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Evviva Agatuzza!

Catania festeggia la sua amatissima Santa Patrona, Sant'Agata, con una festa piena di phatos e devozione

04 febbraio 2010

Peregrinatio del Velo della Santa; restauro del bassorilievo di Sant'Agata al carcere; 47°Trofeo podistico Sant'Agata; consegna della 'Candelora D'oro' ed inizio dei 'giri delle Candelore'; presentazioni di volumi, mostre d'arte, manifestazioni collaterali; raduno europeo dei camperisti e tanto altro.
Già da un mese circa sono entrati nel vivo i 'riti Agatini' e la città di Catania, come ogni anno, festeggia la sua Santa Patrona che, va ricordato, protegge 44 comuni italiani e che è molto popolare in diversi Paesi come Malta, Spagna, Portogallo, Germania, Francia, Grecia, specie nella regione etolica, in India e persino in Argentina dove è la patrona dei vigili del fuoco e viene solennemente festeggiata a La Boca di Buenos Aires.
Da ieri e fino al 5 febbraio per il capoluogo etneo saranno come sempre tre giorni vissuti con solennità, devozione, tradizione e folclore. La prima giornata di Sant'Agata (ieri, mercoledi 3), è iniziata con la lunga e solenne processione di mezzogiorno per l''Offerta della cera', a cui partecipano le più alte autorità cittadine civili, religiose e militari. Particolare in questa occasione è poi il cosiddetto 'applausometro naturale'. Al loro passaggio tra le ali di folla, i politici locali pur smentendo puntualmente, fanno in realtà molto caso e perché no anche a gara, a quanti sorrisi, strette di mano e applausi riescono a riscuotere tra la festante cittadinanza. La processione si snoda dalla Chiesa di Sant'Agata alla Fornace alla Basilica Cattedrale alla presenza di tantissime migliaia di persone. Subito dietro ci sono le undici 'candelore', enormi candelabri bardati a festa, espressione delle corporazioni dei mestieri cittadini, e la 'carrozza del Senato' che ospita sindaco e assessori. In serata, poi, concerto e spettacolo di fuochi artificiali in piazza Duomo. Alle prime ore del mattino seguente tantissimi devoti affollano all'inverosimile la Basilica Cattedrale in occasione dell' incontro con Agata.

All'insegna di una grande emotività, la 'santuzza' viene portata dai devoti in saio bianco. Il fercolo con il busto ricoperto di gioielli, donati anche da re e imperatori, tra cui la croce offerta da Vincenzo Bellini, procede in un 'mare umano' di applausi, fazzoletti bianchi che sventolano, salutano e danno l'ennesimo e commovente benvenuto dell'amatissima martire che torna tra le vie della barocca città etnea in una suggestiva e sempre unica scenografia che annualmente si ripete. Sant'Agata inizia così il ribattezzato 'giro esterno' passando da Porta Uzeda e via Dusmet, non lontano dalla via Biscari dove pare sia nata la patrona catanese. Poi, alla presenza di migliaia di persone, si arriva in piazza Carlo Alberto, la caratteristica fiera cittadina, sino alla centralissima Piazza Stesicoro dove, nelle vicinanze, Sant'Agata subì il carcere, il martirio e dove morì dopo atroci sofferenze. Il pesantissimo fercolo viene quindi tirato dai devoti per tutta la salita dei 'Cappuccini' con la classica fermata a metà strada per omaggiare il 'sacro carcere'.
Altra spettacolare 'corsa' ed altra sosta davanti a 'Sant'Agata la Vetere', la prima Cattedrale del capoluogo etneo. La sera, sino a tarda ora, 'Agatuzza' rende visita ai quartieri popolari. Le vie Plebiscito, Fortino e S.Cristoforo accolgono la loro Patrona con infinito calore ed inimmaginabile gioia e devozione. Qui, rispetto al 'giro' pomeridiano, si respira una partecipazione ancor più appassionata con bancarelle stracolme di dolci di ogni tipo, 'fuculari' dove si arrostisce 'take away' la carne di cavallo. Si sente la musica e per la gioia dei più piccoli, di palloncini e giochi se ne contano a migliaia. Anche qui, prima del rientro della 'santuzza', fuochi d'artificio di rara bellezza e spettacolarità.

Il 5, infine, si celebra il pontificale e nel pomeriggio inoltrato inizia la seconda ed ultima parte del giro della Patrona dentro il 'salotto' cittadino con tempi decisamente lentissimi in particolare lungo la via Etnea, il cuore di Catania. Le undici candelore aprono la processione con un migliaio di devoti ormai stanchi ma mai domi che seppur con un filo di voce, continuano a dedicare a parole di fede e di amore a Sant'Agata. Si arriverà in piazza Borgo per assistere, a notte già inoltrata, ai fuochi d'artificio che per durata e spettacolarizzazione, sono i più attesi della festa. All'alba, e anche oltre, altro momento di grande 'pathos', ovvero, 'l'acchianata' (la salita) di San Giuliano. Qui, la 'vara' con il busto agatino viene portata a corsa dai devoti che con il cordone tirano il fercolo. E' una corsa tanto pericolosa, diversi anni fa morì una persona, quanto assai sentita. Per finire, il toccante canto delle suore benedettine ed il rientro in Cattedrale della 'Santuzza' Agata fra la commozione dei devoti che vorrebbero continuare ad abbracciare idealmente la loro amatissima Patrona aspettando poi la fine dei festeggiamenti per il 12 di Febbraio con l'appuntamento, sempre in Cattedrale, per l'Ottava che segna l'arrivederci a Sant'Agata alla metà del mese di agosto. [Adnkronos]

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04 febbraio 2010
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