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Essere solidali è un dovere, però...

In arrivo in Sicilia altri 2.000 migranti. Al collasso i centri di prima accoglienza

26 aprile 2014

"La solidarietà nei confronti dei migranti è un dovere che hanno lo Stato, la Regione e anche i Comuni. Senza allarmismi". Queste le parole del presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, commentando l'arrivo delle migliaia di persone soccorse nelle ultime ore dalle navi della Marina Militare e della Guardia Costiera impegnate nel Canale di Sicilia nell'operazione Mare Nostrum.
"La maggior parte dei migranti ha diritto d'asilo, queste persone sono rifugiati - ha aggiunto - perché scappano da guerre e stenti. Se vi sono problemi i sindaci sanno come contattarmi per tentare di risolverli. Abbiamo anche previsto un capitolo nel bilancio regionale da destinare all'accoglienza per i minori non accompagnati. La nostra protezione civile è a disposizione, se necessario, quando viene interpellata".

Al di la delle parole, la grande emergenza sbarchi, soprattutto quella degli ultimi giorni, è sotto gli occhi di tutti. Un flusso così continuo e un numero di migranti così alto, d’avere messo sotto stress la macchina dei soccorsi, soprattutto sul piano dell'accoglienza con i centri che nell'isola sono 'strapieni'. Tra giovedì e ieri sono stati più di 1.500 le persone salvate dalle navi della marina militare e della guardia costiera impegnate nel Canale di Sicilia nell'ambito dell'operazione Mare Nostrum. Ma la cifra delle persone da soccorrere continua a salire e, secondo fonti della marina militare, si stima che, nella giornata di oggi, saranno trasferiti in Italia complessivamente circa 2.000 extracomunitari.

Le condizioni meteo migliorate ha fatto aumentare il numero delle imbarcazioni salpate dalle coste del Nord-Africa cariche di migranti impegnati del viaggio della speranza. Ieri, circa mille di loro (1.066), compreso un ferito, sono stati soccorsi con l'aiuto di due rimorchiatori civili dagli uomini della nave San Giorgio, che in mattinata è arrivata ad Augusta, nel Siracusano. Altri 400 persone, 150 delle quali salvate da una motovedetta della guardia costiera, sono stati caricati sul pattugliatore Cassiopea, che stamane è attraccato a Porto Empedocle, nell'Agrigentino. Ieri pomeriggio è arrivata nella rada del porto di Pozzallo, nel Ragusano, la nave Urania, che ha soccorso 395 migranti, siriani e sub sahariani, compresi 12 neonati, 72 minorenni e 61 donne, quattro delle quali incinte. I migranti sono stati portati a riva con un rimorchiatore e una motovedetta della capitaneria di porto per il fonte vento che soffiava nella zona.
A Pozzallo, per fare 'posto' ai nuovi arrivi, si è provveduto, in giornata, a trasferire in altri centri 300 migranti con due voli charter decollati da Comiso.
I grandi numeri mettono sotto pressione l'organizzazione su dove ospitare i migranti arrivati, considerando anche che molti di loro rifiutano di farsi identificare per potere andare verso la loro vera mèta: un Paese del Nord Europa. Il problema è ancora più pressante per i minorenni, anche se accompagnati: la struttura di Augusta, realizzata in una scuola, è stracolma e anche da lì le fughe sono continue.

Una struttura da grandi numeri è il Cara di Mineo, nel Catanese, che qualcuno vuole trasformare in un centro di accoglienza temporanea. Nei giorni scorsi, il sindaco di Catania, Enzo Bianco, lasciando la Conferenza unificata straordinaria convocata anche sul tema dell'immigrazione, ha detto: "Il governo si è reso conto che siamo di fronte a una vera e propria emergenza che potrebbe arrivare a livelli drammatici e si è impegnato, con un decreto legge o un provvedimento d'urgenza nel prossimo Consiglio dei ministri, a stanziare risorse adeguate e a chiedere l'intervento dell'Ue". Tra i problemi posti dai Comuni e che il governo si è impegnato ad affrontare nel prossimo Cdm, anche quello della definizione del titolo giuridico di chi arriva in Italia e il problema della prima accoglienza. "Il centro di Mineo - ha detto il sindaco Bianco - potrebbe divenire un centro di prima accoglienza".

Tale ipotesi, però, è nettamente contrastata dal sindaco di Mineo Anna Aloisi che bolla l'iniziativa come "strumentalizzazioni politiche ispirate dall'estremismo" scoppiate, sottolinea, "proprio in coincidenza con l'avvio delle Europee e la prossima pubblicazione del bando di gara per la gestione del centro""Il Cara di Mineo - ha ribadito il sindaco - deve essere un Centro di accoglienza per richiedenti asilo e non subire trasformazioni dettate dell'emergenza".
Attualmente il Cara di Mineo, una struttura che potrebbe accogliere non più di due mila immigrati, ne ospita oltre quattro mila in condizioni "di emergenza sanitaria". "Il Cara - ha detto il deputato di Sel, Erasmo Palazzotto, che ha recentemente visitato il centro - è ormai un vero e proprio campo profughi, con più di 4 mila ospiti. Il Cara rappresenta il fallimento di un sistema di accoglienza, che ha fatto dell'emergenza la chiave per lucrare sulla pelle dei rifugiati". Per  Palazzotto "bisogna chiudere il centro di Mineo il prima possibile e tornare a un modello di accoglienza diffusa e meno costosa, non basata sull'emergenza ma sulla gestione efficiente di un fenomeno strutturale come quello migratorio".

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26 aprile 2014
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