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Firmato il "futuro" di Termini Imerese

Siglato l'accordo di programma per la disciplina degli interventi di riqualificazione e reindustrializzazione del polo che la Fiat lascerà a fine anno

17 febbraio 2011

E' stato firmato ieri, mercoledì 16 febbraio 2011, l'accordo per il rilancio di Termini Imerese. Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, insieme all'assessore alle Attività produttive della Regione Siciliana Marco Venturi, al presidente della Provincia di Palermo Giovanni Avanti, al sindaco di Termini Imerese Salvatore Burrafato, al consorzio Asi di Palermo e ai rappresentanti di Fiat e di Invitalia ha infatti siglato l'accordo di programma per la disciplina degli interventi di riqualificazione e reindustrializzazione del polo industriale che il Lingotto lascerà alla fine dell'anno. La firma del documento ha avuto luogo al dicastero dello Sviluppo economico.

Un grande polo industriale multiproduttivo, dove, accanto alle auto ci sarà anche posto per attrezzature mediche, serre fotovoltaiche, cinema, fiction e grande distribuzione. Sarà questo il futuro del sito di Termini Imerese, secondo quanto definito dall'accordo di programma, dopo che la Fiat, a fine 2011, cesserà la propria produzione di vetture.
L'accordo prevede lo stanziamento di risorse pubbliche per 450 milioni, 100 da parte del Ministero mentre la Regione metterà in campo 350 milioni, di cui 200 per la reindustrializzazione del sito e gli altri 150 per le infrastrutture. L'investimento complessivo per la riconversione del sito, tra soldi pubblici e quelli delle aziende selezionate, è di oltre 1 miliardo di euro visto che dai privati arriveranno investimenti per circa 600 milioni.

Tra le 7 aziende scelte a partire da 31 manifestazioni di interesse due sono del settore auto: De Tomaso di Gian Mario Rossignolo (auto di lusso) e Cape Reva di Simone Cimino (auto elettrica). Le altre cinque operano, invece, in vari campi: dall'energia, Bio Gen Termini (bio-tecnologie), alle serre fotovoltaiche, Fratelli Ciccolella; dalla grande distribuzione, Newcoop, alle protesi mediche, Lima, alla fiction con Med Studios. Quanto alla proposta della molisana Dr Motor Company, il ministro Romani ha spiegato ancora una volta che non ci sono preclusioni così come verso altri possibili nuovi soggetti, ma essendo arrivata fuori dai tempi indicati rimane "in panchina". Potrebbe dunque rientrare se qualcuna delle iniziative in campo non dovesse avere il percorso immaginato.
Sul fronte dell'occupazione, il ministro ha spiegato che a fronte dei circa 1.500 dipendenti attuali si arriverà a regime, ovvero nei 36 mesi in cui è indicata la completa attuazione dell'accordo, a 3.300 unità. A partire "da un grande problema occupazione - ha detto il ministro - si è lavorato con determinazione per creare le condizioni necessarie al rilancio di uno dei più importanti insediamenti produttivi del Mezzogiorno".
Secondo Romani quello firmato ieri è "un accordo straordinario, fatto in tempi ravvicinati come avevamo promesso". La soluzione che con la firma prende l'avvio "è un segnale importante della vitalità del tessuto economico italiano e della capacità del governo Berlusconi di mettere a sistema le migliori forze del Paese. Adesso - ha aggiunto - è necessario l'impegno di tutti, governo, istituzioni locali, imprese, sindacati e lavoratori stessi, per fare in modo che l'accordo trovi piena attuazione nelle tempistiche indicate. Ciascuno deve fare fino in fondo la propria parte per dare un nuovo futuro a Termini Imerese".

Intanto sarà possibile tutelare gli attuali 1.500 occupati dato che nell'accordo è prevista la cessione del sito da parte della Fiat con la presa in carico da parte delle nuove società anche dei lavoratori del Gruppo. Nell'accordo siglato ieri, infatti, il Lingotto si è impegnato a definire la tempistica e le modalità della cessione a costo zero del sito di Termini "senza richiedere altro corrispettivo per i beneficiari che la effettiva ricollocazione lavorativa di tutti i relativi addetti nonché il trasferimento dell'organico aziendale".
Non è escluso che nella fase transitoria del passaggio tra una società e l'altra si possa ricorrere alla cassa integrazione o comunque ad altri ammortizzatori sociali. Un tema questo che probabilmente sarà affrontato già a breve con il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. L'intenzione del governo comunque, secondo Romani, è di abbreviare il più possibile "il periodo di transizione".
Invitalia, advisor del dicastero di via Veneto, coordinerà operativamente le procedure di attuazione dell'accordo, predisponendo inoltre i necessari piani finanziari degli investimenti.

Per il governatore siciliano Raffaele Lombardo, "la firma dell'accordo per il rilancio del Polo di Termini Imerese ribadisce l'attenzione del governo siciliano al settore industriale. Il percorso sperimentato con successo per Termini Imerese - ha aggiunto Lombardo - intende essere la guida per la creazione di analoghi percorsi di riqualificazione delle aree di crisi (ad esempio, l'area di Carini per il bacino ex-Keller), attraverso il ricorso al contratto di sviluppo e alla strumentazione agevolativa regionale per creare le condizioni per il mantenimento della base occupazionale e la contestuale attrazione di nuova imprenditoria". "A margine dell'accordo, con una nota ufficiale inviata a Invitalia e al Ministero - ha concluso Lombardo - l'amministrazione regionale ha ottenuto che, nella scelta dei progetti imprenditoriali per Termini Imerese, venga data priorità alle aziende che in sede di piano industriale dichiareranno il mantenimento della sede fiscale in Sicilia".
Per oggi il presidente Lombardo ha convocato un incontro a Palermo, a palazzo d'Orleans, con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil per discutere l'accordo di programma quadro siglato a Roma.

Secondo Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, l'accordo di programma è "un primo passo, positivo anche se tardivo. Una scelta definitiva che dà certezza finanziaria per la reindustrializzazione dell'area". Per il sindacalista "ora ci sono tutte le condizioni perché la più significativa operazione di reindustrializzazione che sia mai stata messa in atto nel Mezzogiorno, si traduca in un successo".
Per il segretario generale della Fiom di Termini Imerese, Roberto Mastrosimone, non è ancora tempo di festeggiamenti: "Non possiamo esprimere ancora un giudizio senza conoscere tutto quello che c’è dietro le proposte, e se vi è sicuramente un aspetto positivo che è l’impegno delle risorse, dobbiamo ancora capire come saranno rioccupati i lavoratori, se le proposte sono adeguate e di qualità. Per questo il giudizio deve essere inevitabilmente rimandato a quando si conosceranno i dettagli". Non una posizione di ostruzionismo fine a sé stessa quindi, ma una sospensione di giudizio dovuta alla mancata conoscenza dei termini specifici dell’accordo. "Se il giudizio positivo degli altri sindacati è rivolto all’investimento, li capisco, perché anche noi siamo favorevoli alla partecipazione pubblica e privata - ha aggiunto Mastrosimone -, però c’è da dire che loro sono sempre stati scettici al riguardo, eravamo noi all’inizio a spingere per una soluzione alternativa. Il problema è nel merito, non nel metodo, si parla di oltre 2.000 lavoratori che per 41 anni hanno prestato servizio per la Fiat – che nonostante tutto è un progetto che guarda al futuro – ai quali le nuove aziende devono assicurare le stesse garanzie e caratteristiche di cui godevano prima".

L'accordo nel dettaglio: di seguito i punti cardine dell'intesa.
INVESTIMENTI: Le risorse complessive superano il miliardo di euro. Si tratta di investimenti pubblici per 450 mila euro, 100 da parte del ministero dello Sviluppo Economico e 350 stanziati dalla Regione siciliana (200 più 150 per interventi infrastrutturali). Mentre i privati attiveranno risorse per circa 600 milioni. L'attuazione dell'accordo è prevista entro 3 anni.
POSTI LAVORO: Il problema occupazionale, sono oltre 1.500 gli addetti Fiat a Termini Imerese, dovrebbe essere risolto fin dal primo anno d'investimento, ovvero dal 2012. L'obiettivo è, però, creare 3.300 posti di lavoro in 36 mesi.
PIANI INDUSTRIALI: Delle 31 manifestazioni d'interesse arrivate ne sono state selezionate 7, di cui 2 relative al settore auto, le altre 5 spaziano dal cinema, alla Gdo, dalla comparto medicale al fotovoltaico. I termini per la presentazione di offerte sono ormai scaduti, ma non è esclusa l'ipotesi di inserimento in corsa di altri soggetti. È il caso della Dr Motor Company, che per ora non rientra nella short-list ma rimane in stand-by. Ora, per accedere alle agevolazioni, le aziende che hanno ricevuto il via libera dovranno presentare, insieme alle richieste, il piano d'impresa definivo.
SIGLA INTESA: Hanno sottoscritto l'accordo in sette, il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, l'assessore alle Attività produttive della Regione Sicilia Marco Venturi (in sostituzione del presidente Raffaele Lombardo, che giusto ieri aveva suggerito all'ad del Lingotto Sergio Marchionne di non farsi più vedere sull'Isola), il presidente della Provincia di Palermo Giovanni Avati, il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, il consorzio dell'Asi di Palermo Fiat Group e Invitalia.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, Lasiciliaweb.it, LiveSicilia.it]

 

 

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17 febbraio 2011
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