Fame d'oro nero

Mentre a Salemi lo scienziato russo invita i governi a investire su gas e petrolio, la Regione siciliana ha già preso la sua decisione

11 settembre 2010

"La produzione di energia eolica è solo una moda. Non ci sono oggi fonti di energia in grado di competere con gas e petrolio".
A dirlo è stato lo scienziato russo Vladimir Kutcherov, professore al Royal Institute of Technology di Stoccolma, ieri mattina a Salemi in qualità di relatore in una conferenza sul tema "La minaccia all’integrità del paesaggio e le energie rinnovabili", alla quale hanno partecipato il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi, il Sovrintendente di Trapani Sebastiano Tusa, e Salvo Cocina, Energy Manager della Regione Siciliana, di fronte ad una platea di amministratori, tecnici e semplici cittadini.
"La Sicilia - ha rivelato Kutcherov indicando recenti studi - è ricca di gas naturale e petrolio. I governi dovrebbero concentrare le risorse per investimenti nella ricerca".

Kutcherov è tornato sulla tesi dell'origine abiogenica del petrolio di cui tanto si dibatte negli ambienti scientifici. "Secondo uno studio del 1984, il petrolio si sarebbe già esaurito 20 anni fa. Oggi le teorie tradizionali ci dicono che ci sarà petrolio per non più di 50-60 anni. Non è così. Le mie ricerche indicano che le disponibilità di petrolio sono infinite. Il processo chimico realizzato in laboratorio per creare idrocarburi è oggi un fatto reale. Il magma della profondità della terra reagisce con l’idrogeno generando idrocarburi. E i test hanno dimostrato che in condizioni estreme di calore e di pressione, ossidi di ferro, carbonato di calcio e acqua si convertono in metano, una reazione chimica facilitata da rocce come granito e pietra a base di silicio. Poco tempo fa ho chiesto ad un manager della British Petroleum perché cercavano il petrolio a profondità superiori rispetto a quelle che indica la teoria tradizionale sull'origine del petrolio. Mi ha risposto perché la teoria abiogenica probabilmente è fondata".
Vittorio Sgarbi invece ha osservato: "Non sono per il petrolio contro l'eolico come banalmente qualcuno tenta di semplificare. Sono contro le menzogne, contro le finzioni, sono contro quelli che dicono una cosa e tutti gli corrono dietro. La menzogna è nel miraggio dell'eolico e del fotovoltaico. Kutcherov ci dice che la produzione di energia solare oggi è la più costosa, più del doppio del petrolio, e che è insostenibile economicamente".
Salvo Cocina, Energy Manager della Regione Siciliana ha detto: "Il problema è anche di redditività. Occorre far sì che la Sicilia e i siciliani ottengano il masso beneficio dallo sfruttamento di fonti di gas e petrolio. Oggi le concessioni sono in mano a grosse società. Occorre allora valutare la fattibilità della creazione di società legate alle istituzioni del territorio che possano gestire i giacimenti".

Intanto, è notizia di quelche giorno fa, al largo dell'isola di Pantelleria sono state individuate due aree idonee allo sfruttamento per l'estrazione di idrocarburi. Ad annunciarlo è stata la Adx Energy lmt, società con sede a Vienna e Pert, che ha effettuato ricerche di idrocarburi al largo dell'isola siciliana, utilizzando la piattaforma Lambouka-1 (situata in acque territoriali tunisine a 13 miglia a nord ovest da Pantelleria). La società ha concluso le operazioni dopo aver raggiunto la profondità totale di 2.786 metri e attualmente è in corso l'analisi dei risultati, che finora hanno permesso di confermare la presenza nel fondale di almeno due zone idonee allo sfruttamento. Ma le caratteristiche rilevate, spiega la Adx, sono risultate diverse da quelle riscontrate in altre aree limitrofe e ci sarà bisogno di un'attenta valutazione da parte delle cinque società petrolifere coinvolte in questa operazione.
Della joint-venture responsabile dei lavori della Lambouka-1 fanno parte, oltre alla Adx (30%), anche la Gulfsands Petroleum Plc (30%), la Carnavale Resources Lmt (20%), la XState Resources Ltd e la Pharm Aus Lmt' (10% ciascuna).

La scorsa settimana la giunta regionale siciliana aveva varato un atto di indirizzo per limitare le ricerche di idrocarburi sia nel mare che nell'entroterra siciliano. La decisione è arrivata dopo la presa di posizione del governo regionale, guidato da Raffaele Lombardo, "in seguito ai numerosi incidenti nelle piattaforme petrolifere in altre parti del mondo" (LEGGI).
Contro la ricerca di idrocarburi nel mare siciliano anche la consulta degli ordini degli architetti della Sicilia che, accogliendo la proposta del presidente Rino La Mendola, aderirà all'iniziativa del comitato spontaneo dei sindaci dei comuni costieri della Sicilia meridionale, con l'obiettivo di promuovere una legge che vieti le ricerche petrolifere nel mare siciliano. "Sosteniamo l'iniziativa - ha detto La Mendola -, così come apprezziamo le posizioni assunte dall'assessore regionale al Territorio e il giro di vite attuato dal ministro all'Ambiente che dovrebbe essere però esteso all'intero Mediterraneo, attraverso un confronto internazionale per scongiurare che tali prospezioni vengano indiscriminatamente attuate al largo delle coste dei Paesi dirimpettai del Mediterraneo, nella consapevolezza che un incidente del tipo di quello accaduto nel Golfo del Messico trasformerebbe in una pozzanghera di petrolio il nostro mare".
Gli architetti hanno intenzione di "sfruttare i rapporti internazionali, recentemente consolidati attraverso l'Umar, l'associazione architetti del Mediterraneo".

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11 settembre 2010

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