simeto. In questo vallo predominava la feudalità recente, o del partito catalano, ma vi era anche fortemente rappresentato il partito latino o della feudalità nazionale. Con la legge del 1817 il territorio fu diviso nei 3 nuovi valli di Catania, di Siracusa e di Caltanissetta. [www.treccani.it]

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01 marzo 2016
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