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I dubbi del ministro Brunetta sulle assunzioni siciliane e l'attacco dei quotidiani "nordisti"

30 dicembre 2010

"Le infornate di nuove assunzioni in Sicilia e in Puglia sono dovute a carenze di personale?" Questa la domanda retorica che si è chiesto l'altro ieri il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta che ha sentenziato: "tutte saranno impugnate. E se le amministrazioni saranno incapaci di riorganizzarsi ne risponderanno di fronte al popolo sovrano".
Insomma, il ministro dubita della assunzioni pugliesi e delle 4000 annunciate nei giorni scorsi dal governatore siciliano Raffaele Lombardo insieme all'assessore alla Sanità Massimo Russo (LEGGI).

Ai dubbi di Brunetta ha risposto il presidente Lombardo dicendo che "il governo della Regione siciliana nel 2010 ha fatto esattamente quello che il ministro Brunetta auspica: ha ridotto drasticamente i contratti a termine e quelli atipici (più dell'80 per cento nell'arco di 12 mesi) avviando i processi di stabilizzazione previsti dalle leggi dello Stato". "Con le ultime norme regionali (non impugnate dal Commissario dello Stato) in corso di pubblicazione, che hanno anche ribadito il già esistente blocco per le nuove assunzioni - ha aggiunto il presidente della Regione - l'Assemblea ha sancito la volontà di concludere la stagione del 'precariato' (stagione che è nata in ben altro periodo e con altri e diversi governi nazionali e regionali registi) restituendo così dignità ai lavoratori interessati, efficienza per il buon andamento delle pubbliche amministrazioni isolane con personale di ruolo e non precario e, conseguentemente, servizi certi ai cittadini". "Il tutto - ha concluso - naturalmente accompagnato da un forte slancio riorganizzativo effettuato con una legge di riforma dell'amministrazione regionale (legge regionale 19 del 2008) e con un cospicuo investimento nella infrastrutturazione informatica che consentirà l'auspicato passaggio dalla carta al digitale in tempi certi".

Sfiducia verso le mosse del governo siciliano è stata dimostrata, in maniera aggressiva, anche da alcuni quotidiani "del Nord". L'altro ieri mattina, infatti, "la Padania", "Libero" e "il Giornale" hanno descritto l'annuncio delle nuove assunzioni nella Sanità e della riduzione di ticket e imposte come il simbolo degli sprechi della Regione. Un attacco congiunto contro i "privilegi per i siciliani" da parte dei quotidiani "nordisti" vicini a Berlusconi, che accusano Raffaele Lombardo di clientelismo e denunciano "le assunzioni facili che in altre regioni i cittadini si scordano". Anche perché, come ha ricordato lo stesso assessore alla Salute Massimo Russo, il bando verrà a tempo di record "prima che subentri il blocco del turn over imposto dalla legge nazionale", evitando così le restrizioni previste dalla finanziaria di Tremonti.
L'attacco più duro è arrivato dalla Padania. "Sicilia e sanità, due parole che quando stanno insieme significano guai", ha esordito il foglio della Lega Nord. L'articolo ricorda i debiti disastrosi che il sistema siciliano ha accumulato negli ultimi anni e critica la decisione di Palazzo d'Orleans di non risparmiare l'avanzo di gestione di 21 milioni di euro per il 2009: "Si sono sentiti in diritto di sperperare subito", ha accusato il quotidiano del Carroccio, "tanto a pagare saranno sempre i soliti, i padani".

L'assessore Russo ha quindi voluto dare una risposta ironica a questi quotidiani: "Voglio pubblicamente e con grande risalto ringraziare alcuni quotidiani del Nord, per la precisione 'Il Giornale', 'Libero' e la 'Padania' per i loro imbarazzanti articoli di commento sulla sanità siciliana, ben sottolineati da titoli come 'La Sicilia balla sul Titanic', 'Sprechi senza fine' e 'Ci risiamo, Sicilia pronta a sperperare'". "E' evidente - ha aggiunto l'assessore ex magistrato - che certa stampa (e certa logora politica), abusando di preconcetti e pregiudizi, non accetta (anzi si sorprende) che in Sicilia possa funzionare qualcosa e che certe evidenti storture politico - amministrative del passato possano essere migliorate. Forse qualche giornalista, per spocchia e imperizia, non ha letto in questi due anni dell'opera titanica prodotta dalla Sicilia e dai siciliani nel campo della sanità per ripianare i conti e riqualificare l'offerta sanitaria. Forse molti non sanno, o preferiscono non sapere, che la Sicilia è stata più volte elogiata pubblicamente dai rigorosi tavoli ministeriali della Salute e dell'Economia per l'eccellente lavoro svolto". "Sono assolutamente certo - ha aggiunto - che questo tipo di razzismo mediatico, insieme all'opera professionale di certi giornalisti pronti ancora una volta a mortificare la propria professionalità pur di recitare il ruolo di 'servi sciocchi' dei loro editori e dei 'padrini' politici di riferimento, saranno utilissimi a scuotere i siciliani e a stimolare nuove riflessioni sul ruolo di certi politici siciliani che nel corso degli anni, a Roma, avrebbero dovuto rappresentare e tutelare gli interessi della Sicilia. E che avrei voluto ascoltare, in queste ore, in un sussulto di dignità, difendere le ragioni dei siciliani che li hanno eletti".

[Informazioni tratte da GdS.it, Ansa, Repubblica/Palermo.it]

 

 

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30 dicembre 2010

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