ECPAT

Contro lo sfruttamento dei minori quale nuova forma di schiavitù

05 marzo 2003
ECPAT è una rete internazionale di organizzazioni che operano insieme per eliminare la prostituzione e la pornografia infantili e il traffico di minori a scopo sessuale.
ECPAT è oggi presente in 50 paesi.

Nasce in Italia nel 1994. È promotrice della Legge 269/98 (contro lo sfruttamento sessuale dei minori quale nuova forma di schiavitù).

Alle origini dell'infamia
La vita dei bambini nei Paesi del terzo mondo è molto difficile. Fame, malattie, analfabetismo rappresentano drammi, da troppo tempo, irrisolti. A rendere il quadro di riferimento generale ulteriormente complesso è la continua estensione di una delle più aberranti forme contemporanee di schiavitù: lo sfruttamento sessuale. Milioni di fanciulli sono obbligati, dalle loro famiglie o da organizzazioni criminali, a prostituirsi in Africa, America Latina, Asia, Europa dell'Est. Pedofili, semplici viaggiatori, uomini d'affari provenienti da paesi ricchi alimentano un mercato di enormi proporzioni cui attinge a piene mani l'industria pornografica. Le conseguenze di quanto fino ad ora descritto risultano a dir poco devastanti. Molti sono, infatti, i bambini che riportano danni psicologici e fisici irreversibili, molti quelli che contraggono l'AIDS. Un girone infernale da cui spesso diventa pressoché impossibile per loro uscire.

La nascita di Ecpat
Nel 1991 diversi esponenti di associazioni e operatori sociali di alcuni Paesi asiatici decisero di porre freno al turismo sessuale con minori. Nacque così ECPAT (End Child Prostitution, Pornography and Trafficking for Sexual Purposes), che stabilì da subito la propria sede mondiale a Bangkok, una delle mete preferite dai turisti del sesso. Il primo obiettivo del movimento fu la modifica, e la conseguente applicazione, delle leggi relative allo sfruttamento sessuale dei bambini. Le normative vigenti nelle varie nazioni differivano non poco; era quindi necessario armonizzarle seguendo un unico modello di riferimento: la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo. Da lì a breve, si constatò l'estremo bisogno che ogni nazione si dotasse di uno strumento normativo che garantisse la perseguibilità in giudizio dei cittadini colpevoli di aver commesso reati di sfruttamento sessuale di minori all'estero. Grazie ad una attività di sensibilizzazione condotta dalle varie sezioni nazionali di ECPAT fu così introdotto, a partire dal 1993, il principio di Extraterritorialità in diversi Stati d'Europa, America e Oceania.

Stoccolma 1996: i governi si mobilitano
Circa tre anni dopo, nell'Agosto del 1996, ebbe luogo a Stoccolma il "1° Congresso Mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini a fini commerciali" promosso da Ecpat, UNICEF e dal Governo Svedese. I temi affrontati nel corso dell'importante appuntamento spaziavano dal turismo sessuale alla riforma delle leggi; dalla pornografia infantile alla prevenzione e riabilitazione psicologica delle vittime; dalla salute all'educazione e all'etica dei mass media. L'assise si rivelò di rilevanza strategica. In questa sede vennero adottati una Dichiarazione e un Piano d'Azione con misure concrete atte a combattere la prostituzione minorile, la pornografia infantile ed il traffico di bambini a scopi sessuali.

Yokohama 2001: un impegno rinnovato
Negli anni, Ecpat ha assunto peso crescente e molti sono stati i risultati ottenuti. L'Organizzazione, attualmente attiva in 50 Paesi, ha esteso la propria influenza a livello internazionale grazie anche al rapporto sinergico intrecciato con istituzioni e forze di polizia. In tale contesto, contraddistinto da una visione futura ad ampio raggio, si è svolto nel dicembre del 2001 a Yokohama il "2° Congresso Mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini a fini commerciali". In ragione di una maggiore attenzione da parte dell'opinione pubblica, il numero dei paesi impegnati nella "lotta" a livello mondiale è aumentato. In Giappone, infatti, ben 138 nazioni si sono riproposte di continuare sulla rotta delineata dal Piano d'Azione di Stoccolma cui avevano aderito 122 paesi.
La necessità di condurre una battaglia senza frontiere favorisce, sicuramente, la presenza di Ecpat nei cinque continenti. Presenza contraddistinta da una organizzazione in grado di affrontare, con l'apporto di qualificate professionalità, il duro confronto con una realtà difficilmente eludibile ed alla quale è doveroso, invece, prestare massima attenzione.

ECPAT ITALIA
Il primo passo contro il turismo sessuale con minori
Ecpat Italia, nata nel 1994 su impulso di diverse associazioni, ha concentrato immediatamente la propria attività sul tema del turismo sessuale a danno dei minori. Nel marzo del 1995, in virtù del lavoro di lobbying svolto dalla campagna, il Parlamento Italiano ha approvato un ordine del giorno in cui si impegnava a lottare contro questo turpe fenomeno, nel rispetto dell'art. 34 della Convenzione ONU sui diritti dell'Infanzia.

La legge 269/1998: una grande vittoria
Nel 1998 il Parlamento ha approvato la legge 269 contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia e del turismo sessuale a danno dei minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù. Per il nostro Paese e per ECPAT-Italia, che l'ha promossa sin dal 1995, si è trattato di una grande vittoria suggellata dal riconoscimento di questa legge come una delle migliori al mondo. Gli aspetti più qualificanti della nuova normativa sono la perseguibilità del semplice possesso di materiale pedopornografico, l'introduzione del principio di extraterritorialità e, infine, l'obbligo per gli operatori turistici di apporre su tutto il materiale destinato agli utenti la comunicazione con la quale si avvertono i viaggiatori che i reati di sfruttamento sessuale dei minori sono puniti con la reclusione anche se commessi all'estero.

Tanti risultati, un unico obiettivo
L'impegno profuso da ECPAT-Italia nella lotta al turismo sessuale con bambini le è valso il Premio Solidarietà 1998, attribuito dalla Fondazione Italiana per il Volontariato "per aver portato all'attenzione dell'opinione pubblica e del Parlamento il fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori evitando accuratamente ogni forma di sensazionalismo".
In effetti uno dei più grandi meriti dell'Organizzazione è l'essere riuscita a sensibilizzare le coscienze civili grazie ad un'opera infaticabile d'informazione. A titolo esemplificativo si possono ricordare la trasmissione di spot televisivi contro il turismo sessuale e la distribuzione tramite le agenzie di viaggio di migliaia di ticket jacket, contenitori "porta biglietto" aereo o ferroviario con i quali si è voluto ricordare ai viaggiatori che "Il rispetto per i bambini di tutto il mondo non conosce frontiere".
Non meno importante è il peso che l'Associazione ha attribuito alle attività di formazione. Destinatari dei corsi formativi sono stati gli agenti speciali di polizia addetti all'ufficio minori ma, soprattutto, il mondo della scuola. Basti pensare che nell'anno scolastico 2001-2002 ben 4000 studenti degli istituti di turismo della Provincia di Roma, insieme a numerosi insegnanti, hanno partecipato ad una campagna di formazione-sensibilizzazione sul tema del turismo sessuale.
Sempre sul fronte della lotta ai "viaggi del sesso" che sfruttano i minori, ECPAT-Italia ha il merito di aver promosso il Codice di Condotta dell'industria turistica italiana. Adottato nel maggio 2000 dalla stragrande maggioranza dei rappresentanti del settore e dai sindacati di categoria, questo documento invita sia i paesi di partenza del flusso turistico che quelli di destinazione ad unirsi nella protezione dei bambini. Le norme in esso contemplate sono diventate un punto di riferimento certo per governi, istituzioni, media, opinione pubblica in genere nonché, naturalmente, per agenzie di viaggio, tour operators e dei loro dipendenti e clienti.
Oltre che sul tema del turismo sessuale, ECPAT-Italia in questi anni è stata molto attiva in materia di prostituzione e tratta. Degni di nota sono soprattutto il progetto di sostegno a distanza di ragazzi/e di Puerto Plata (Repubblica Domenicana) a rischio di prostituzione, che ha raccolto un ampio numero di adesioni, nonché la prima ricerca sulla "Tratta di minori a scopi sessuali dall'Europa dell'Est all'Europa dell'Ovest" realizzata nel 2001 in collaborazione con altri sette gruppi ECPAT.
Infine, come previsto dal suo mandato, l'Organizzazione ha dedicato molti sforzi nel contrasto e prevenzione della pedopornografia in Rete. Due esempi per tutti: la segnalazione al servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni di migliaia di siti illegali con bambini inviate all'associazione dagli utenti del web e il progetto Internet Action - finanziato dalla Commissione Europea e realizzato in collaborazione con Arci, Ecpat Finlandia ed Inghilterra - che ha visto l'associazione impegnata in prima linea in un'attività di informazione e prevenzione volta a proteggere i minori dallo sfruttamento sessuale via Internet. Da questa esperienza è nata la Guida per i genitori dei piccoli navigatori, utile ad evitare gli insidiosi pericoli nei quali i bambini possono incappare durante la loro "navigazione".
Vale la pena ricordare che nel Maggio 2002 ECPAT-Italia si è costituita per la prima volta parte civile in un processo per sfruttamento sessuale di minori, iniziando così a rivestire un ruolo importante anche sul piano dell'assistenza legale.

Questioni di principio
Dal 1998, Ecpat Italia è costituita come ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa e di Utilità Sociale) ed opera, con sede principale a Roma, su tutto il territorio nazionale. I lineamenti dell'Associazione sono determinati dal suo stesso atto costitutivo che la definisce "organizzazione autonoma, pluralista, apartitica, aconfessionale, a carattere volontario e democratico". Dal 2001 Presidente è l'Avvocato Marco Scarpati, da tempo impegnato, anche con altre realtà, sul fronte della tutela dei diritti dei minori.

ECPAT Italia
End Child Prostitution, Pornography And Trafficking.
Vicolo Scavolino, 61 - 00187 Roma
tel./fax 06 69380406

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05 marzo 2003

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