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Famiglia Cristiana attacca. Il Pdl risponde

I berluscones difendono il proprio leader dagli "attacchi" del settimanale cattolico

25 agosto 2010

Famiglia Cristiana attacca. Il Pdl risponde. Dopo l'ennessima dura critica del settimale cattolico nei confronti del governo (LEGGI), e in particolare nei confronti del premier Silvio Berlusconi ("Così lo sappiamo dalla sua viva voce: in Italia comanda solo lui, grazie alla 'sovranità popolare' che finora lo ha votato. La Costituzione in realtà dice: 'La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione'. Berlusconi si ferma a metà della frase, il resto non gli interessa, è puro 'formalismo''', per citare solo una delle frasi al vetriolo contenute nell'editoriale firmato da Beppe Del Colle in edicola da oggi, ndr), a stretto giro sono arrivate le repliche dei berlusconiani e "felicissimi di esserlo", per i quali ormai la rivista dei paolini è diventata peggio di un giornale anarco-comunista.
Il primo a commentare è il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi. "La crisi della società italiana deve essere giunta a livelli di allarme", commenta Bondi, "e la Chiesa stessa non ne è affatto immune, se perfino un settimanale cattolico giunge a tale accenti di unilateralità politica, di assenza di stile e di rinuncia alla moderazione". Sulla stessa linea il sottosegretario Francesco Giro: "Da cattolico considero l'editoriale di Famiglia Cristiana una dimostrazione di pornografia politica per la scarsa decenza degli argomenti che vengono proposti''.
"Spiace constatare che Don Sciortino appare accecato dalla sua personale faziosità politica al punto tale da non riconoscere il valore pubblico che meritano i fondamentali principi cristiani, discrimine inesorabile dello stesso consenso elettorale''. E' il commento del ministro del Welfare Maurizio Sacconi. "Penso che ormai Famiglia Cristiana non faccia più notizia. Ogni settimana sembra diventata la fotocopia de 'Il Fatto' e de 'L'Unità', e non mi pare che questa sia la caratteristica di un settimanale cattolico'', ha affermato il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi.

A "combattere" la libertà d'espressione e di opinione di Famiglia Cristiana sono scesi in campo le tre testate-carroarmato del Cavaliere, 'Libero', 'Il Tempo', 'il Giornale'. Per il direttore di quest'ultimo, Vittorio Feltri, è giunto il momento di parlare di "Fanghiglia cristiana": "Fanghiglia cristiana erutta ogni settimana contro 'il Giornale' e il premier coprendoli di insulti", si legge nell'editoriale in prima pagina di oggi, e prosegue: "I lettori del periodico paolino vanno assottigliandosi sempre di più, il che spinge il direttore don Antonio Sciortino ad alzare la voce, nell'illusione che così si alzino pure le tirature. Campa cavallo".

'Libero' parla invece di "autogol di don Sciortino". Oltre a un pezzo sull'argomento, il quotidiano di Maurizio Belpietro pubblica un piccolo 'box' sul direttore del settimanale in cui si spiega: "Altro che boom di vendite: la sua battaglia contro il Cav sembra ottenere solo una emorraggia di lettori". 'Il Tempo', in prima pagina, parla di "settimanale in rosso". Per il quotidiano diretto da Mario Sechi, "Famiglia cristiana fa il megafono di Fini". Poi, un pezzo per spiegare che "quella rivista sopravvive grazie ai contributi di Stato, dal '99 al 2008 ha perso 26mln di euro e 300mila lettori".

A schierarsi al fianco di Famiglia Cristiana troviamo i finiani: "L'editoriale su Famiglia Cristiana del direttore ha fatto arrabbiare tanti, nel Pdl. Con toni che definire pesanti è poco - scrive il direttore di Generazione Italia, Gianmario Mariniello, sul sito dell'associazione finiana -. E' 'la politica dell'insulto', così come denunciata qualche giorno fa da Claudio Magris sul Corriere della Sera (LEGGI). Insomma, ormai vince chi la spara più grossa. E più volgare".
A "voltare le spalle" al settimanale cattolico, invece, è il presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, mons. Rino Fisichella. "Famiglia Cristiana non rappresenta il mondo cattolico". "E' lecito - osserva in un'intervista al Giornale - che Famiglia Cristiana formuli certi giudizi, anche se questo su Berlusconi appare del tutto tendenzioso, dato che in altri momenti storici - ad esempio quando Moro e Fanfani fecero il centrosinistra - ci fu una divisione dei cattolici". "Non mi sembra che il problema sia Berlusconi - insiste il prelato - il problema sono i programmi. In ogni caso non è corretto né giusto far credere che questo giudizio sia stato formulato dal mondo cattolico", aggiunge, spiegando che "i cattolici sono una galassia".
All'intervistatore che gli chiede se prevede un 'soccorso cattolico' dell'Udc al Governo, Fisichella replica precisando di non voler entrare "nel merito delle strategie politiche". Poi però aggiunge: "Là dove c'è l'esigenza di dare delle risposte significative al Paese in un momento di crisi, la presenza dei cattolici non è mai venuta meno". E indica due priorità molto chiare che possono interessare le gerarchie cattoliche: "Vista l'emergenza educativa che vive l'Italia, mi auguro che davvero si mettano in atto strumenti che garantiscano la libertà di educazione. Un'altra emergenza riguarda la famiglia e la necessità di introdurre il quoziente familiare".

[Informazioni tratte da Repubblica.it, Adnkronos/Ing, Apcom]

 

 

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25 agosto 2010
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