Ecco il "Pacchetto Sicurezza"

Dal "basta alla violenza negli stadi", passando dalla stretta sulla prostituzione per arrivare al wi-fi libero

06 novembre 2010

Il Consiglio dei ministri in corso a Palazzo Chigi ha approvato il 'Pacchetto Sicurezza' presentato dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni. "Abbiamo dato il via libera, come anticipato nei giorni scorsi, al piano sulla sicurezza, che era uno dei cinque punti del programma di rilancio dell'azione di governo che ha ottenuto un'ampia fiducia in Parlamento" ha sottolineato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa a palazzo Chigi nella quale è stato illustrato il pacchetto.
Nel pacchetto, ha illustrato Berlusconi, sono contenute "diverse norme sulle manifestazioni sportive, dove finora abbiamo ottenuto risultati molto buoni, con il 50% di incidenti in meno negli stadi; il potenziamento del contrasto alla criminalità organizzata; la tracciabilità dei flussi finanziari; la sicurezza urbana; il superamento dell'accesso al wi-fi''. Inoltre, "visto che il provvedimento non procedeva in Parlamento - ha aggiunto - abbiamo deciso di riapprovarlo e di inserire la norma sul reato di prostituzione nel pacchetto sicurezza".

Nel pacchetto sicurezza c'è anche il provvedimento di "allontanamento coattivo", vale a dire l'espulsione, per i cittadini comunitari, per motivi di ordine pubblico. Per chi viola la Direttiva europea del 2004 che che stabilisce i requisiti che consentono ai cittadini comunitari di stabilirsi in un altro Stato dell'Unione, ha spiegato il ministro dell'Interno Roberto Maroni, "introduciamo una sanzione che in primo luogo è un invito ad allontanarsi e in caso di mancato rispetto dell'invito prevede l'allontanamento coattivo". Queste nuove norme, ha spiegato Maroni, sono contenute in un disegno di legge, aggiungendo che "abbiamo preventivamente notificato la decisione alla Comunità europea per sapere se la Commissione è d'accordo o meno".
Sempre in materia di immigrazione, Maroni ha annunciato che il Cdm ha previsto una delega al governo per ridefinire le procedure di rinnovo del permesso di soggiorno attraverso l'affidamento della competenza agli enti locali e non più alle Questure. Questo, ha detto Maroni, consentirà "una maggiore rapidità e meno oneri per le Questure", che ogni anno procedono al rinnovo di 800mila permessi di soggiorno, oltre al rilascio di 500mila nuovi permessi.
Riguardo il contrasto alla violenza negli stadi, ha poi proseguito Maroni, "viene reintrodotto l'arresto in flagranza differita, entro 48 ore da termine della manifestazione, per procedere all'arresto sulla scorta di riprese video". Inoltre, "vengono ampliati i poteri e i compiti degli steward e rafforzata la tutela penale degli stessi". Maroni ha sottolineato che "le iniziative prese in questi due anni, in particolare la tessera del tifoso, hanno portato a risultati molto positivi". In particolare, ha detto il ministro, "nelle prime 9 giornate del campionato c'è stata una riduzione del 50% di partite con incidenti e del 90% dei feriti, rispetto allo scorso anno". Inoltre, Maroni ha sostenuto che vi è stato "un aumento della media spettatori, nonostante il calendario frazionato e la tessera del tifoso". Secondo il ministro sarebbero diminuiti i tifosi in trasferta, "ma sono molto aumentati quelli che vanno alllo stadio nella propria città ed è aumentata la presenza di famiglie: una conferma che questa è la strada giusta".

Nel corso della conferenza, il presidente del Consiglio ha indicato anche come ammontino "a più di 18 miliardi di euro il valore dei beni sequestrati e confiscati alle associazioni criminali". Il governo ha "espresso un plauso al ministro Maroni" per il suo impegno sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata ha detto Berlusconi.
Con il pacchetto sicurezza "abbiamo rafforzato l'Agenzia nazionale creata per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata" ha quindi spiegato Maroni. I beni sequestrati, ha detto il ministro dell'Interno, "sono circa 35mila per un valore di 18 miliardi di euro. Pensiamo che l'Agenzia possa procedere all'autofinanziamento consentendo di mettere a reddito una parte di questi beni". Inoltre, ha proseguito, "aumentiamo le risorse umane e finanziarie per consentire l'apertura di nuove sedi regionali". Maroni ha citato in particolare le città di Palermo, Napoli, Milano e Bari.

La norma sul reato di prostituzione - "Visto che il provvedimento non procedeva in Parlamento, abbiamo deciso di riapprovarlo e di inserire la norma sul reato di prostituzione nel pacchetto sicurezza", ha sottolineato Silvio Berlusconi.
Per il reato sarà applicata la misura del foglio di via per chi esercita la prostituzione su strada violando le ordinanze dei sindaci in materia, ha precisato il ministro Maroni. Inoltre il prefetto disporrà del concorso delle forze di polizia per assicurare l'attuazione delle ordinanze in materia di sicurezza urbana. In questo modo, ha spiegato il ministro, "si rafforza il ruolo dei sindaci: le ordinanze comunali, infatti, si sono spesso rivelate poco efficaci perché non c'era collegamento con le forze di polizia che dovevano attuarle. Si aumenterà così il livello di sicurezza nelle città".
"Su prostituzione, corruzione e mafia, invitiamo Berlusconi a consultare il vocabolario della lingua italiana. Così Berlusconi scoprirà che non ha alcun titolo morale e, inoltre, che non ha alcuna credibilità quando afferma di voler lottare non soltanto contro la mafia e la corruzione ma, adesso, anche contro la prostituzione. Ma siamo seri, il grande Totò sicuramente esclamerebbe, come noi dell'Italia dei valori esclamiamo: 'Ma ci faccia il piacere'". Questa l'affermazione dell portavoce dell'Italia dei valori, Leoluca Orlando.

Verso un wi-fi più libero - Dal primo gennaio le connessioni wi-fi da luoghi pubblici saranno più libere e presto, probabilmente, anche più diffuse sul territorio italiano. Il disegno di legge presentato da Maroni infatti fa scadere il 31 dicembre l'articolo 7 del decreto Pisanu, quello contenente obblighi e restrizioni per chi offre servizi di accesso internet in luoghi pubblici. Non si può parlare di liberalizzazione del Wi-Fi, perché il disegno dispone anche che resteranno alcuni obblighi a tutela della sicurezza pubblica. A definirli saranno, entro fine anno, i ministeri dello Sviluppo Economico, Innovazione e Interno. "Da qui a dicembre - ha detto Maroni - valuteremo quali siano gli adeguati standard di sicurezza e dal 1 gennaio i cittadini saranno liberi di collegarsi ai sistemi Wi-Fi senza le restrizioni introdotte cinque anni fa e che oggi sono superate dall'evoluzione tecnologica". Nel frattempo il disegno di legge dovrà comunque passare dall'approvazione del Parlamento. L'iter insomma è appena iniziato e l'incognita principale è quali saranno questi nuovi obblighi che sostituiranno quelli del Pisanu. Un'idea di fondo però sembra assodata: il governo vuole norme che al tempo stesso assicurino la sicurezza pubblica e non frenino più del necessario lo sviluppo del Wi-Fi in Italia.
In effetti le attuali norme sono state un ostacolo allo sviluppo di internet nei luoghi pubblici, come segnalano tutti gli addetti ai lavori e gli esperti. E cioè: il fornitore di Wi-Fi (bar, ristoranti, circoli vari, per esempio) in Italia deve identificare in modo certo l'utente e registrarne il traffico, per poi dire alle forze dell'ordine, in caso di reati, chi ha fatto cosa con quella connessione. "Ma in Francia, Germania e Regno Unito c'è solo l'obbligo di registrare il traffico in forma anonima. Senza che il fornitore debba identificare l'utente in modo preventivo", spiega Fulvio Sarzana, avvocato esperto di questi temi. Adesso i fornitori identificano gli utenti in due modi, in Italia: chiedono il documento d'identità, la carta di credito (se la navigazione è a pagamento) oppure utilizzano un sistema via sim. L'utente cioè telefona o manda sms a un numero, per avere la password con cui navigare in Wi-Fi. "Mafiosi o terroristi certo non userebbero i propri veri documenti d'identità o sim a loro intestate. Quest'obbligo quindi non ha senso - continua Sarzana - mentre è opportuno, per le indagini, registrare il traffico anonimo come si fa nel resto d'Europa. Serve per sapere che cosa ha fatto il criminale su internet".
Secondo Sarzana, insomma, la totale liberalizzazione è pericolosa, "ha ragione il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso", continua. Secondo Grasso l'accesso libero alle postazioni Wi-Fi e agli internet point porterebbe a "ridurre moltissimo la possibilità di individuare tutti coloro che commettono reati attraverso internet". "Bisogna rendersi conto - ha concluso Grasso - che dietro queste reti Wi-Fi e internet point ci si può nascondere benissimo nella massa degli utenti non più identificabili e si possono trovare anche terroristi, pedofili e mafiosi".

L'altra faccia della medaglia è che "il Pisanu aumenta le difficoltà e i costi di installazione del Wi-Fi", spiega Francesco Loriga, responsabile del progetto Provincia Wi-Fi della Provincia di Roma, che ha sviluppato una grande rete di hot spot gratuiti. Sono pochissimi infatti i punti ("hot spot") che offrono questa connessione: 4.200 in tutto il Paese secondo il ministero dello Sviluppo Economico, meno di 2.000 per il sito specializzato WiFi Italia. com. Comunque "un quarto o un quinto rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei", come scrive la media company californiana Jiwire.com; mentre è meglio soprassedere al confronto con gli Usa (oltre 70 mila, di cui un migliaio solo a New York, spesso gratuiti). Dal punto di vista dell'utente, la possibilità di identificarsi via sim alleggerisce i grattacapi burocratici, peccato che questo sistema non funzioni con i cellulari degli stranieri (e quindi dei turisti).
Da queste considerazioni è nata a ottobre una proposta di legge, per abolire l'articolo 7, da Paolo Gentiloni (Pd), Linda Lanzillotta del gruppo dei rutelliani e Luca Barbareschi (Fli). "L'iter della proposta continua, da martedì alla Camera - spiega Gentiloni - la teniamo come elemento di pressione nel caso le novità annunciate dal ministro si rivelino meno buone di quanto sembrano ora". Resta infatti da definire il dettaglio dei nuovi obblighi di sicurezza: è l'incognita che potrebbe riaccendere il dibattito.
Per Roberto Rao, capogruppo Udc in commissione giustizia della camera dei deputati, invece, si tratta di "una vittoria di chi ha sostenuto una battaglia di progresso e di libertà". "Una battaglia è stata vinta - ha aggiunto Rao - Ora maggioranza e opposizione collaborino per trovare la via parlamentare più breve per l'attuazione di questo impegno: l'Italia non può permettersi di rinviare ulteriormente la piena ed effettiva libertà di accesso alla rete".
Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, il cui ministero, ha affermato, "...si batteva da tempo per la cancellazione di una normativa senza eguali nel mondo occidentale. Gli stessi proponenti originari della norma - ha aggiunto il Ministro - avevano ammesso ormai da tempo la scarsissima utilità per il contrasto al terrorismo di questa norma, a fronte di ostacoli molto gravosi per la diffusione del libero accesso alla rete, e dunque per lo sviluppo dell'Italia. Adesso lavoreremo per approvare entro il 31 dicembre nuove norme che possano garantire adeguati standard di sicurezza senza limitare il libero accesso ad internet". Le norme contenute nel decreto Pisanu, pure utili nel contrasto al terrorismo e alla pedopornografia online, ha aggiunto la Meloni "...avevano purtroppo da tempo mostrato la propria inefficacia: erano troppo facilmente aggirabili, e frapponevano ostacoli inutilmente proibitivi ai locali pubblici che volevano offrire servizi di connessione Wi-Fi. Oggi la possibilità di sedersi al tavolino di un bar e connettersi alla rete con il proprio portatile è una consuetudine per i cittadini di tutte le nazioni sviluppate: ostacolare in nome della burocrazia questo diritto consolidato è un'insensatezza".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, Repubblica.it, Key4biz.it]

- Gli scippi spaventano più dei morti sulla strada e nei cantieri.... (SiciliaInformazioni.com)

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06 novembre 2010

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