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Famiglia Cristiana attacca di nuovo il governo

Mentre Berlusconi tenta di ''incatenare'' i giudici l'opposizione di governo che fa?

05 settembre 2008

Visto che l'opposizione di governo continua a non opporsi ad alcuna decisione del governo, incapace (volontariamente?) di mettere in piedi qualsiasi controproposta che venga condivisa al proprio interno (ricordiamo che la "sinistra massimalista" non fa più parte del centrosinistra), pronta ad attaccare il governo e ad esprimere pareri contrari senza timore continua ad essere Famiglia Crisitiana, dando un colpo al governo... e uno all'opposizione.
Ebbene, questa volta ad attirarsi le critiche del "battagliero" settimanale delle paoline è la riforma della giustizia.

Dopo le polemiche dell'estate su sicurezza e immigrazione (Leggi: "Famiglia cristiana e... incazzata" - Guidasicilia, 16/08/08), il settimanale giudica negativamente l'ipotesi di riforma delineata dal governo sulla giustizia e invita l'opposizione - "se ce n'è una degna" - a contrastare quello che definisce "uno stravolgimento dell'ordine costituzionale e morale". Polemico anche il riferimento a Giovanni Falcone, "eroe civile", secondo il settimanale dei paolini, "citato strumentalmente".
In un articolo firmato dal magistrato Adriano Sansa, Famiglia Cristiana rileva che di fronte ad una "giustizia lenta" che "danneggia persone e aziende" verrebbe da dire: "Si modifichino i codici, irti di formalismi, confusi da leggine non coordinate; l'organizzazione migliori, le sedi poco utili si chiudano. Tutte cose possibili, che nessuno finora ha attuato nonostante interessanti progetti di ministri come Flick". Invece, il governo Berlusconi, denuncia l'articolo, si accinge a non rendere più obbligatoria l'azione penale, a riformare il Csm "aumentandone il numero dei membri di nomina politica".

Nel pezzo, dal titolo "Meglio processi più rapidi che giudici meno liberi", Sansa si chiede anche perché rimettere in discussione la separazione delle carriere se "una riforma recentissima" prevede "corsi di aggiornamento e cambi di sede" per passare dalla funzione giudicante all'inquirente: "Non sarà vero che Berlusconi cerca una 'vendetta' ma certo egli non ha titolo convincente per operare rivolgimenti, riduttivi dei diritti dei cittadini: è il più inquisito dei primi ministri della storia italiana, ha fatto e rifatto leggi a proprio uso, ha avuto ed elogiato ministri che avevano corrotto giudici a vantaggio di sue aziende". E ancora: la sua "potenza mediatica, ottenuta anche con favori politici, impedisce al popolo di comprendere ciò che si trama a suo danno. Lo Stato si fa illiberale, i potenti umiliano le istituzioni".
Quindi la conclusione: "Se c'è un'opposizione degna, ma forse non c'è, dovrà combattere con concordia e fermezza un simile stravolgimento dell'ordine costituzionale e morale" e ad "impedire che si citi strumentalmente un eroe civile come Giovanni Falcone".

[Informarzione tratta da Corriere.it]

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05 settembre 2008
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