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Fiamme gialle all'Ars

La Guardia di finanza dentro il Palazzo per fare luce sulle spese dei gruppi parlamentari

09 ottobre 2012

Arriva dentro il Palazzo l'inchiesta della Procura di Palermo che vuole fare luce sulle spese dei gruppi parlamentari, ai quali l'Assemblea regionale ha versato oltre 60 milioni di euro nel corso della legislatura appena conclusa (in Sicilia si vota il 28 ottobre).
Ieri, i militari della Guardia di finanza si sono recati a palazzo dei Normanni e hanno acquisito ulteriori elementi rispetto alla documentazione già consegnata nei giorni scorsi dal presidente dell'Ars, Francesco Cascio (Pdl), e dal segretario generale, Giovanni Tomasello, al procuratore aggiunto Leonardo Agueci, titolare dell'indagine.

L'obiettivo degli investigatori è verificare i movimenti di denaro nei conti correnti dei gruppi e incrociare i dati con bilanci e ricevute di pagamento. Un lavoro complesso. I gruppi infatti sono associazioni di diritto privato e gestiscono in maniera autonoma i contributi che ricevono dal Parlamento senza dovere certificare o giustificare all'amministrazione le spese effettuate. Cascio e Tomasello, che stanno collaborando con la Procura fin dall'avvio dell'indagine conoscitiva, lo hanno spiegato ai magistrati, confermando che l'Ars si limita a trasferire i fondi pubblici ma non ha alcun potere di verifica sulla spesa.

Dall'ex Mpa, oggi Partito dei siciliani, tuttavia arriva la piena disponibilità a collaborare con gli inquirenti. "Non ho problemi a fornire gli estratti del conto corrente - ha detto il capogruppo degli autonomisti, Nicola D'Agostino -. Ma guido il gruppo da cinque mesi per cui ho la necessità di capire attraverso i nostri legali se posso consegnare anche la documentazione delle operazioni autorizzate da chi mi ha preceduto per evitare di commettere illegalità. Per quanto mi riguarda non ho problemi a fornire gli atti da me firmati". D'Agostino è subentrato lo scorso a maggio a Francesco Musotto che ha guidato il gruppo Mpa per gran parte della legislatura prima di passare al gruppo misto e poi all'Udc. Per i "portaborse" il Mpa, che conta 15 deputati, ha ricevuto nei cinque anni di legislatura circa 3 milioni di euro, altri 2,5 milioni li ha incassati sotto la voce "contributo unificato".
Più consistenti i fondi assegnati a Pd e Pdl rappresentanti all'Ars da 25 e 17 deputati, seguono gli altri gruppi parlamentari: Grande Sud, Fli, Udc, Pid, Mps-Nuovo polo e quello Misto.
Durante la visita a Palazzo dei Normanni i finanzieri hanno stabilito i primi contatti col tesoriere dell'Assemblea, l'ufficio da dove transitano pagamenti e trasferimenti verso i gruppi. Altri controlli saranno effettuati, ma non sono previsti comunque blitz.

Il monito del cardinale Romeo - "In Sicilia il fenomeno della corruzione è più grave che altrove, per via dei legami con la politica, eppure in questa campagna elettorale non si indicano prospettive concrete ma ci si limita a discorsi generici". Lo ha detto il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, a margine dei lavori della Conferenza episcopale siciliana (Cesi). "La Sicilia - ha aggiunto - ha l'assemblea regionale più numerosa rispetto a tutte le altre, i partiti spendono senza rendicontare le uscite. La politica ha il dovere di ascoltare il grido che giunge dalla gente disperata per la grave crisi e priva di fiducia nel futuro".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, ANSA, Lasiciliaweb.it, Repubblica/Palermo.it]

- Un'inchiesta sui fondi pubblici dell'Ars (Guidasicilia.it, 26/09/12)

- Tagli per il rotto della cuffia (Guidasicilia.it, 03/10/12)

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09 ottobre 2012
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