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Finti poveri, evasori totali e truffatori

Redditi per un miliardo di Euro nel mirino della Guardia di finanza siciliana

01 febbraio 2014

Nel 2013 la Guardia di finanza ha individuato in Sicilia redditi sottratti al fisco per oltre 1.1 miliardi di euro. L'Iva non dichiarata, non versata o indebitamente detratta, scoperta nel corso dei controlli delle Fiamme Gialle, ammonta a 197 milioni di euro. Inoltre, sono stati scoperti oltre 13 milioni di euro di Irpef evasa dai datori di lavoro mediante l'omesso versamento delle trattenute fiscali ai dipendenti, o mediante il ricorso al lavoro nero.
Scoperti 712 evasori totali; 103 coloro che, tra imprenditori o professionisti, avevano occultato al fisco oltre la metà del loro reale volume d'affari. Per reati tributari, sono state denunciate all'Autorità giudiziaria 702 persone, nei cui confronti sono state formulate 404 proposte di confisca di beni, cui hanno fatto seguito sequestri di immobili e disponibilità finanziarie per 36 milioni di euro.

Passate al setaccio 77 aziende dedite all'attività di "compro oro". In questo caso i ricavi non dichiarati ammontano a circa 21 milioni di euro; 10 milioni l'Iva evasa. A contrasto degli "affitti in nero", 127 controlli hanno portato alla luce redditi da locazione immobiliare non dichiarati al fisco per circa 1,5 milioni di euro.

Lo sperpero di denaro pubblico, il sequestro e la confisca dei patrimoni della criminalità mafiosa, le forme più gravi di evasione fiscale e le frodi a danno dei consumatori e degli operatori economici corretti.
Sono questi i quattro ambiti principali sui quali si è concentrata l'attività operativa del Comando Regionale Sicilia della Guardia di Finanza nel 2013. Il bilancio è stato presentato ieri mattina, presso la Caserma Cangialosi, a Palermo, dal comandante regionale, il generale di divisione Ignazio Gibilaro.

Il dato più eloquente riguarda, ancora una volta, l'evasione fiscale. Grazie a 7.267 interventi ispettivi l'anno scorso sono stati individuati in Sicilia redditi sottratti all'imposizione per oltre 1.1 miliardi di euro.
L'Iva non dichiarata, non versata o indebitamente detratta ammonta a 197 milioni di euro. Inoltre, sono stati scoperti oltre 13 milioni di euro di Irpef evasi dai datori di lavoro o mediante l'omesso versamento delle trattenute fiscali operate ai dipendenti o mediante il ricorso al lavoro nero (interamente non dichiarato) e grigio (ad esempio un lavoro dipendente camuffato da part time o collaborazione).
Le posizioni lavorative irregolari accertate sono state 1.832, i lavoratori in nero 1.548. I soggetti individuati come evasori totali nel 2013 sono stati 712, mentre sono risultati 103 coloro che, tra imprenditori o professionisti, avevano occultato al fisco oltre la metà del loro reale volume d'affari (i cosiddetti evasori paratotali, in aumento del 15% rispetto al 2012).

Per reati tributari sono state denunciate all'autorità giudiziaria 702 persone, con 404 proposte di confisca di beni e il conseguente sequestro di immobili e disponibilità finanziarie per 36 milioni di euro. Per quanto riguarda l'erogazione delle risorse pubbliche, nel corso di 442 indagini sono stati individuati oltre 260 milioni di finanziamenti pubblici (comunitari, statali o degli enti locali) illecitamente percepiti, mentre 21.5 milioni di euro sono stati bloccati prima che venissero erogati. Per questi reati sono stati 21 gli arresti e 788 le denunce. Nel corso di oltre 270 indagini sono stati ricostruiti episodi di corruzione e concussione, peculato, abuso d'ufficio e violazioni alla normativa sugli appalti; più in generale, per i reati contro la Pubblica Amministrazione sono stati complessivamente segnalati all'autorità giudiziaria 625 soggetti, di cui 48 arrestati. Altri 471 individui sono stati ritenuti responsabili di aver causato (con dolo o con colpa grave) danni erariali per 423 milioni di euro.
Colpisce il dato sui cosiddetti "falsi poveri" e sulle truffe previdenziali: nel corso di oltre mille controlli sono state denunciate 1.869 persone per indebite agevolazioni per circa 13 milioni di euro.

Per quanto attiene il contrasto alla criminalità mafiosa, nel 2013 sono stati sviluppati accertamenti patrimoniali sul conto di 865 persone fisiche e di 251 società ed imprese che hanno portato a provvedimenti di sequestro pari a 696 milioni di euro e a confische di beni e liquidità per ulteriori 183 milioni di euroSono 187 i casi di riciclaggio accertati, per un flusso illecito di capitali di 57 milioni di euro, con 101 soggetti denunciati e sequestri di valori e beni per complessivi 3,6 milioni di euro, mentre il giro dell'usura ha avuto un volume di 2 milioni di euro con 79 denunce.
Passando infine alla lotta alle frodi contro consumatori e commercianti, la Guardia di Finanza nel 2013 ha sequestrato in Sicilia quasi 7 milioni di pezzi tra marchi contraffatti (205 mila articoli), violazioni alla normativa sul diritto d'autore (120 mila prodotti di natura informatica) e prodotti che violavano i requisiti per la sicurezza del consumatore (6,4 milioni). In questo settore le denunce sono state 499, alle quali si aggiungono le 46 nel settore del gioco e delle scommesse con il sequestro di 176 apparecchi, tra "videopoker" e "slot machines" che non rispettavano i requisiti imposti dalla legge per impedire comportamenti illeciti.

"Nell'ordinamento legislativo e nell'attività di contrasto ai capitali illeciti - ha commentato il generale Gibiliaro - c'è stato un salto di qualità. Adesso non andiamo più a cercare il capitale sfacciatamente esposto, come la casa o la villa, ma  investimenti finanziari più sofisticati, magari effettuati nei paradisi fiscali all'estero. Restano sempre fondamentali le segnalazioni e le denunce dei cittadini, specie per reati come l'usura, difficili da contestare. Per fortuna - ha concluso il generale - la normativa ha fatto passi da gigante in termini di efficacia e armonizzazione con gli altri paesi europei, dinanzi a un'economia globale che viaggia a grande velocità e siamo sempre costretti a inseguire". [Fonte: Repubblica.it]

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01 febbraio 2014
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